A scuola di calcio con il Milan ad Ariccia

Il Prof. Bolis incontra ad Ariccia tecnici, genitori e ragazzi all'interno del progetto Milan Accademy in collaborazione con la Virtus Ariccia

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Onorati e Bolis

Tante le tematiche e  gli argomenti trattati con il Prof. Antonello Bolis, durante il primo incontro di formazione per il corso Metodo Integrato A.C. Milan. Un meeting a dir poco interessante, un confronto continuo tra il Responsabile Milan e gli oltre 60 istruttori provenienti da diverse zone del Centro Sud Italia. Un orgoglio per la società e per tutto il territorio. Dopo una breve premessa il Prof. Bolis è entrato subito nel vivo del corso trattando il rapporto Scuole Calcio – Istruttori – Genitori. L’idea comune è di avere sempre un continuo e costruttivo dialogo fra le parti per tutelare quello che poi è il protagonista più importante: il bambino. Bisogna coinvolgere e informare le famiglie sulle attività e gli sviluppi, bisogna crescere tutti come genitori ascoltando anche altri punti di vista, è necessario formare addetti ai lavori qualificati che possano affrontare al meglio il ruolo di istruttori ed educatori. La parola chiave? Dialogo. Questo è il primo essenziale messaggio inviato alla platea presente. Da un tema all’altro. Si è parlato ovviamente di campo, di allenamento e della metodologia rossonera. Al centro c’è e ci deve sempre essere una proposta formativa focalizzata sul gioco, sull’insegnamento e sulla applicazione della tecnica calcistica. Bisogna ripartire dal concetto di gioco del calcio, quello più puro, quello che oggi abbiamo un po’ perso. E’ essenziale, inoltre, in tutte le fasce di età sottolineare l’importanza del lavoro e del gioco, appunto, di squadra. Durante il corso è stato proiettato un video del tecnico di pallavolo Velasco, che attraverso la metafora degli “Schiacciatori”, sottolinea l’importanza del concetto di squadra. Come ha spiegato il Responsabile rossonero, al Milan si cerca di tutelare l’aspetto individuale di ogni ragazzo ma, allo stesso, inserendolo in un contesto collettivo. Il calcio è un gioco di squadra e come tale va insegnato e trasmesso. Nelle sedute di allenamento le parole chiave sono collaborazione, condivisione, scambio. Questo è uno dei fondamenti del club, uno degli aspetti essenziali all’interno del metodo integrato AC Milan: valorizzare le qualità del singolo al servizio del gruppo. In una visione generale, l’attenzione al giovane calciatore deve essere interpretata nella sua complessità: aspetto motorio, motivazione, personalità e profilo emotivo, pressioni esterne, vissuto personale, ambiente, contesto, stile di vita. Così come le qualità del singolo devono essere inserite in un contesto di squadra, l’atleta deve essere valutato in tutte le sue variabili. Questo è il compito del Milan e di qualsiasi altra società. Tra le varie “variabili” il Prof. Bolis ha analizzato nel dettagliato il termine motivazione, fondamentale nell’allenamento. La motivazione è il motore dell’apprendimento, se questa viene a mancare, l’insegnamento non avrà mai presa sui ragazzi soprattutto quelli più giovani. Tutti gli allenatori, dalla Scuola Calcio alla Serie A, dal professionismo al dilettantismo, se vogliono avere un riscontro positivo dalla propria squadra devono stimolare continuamente la loro mente e la loro passione per il calcio. Bisogna proporre esercitazioni divertenti ma con un obiettivo tecnico ben preciso, in continuo movimento, proporre sedute nella complessità, ovvero simulando potenziali situazioni che avverranno in partita. Il metodo Milan insegna come lavorare nella complessità, impostare un allenamento situazionale, “costringendo” i ragazzi a imparare l’esecuzione di un gesto tecnico o atletico ad una velocità alta che ritroveremo in partita. Formare prima giocatori e poi calciatori. Si chiude così il primo incontro. Cosa significa? Significa che dobbiamo abituarli e allenarli al gioco, lavorando sull’intensità. E’ necessario lavorare sui limiti di ognuno. Aiutare i nostri ragazzi a riconoscerli e migliorare lì dove peccano. Anche in questo caso bisogna fare tutto attraverso il gioco. Lavorare sui limiti impone un continuo confronto. Dobbiamo informarli costantemente sul lavoro che andiamo a fare, qual’è l’obiettivo finale, dove poter migliorare e come farlo. Una domanda è stato posta dall’attento pubblico di tecnici presenti: il Milan come valuta un giovane calciatore? Qual è l’unità di misura? Risposta secca e diretta del Prof.: “Noi valutiamo l’efficacia tecnica. Cosa intendiamo? Facciamo un lavoro di personalizzazione su ogni tesserato. L’efficacia è l’unità di misura e unita alla tecnica si intende il mix delle varie variabili che costituiscono un atleta e che generano la prestazione. Al di là di ogni valutazione classica: la tecnica, il fisico, la personalità, etc., la domanda che ci poniamo è: Come si esprime in campo?”. Per concludere, in questo contesto, il tecnico deve essere come un sarto che su misura crea il vestito giusto per ogni cliente. Così l’allenatore, che deve esser in grado di ritagliare il ruolo adatto sul ragazzo, valorizzandone le qualità individuali e applicandole al servizio della squadra.

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