Salvo l’ospedale di Marino, le reazioni di Palozzi (Fi) e dei Comunisti Italiani

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Ospedale di Marino
Ospedale San Giuseppe di Marino
Ospedale di Marino
Ospedale San Giuseppe di Marino

“Sono soddisfatto – dichiara in una nota l’ex Sindaco di Marino, attualmente consigliere regionale del Lazio per Forza Italia Adriano Palozzi – delle notizie giunte dalla conferenza dell’Asl RmH in occasione della quale è stato presentato il Piano di riordino della rete ospedaliera territoriale: il nosocomio di Marino è salvo, anzi sarà presidio strategico del comprensorio a sud di Roma, divenendo polo oncologico e ospedale diurno. Si tratta di una prima importante vittoria, ottenuta grazie alla disponibilità del direttore generale D’Alba, al dialogo istituzionale senza preconcetti politici e soprattutto grazie all’azione dell’amministrazione di Fabio Silvagni, che insieme ai cittadini è scesa anche in piazza pur di difendere il futuro del San Giuseppe. Sono d’accordo con il sindaco di Marino, siamo solo all’inizio ma la strada per un rilancio serio e concreto dell’ospedale pare davvero intrapresa. Rilancio che, per forza di cose – continua Palozzi – deve passare anche dalla riapertura – conclude – del reparto di maternità, ginecologia e ostetricia al San Giuseppe”.

COMUNISTI ITALIANI: “INUTILE BALLETTO ASTORRIAN PALOZZIANO PER RIVENDICARE IL SUCCESSO” DICHIARANO VITTORIA D’ARPA ED ALESSANDRA TRABALZA

“Solo per menzionare il fatto politico-sociale più rilevante, è di due estati fa, il pronunciamento pubblico, all’unisono, degli esponenti del Partito dei Comunisti Italiani e di Sinistra Ecologia e Libertà – dichiarano in una nota le esponenti del Pdci Vittoria D’Arpa ed Alessandra Trabalza – che in Piazza San Barnaba, alla presenza di centinaia di cittadini che manifestavano, hanno sostenuto che una delle vie d’uscita per scongiurare una inutile chiusura dell’Ospedale San Giuseppe di Marino, fosse la destinazione a Polo Oncologico.” Così, continua la dichiarazione di Vittoria D’arpa e Alessandra Trabalza. “Da quella manifestazione e da altre prese di posizione dei comunisti, è continuata la nostra proposizione alla Asl Roma H, alla Regione Lazio e al Comune di Marino di porre l’accento su due questioni: da un lato la rivendicazione a vedere utilizzata la struttura tecnologicamente eccellente predisposta per la maternità nel plesso ospedaliero marinese; dall’altro e soprattutto, il voler riconsiderare la politica sanitaria nella Asl e quindi a Marino, non solo da un punto di vista ospedaliero ma con un impianto Socio-Sanitario. Questo perché – specificano le due dirigenti comuniste – la Politica sociosanitaria parte dalla prevenzione e consente una maggior diffusione dei servizi territoriali. Così come consente una vera lotta agli sprechi. Ecco perché, e ci rivolgiamo in particolare al Comune, stiamo procedendo alla verifica di costi di affitto di strutture pubbliche socio-sanitarie oggi presenti per vederne una differente ubicazione. Se non ai fini del semplice risparmio, almeno, a parità di spesa, con la presenza di presidi nelle parti di territorio ora carenti.”. “Per queste ragioni – concludono D’Arpa e Trabalza – a noi sembra davvero ridicolo il balletto astorriano e palozziano di rivendicazione della non chiusura dell’ospedale. A noi interessa di più, sapere dalla Asl e dal Comune se il futuro socio-sanitario, esplicitato con un piano di attuazione (anche Marino-Ciampino) sarà materia primaria di confronto pubblico con i soggetti politici e sociali e con tutta la città. E non, argomento tecnicistico per pochi intimi, come è stato fino ad oggi quando la gestione palozziana ha negato sempre il confronto aperto anche istituzionale (da chiunque fosse venuto è stato sempre negato un consiglio comunale aperto). I protagonisti devono essere i cittadini, trasparentemente”.

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