Rocca di Papa, lettera del Comitato Pro-Case

Rocca di Papa, lettera aperta del Comitato Pro-Case al Sindaco, il Presidente Iadecola: “Nelle nostre case non sarà un Natale sereno”

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Vista di Rocca di Papa

“Torna a tuonare il Comitato Pro – Case per bocca del suo Presidente Alessio Iadecola. Il numero uno della realtà associativa a tutela dei diritti dei cosiddetti “abusivi” ha voluto richiedere alcuni chiarimenti al Sindaco di Rocca di Papa Emanuele Crestini: “Vorremmo chiedere al primo cittadino e alla sua Amministrazione Comunale di smentire o confermare la veridicità di alcune dicerie, trapelate dai social network e da associazioni, rispetto alle eventuali prime cinque demolizioni di immobili abusivi nel Comune di Rocca di Papa, che sarebbero finanziate dall’ente comunale e dalla Procura di Velletri”. Il Presidente Alessio Iadecola è poi intervenuto sul clima sicuramente non sereno che sta contraddistinguendo le festività natalizie delle numerose famiglie roccheggiane interessate dalla problematica dell’abusivismo: “In questi giorni abbiamo visto il Sindaco Emanuele Crestini giustamente attivo sul territorio per portare gli auguri dell’Amministrazione Comunale a tutte le varie realtà. Cogliamo l’occasione per sottolineare il contrasto fra felicità che dovrebbe contraddistinguere il Natale con il cupo e grigio stato d’animo che serpeggia fra i 189 nuclei familiari, che vivono quotidianamente la delicata problematica urbanistico – sociale dell’abusivismo, aggravate peraltro dai recenti fatti che hanno portato all’approvazione della Delibera di Giunta n. 121 del 30 novembre 2017 che riguarda la definizione delle indennità di occupazione da corrispondere all’ente per gli immobili abusivi. L’assenza di serenità si acuisce se prendiamo in considerazione le 25 famiglie trascritte nei Registri della Conservatoria che vivono tutti i giorni accompagnate dal timore di veder arrivare le ruspe per le demolizioni. Con questo stato d’animo noi auguriamo al Sindaco Emanuele Crestini e ai suoi collaboratori buon Natale con l’auspicio che stiano sereni anche per noi, che non possiamo esserlo”.

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