Sanità, si accende il dibattito sui punti nascita in Asl Roma 6

Astorre smentisce la chiusura del punto nascita di Anzio ma cresce la mobilitazione delle mamme per il 24 mentre spunta l'indiscrezione del mega reparto al NOC

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Ospedale dei Castelli

Si accende il dibattito attorno alla sanità della Provincia di Roma ed in particolare sul territorio della Asl Roma 6 dei Castelli e litorale. A smuovere gli animi è stata l’iniziativa di un flash mob, promosso da tre giornaliste, contro la chiusura dei punti nascita degli Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno e del Colombo di Velletri. Nonostante la pandemia, il tam tam, con le mamme che postano le foto dei figli nati nei reparti in questione sui social, sembra che la mobilitazione stia prendendo piede e che, il 24 Maggio, data prevista per il flash mob, in modalità drive-in, davanti ai nosocomi di Anzio e Velletri, possa essere particolarmente significativa.

Ma il dibattito ha preso corpo, allargandosi alla più generale organizzazione delle strutture sanitarie sul territorio promossa dalla Asl che pare provocare non poche perplessità tra cittadini ed operatori sanitari. Questa mattina è apparsa sulla stampa anche una indiscrezione che vorrebbe definitivamente chiusi i punti nascita territoriali, a beneficio di un unico reparto di ostetricia al Nuovo Ospedale dei Castelli, basato sul modello organizzativo statunitense.

Il tema della sanità da sempre caro ai cittadini, ai tempi del Covid è ancor di più sentito, tanto che ad intervenire nel dibattito è stato anche il Senatore e Segretario Regionale del Partito Democratico Bruno Astorre:

Astorre (Pd): “Chiusura punto nascita ad Anzio notizia priva di fondamento”

“La Asl Roma 6 ha ritenuto opportuno chiudere i punti nascita di Anzio e di Velletri (dove non era presente alcuna carenza di personale) nel periodo di maggiore diffusione del Covid 19, a metà Marzo (19 Marzo) per creare percorsi nascita sicuri presso l’Ospedale dei Castelli, secondo le indicazioni del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità. Difatti tutti i parti avvenuti presso la Asl sono stati privi di contagio, grazie ad una organizzazione che ha permesso di avere personale (ginecologi, pediatri, anestesisti, infermieri, oss) dedicati esclusivamente al punto nascita, come non sarebbe stato possibile né ad Anzio né a Velletri. Presso gli ospedali di Anzio e Velletri è tuttavia continuata la attività di Ginecologia, dedicata ad interventi urgenti o indifferibili (tumori). Grazie alla sensibilità della ASL Roma 6 entrambi gli ospedali pur presentando un numero di parti/anno inferiore alla soglia di 500 indicata dal Ministero della Salute e da organismi internazionali questi sono stati tenuti aperti. Sul Presidio di Anzio gravava una ulteriore rilevante criticità relativa al numero di pediatri in servizio, inferiore al numero minimo per assicurare la continuità del servizio. Tale servizio si è potuto svolgere grazie al supporto attivo della Regione Lazio che ha messo in condizione la Direzione Generale della Asl di stipulare, per molti mesi, convenzioni con la Fondazione Bambino Gesù e con l’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea rendendo possibile l’apertura del reparto. Al termine dell’emergenza Covid 19, che ha sospeso tutti i concorsi, verranno espletati i 2 concorsi pubblici banditi per pediatri e neonatologi, uno in associazione con altre Asl, uno della sola Asl Roma 6. Pertanto ciò dimostra il grande lavoro prodotto dalla Regione Lazio e dalla ASL Roma 6 teso a preservare il servizio di pediatria presso l’ospedale di Anzio/Nettuno. Il Partito Democratico è impegnato da sempre alla riorganizzazione delle strutture ospedaliere evitando di fare facile propaganda con notizie prive di fondamento quale la chiusura della pediatria e del punto nascita di tale ospedale”. Lo dichiara in una nota il Sen. Bruno Astorre, Segretario regionale del Partito Democratico.

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