Astorre su piccoli comuni “Oggi bella giornata per l’Italia”

"Legge fortemente voluta dal Pd" dichiara il Sen. Bruno Astorre dopo l'approvazione della legge sui piccoli comuni di questa mattina

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Il Senatore Bruno Astorre del Partito Democratico

“Oggi è una bella giornata per chi vuole bene all’Italia e anche per il PD che ha fortemente creduto nell’approvazione del ddl Realacci, di cui si parla da almeno 15 anni, senza arrivare mai a definizione”. È quanto afferma il senatore PD Bruno Astorre, intervenuto ieri in Aula nel dibattito sulla Legge per i Piccoli Comuni, approvata questa mattina a larghissima maggioranza. “Quella approvata oggi in via definitiva al Senato è una legge importantissima per il nostro Paese perché promuove il sostegno e la valorizzazione dei comuni sotto i 5000 abitanti, ovvero circa il 70% dei comuni italiani, di cui 252 nel Lazio. Faccio parlare i numeri per dare l’immagine concreta di questo patrimonio: sono piccoli comuni il 73% dei Borghi più belli d’Italia, il 94% dei piccoli comuni ha almeno un prodotto DOP o IGP e nel 79% dei piccoli comuni vengono prodotti i vini più pregiati. Sono solo degli esempi – prosegue il senatore dem –  per far capire la grande importanza che queste realtà rivestono per il nostro Paese. La legge prevede uno stanziamento complessivo di 100 milioni di euro fino al 2023 per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli comuni per favorire la residenza e incentivare il turismo attraverso, tra l’altro, il sostegno alle attività produttive, con attenzione ai servizi essenziali, e la valorizzazione dei beni architettonici, culturali e paesaggistici del territorio. Dedico attenzione a due iniziative in particolare, che non esauriscono ovviamente i numerosi campi di intervento della legge, ma che danno comunque l’idea della volontà di questo provvedimento di salvaguardare e sostenere i piccoli centri: grazie all’art. 8 i piccoli comuni, ai quali gli operatori non hanno interesse a realizzare reti per la connessione veloce e ultraveloce, oltre al fondo di 100 milioni, possono accedere ai 2,2 miliardi di euro che il Cipe nel 2015 ha stanziato per favorire le infrastrutture in banda ultralarga. L’art. 9, poi, tutela i servizi postali nei piccoli comuni, affinché non accada più che vengano chiusi uffici, come stava per succedere qualche tempo fa nei paesi della Valle dell’Aniene, privando così numerosi cittadini di servizi essenziali. Quella dei piccoli comuni – conclude Astorre – è una realtà viva e fondamentale per l’Italia, per la sua economia e per la sua tradizione: è doveroso, da parte di chi governa, favorirne lo sviluppo sociale, culturale, economico e ambientale. Oggi abbiamo fatto un grande passo avanti in questa direzione”.

H. 17:00 – PICCOLI COMUNI, LENA (PD): “BENE LEGGE NAZIONALE. ORA PIU’ RISORSE A TERRITORIO”
 
“L’approvazione in Senato della legge sui piccoli Comuni, fortemente voluta dal PD, è una buona notizia anche per le nostre comunità”. Così in una nota Rodolfo Lena, Presidente della Commissione Politiche sociali e salute del Consiglio regionale del Lazio. “Prima di essere eletto in Regione, ho vissuto una lunga esperienza da sindaco nella mia città, Palestrina. Nessuno più di un sindaco conosce la realtà amministrativa visto che sta in prima linea, a contatto con i cittadini, ancor più nei municipi medi e piccoli che rappresentano una risorsa non solo per la Regione Lazio e l’Area Metropolitana di Roma, ma anche per tutta Italia. Per questo motivo auspico che, anche grazie a questa legge, possano giungere sempre maggiori finanziamenti alle comunità locali in settori importanti quali turismo, sviluppo eco-compatibile e innovazione” conclude Lena.

 

H. 18:00 – PIAZZONI (PD): LEGGE SUI PICCOLI COMUNI, GRANDE OCCASIONE PER IL NOSTRO TERRITORIO.

“Con l’approvazione definitiva da parte del Senato delle norme a tutela dei piccoli comuni la proposta presentata dal collega Realacci diviene a tutti gli effetti legge dello Stato: una grande occasione per rafforzare una tipicità italiana e valorizzare il nostro territorio.” Lo afferma la Deputata del Partito Democratico Ileana Piazzoni. “Sono oltre 50 i comuni al di sotto dei 5.000 abitanti della Provincia di Roma che con l’approvazione di questa legge vedranno finalmente riconosciuta la loro specificità. Si sancisce infatti il principio basilare per cui questi centri necessitano di politiche differenziate e di sostegno specifico rispetto alle loro peculiarità. Come avevo ricordato nel novembre scorso a Nemi, quando assieme al collega Tino Iannuzzi, relatore alla Camera del provvedimento, presentammo la legge appena approvata a Montecitorio, si compie un passo fondamentale per invertire la tendenza di abbandono e spopolamento dovuta all’assenza di un adeguato sostegno e di una nuova prospettiva di sviluppo. Con l’approvazione definitiva della legge – spiega infatti Piazzoni – viene istituito un Fondo strutturale per lo sviluppo economico e sociale dei piccoli comuni, con una dotazione di 10 milioni di euro per l’anno 2017, e 100 milioni di euro per gli anni dal 2018 al 2023. I piccoli comuni, con meno di 5.000 abitanti, potranno riqualificare i propri centri storici, istituire centri multifunzionali per i servizi, anche stipulando convenzioni per i servizi postali e i trasporti, puntare alla banda ultra-larga e promuovere mercati di prodotti locali. Il testo prevede inoltre la distribuzione agevolata dei farmaci e la possibilità che ulteriori servizi siano erogati presso le farmacie, presidi fondamentali in tante località. La legge riconosce che solo un programma di sviluppo diverso può preservare e rilanciare i piccoli comuni: per questo motivo si finanzia il rimboschimento e il contrasto del dissesto idrogeologico, anche attraverso la stipula di convenzioni e contratti di appalto con gli imprenditori agricolo-forestali del territorio. Molto importante infine che tra i criteri per la ripartizione dei fondi sia individuata, oltre al dissesto idrogeologico e al decremento della popolazione residente, l’inadeguatezza dei servizi sociali essenziali, in modo da garantire anche nei comuni più piccoli gli strumenti di welfare fondamentali. I progetti – conclude Piazzoni – potranno essere presentati a partire dai 3 mesi successivi all’entrata in vigore della legge: sarà molto importante coinvolgere le amministrazioni del territorio che potranno risultare beneficiarie, affinché venga colta da subito questa grande opportunità.

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