Scuole chiuse per terremoto, ma a Genzano confusione sull’ordinanza

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Genzano di Roma
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Vista di Genzano di Roma

In questi giorni di tensione per via delle continue scosse di terremoto che hanno investito il centro Italia, a partire dallo scorso giovedì 26 Ottobre, molti dei Comuni dei Castelli Romani, realtà in cui si è sentito distintamente lo sciame sismico, hanno inteso procedere, oltre che ai consueti controlli statici, alla chiusura delle scuole di ogni ordine e grado.

Un caso curioso è stato rappresentato dall’ordinanza del Sindaco di Genzano Daniele Lorenzon, la quale, mediante una dicitura “imprecisa”, ha provocato malumori ed una, a detta di alcuni operatori scolastici “disparità di trattamento tra docenti, studenti e personale ATA”.

“Perchè gli studenti ed i docenti sono stati tutelati mentre il personale ausiliario non è stato esentato dall’ingresso negli edifici scolastici? Ci sono forse vite di serie a e vite di serie b?” E’ il quesito che alcuni rappresentanti del personale scolastico hanno sottoposto al Sindaco nella giornata di Venerdì 27, interessata dalla sua ordinanza. Ma veniamo ai fatti, anzi, agli scritti.

L’Ordinanza numero 67 che voleva indicare la chiusura di tutte le scuole, recita testualmente che si intende: “sospesa l’attività didattica” per quella giornata, ma in realtà, secondo il vocabolario ed il linguaggio del Ministero (MIUR), sospendere l’attività didattica è una disposizione che interessa esclusivamente docenti e studenti, i quali sarebbero esentati dal presentarsi nelle classi nei giorni indicati, mentre la restante parte del personale scolastico, non è coinvolto da tale dicitura, quindi per legge sarebbe chiamato a svolgere regolare servizio di lavoro all’interno delle strutture.

La confusione si è concretizzata allorquando presso l’Istituto Sandro Pertini “tutto il personale ata ha lavorato”. Situazione differente invece sembrerebbe avere interessato il Liceo Scientifico Giovanni Vailati, dove,  il personale Ata è andati quasi tutto via, ad eccezione di 3 collaboratori scolastici che sono rimasti su ordine telefonico del Dirigente Scolastico, per aspettare i tecnici/vigili del Comune adibiti ai controlli di stabilità. “Gli Ata del Vailati sarebbero andati via in quanto  – spiega una fonte interna – qualcuno avrebbe parlato al telefono con il Sindaco Lorenzon, il quale avrebbe ribadito che nessuno dovessee rimanere”.

Tutto questo perchè l’errore di scrittura dell’ordinanza ha ingenerato differenti interpretazioni nella sua messa in pratica.

Se è vero infatti che nelle righe successive della stessa Ordinanza il Sindaco Lorenzon poneva il “divieto di accesso” agli edifici scolastici tranne che per le forze dell’ordine ed il personale tecnico comunale, questo non andava ad incidere sulla precedente dicitura che imponeva soltanto la “sospensione delle attività scolastiche” e non la chiusura delle scuole, come correttamente andava precisato.

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