Serra Bellini, “Io onesto, Di Felice recidivo e pieno di riciclati”

0
1663
bellini
Mauro Serra Bellini Candidato Sindaco Pd ad Ariccia
bellini
Mauro Serra Bellini Candidato Sindaco Pd ad Ariccia

“Sono contento – dichiara in una nota Mauro Serra Bellini, candidato Sindaco del centrosinistra ad Ariccia – di poter scrivere questa replica proprio il giorno della Repubblica: la forma di governo che ci consente di rispettare regole democratiche e di senso comune e di batterci sempre per la verità. Allo stesso modo in cui, settant’anni fa, i nostri padri fondatori si sono battuti per la Repubblica.

Nel merito della replica, duole constatare che Roberto Di Felice evita di rispondere nel merito su alcuni temi che ho sollevato.

Il mio contendente a forza di “aspirare” ad occupare la poltrona di sindaco (ricordiamo: sono oltre quindici anni che ci prova), è recidivo, sia andato in iperventilazione ed abbia perso la poca lucidità rimasta.

Ma io sono qui anche per riportarlo nel mondo della ragione e per ricordare a tutti i cittadini, da lui stesso tirati in ballo, che alla mia richiesta di confronto pubblico Di Felice ha fatto orecchie da mercante; lui si, offendendo in questo modo l’intelligenza di tutti noi concittadini, perché abbiamo perso l’opportunità di valutare in un confronto pubblico i programmi dei candidati.

Riguardo alle altre accuse, come quella di avere terreni nelle delimitazioni dei nuclei abusivi, ebbene, mi stupisce perché lo sa anche Di Felice: si tratta del cortile della casa dove abito (proprietà pervenutami a seguito di donazione da parte dei miei genitori), un cortile dove non ho effettuato alcun intervento edilizio e dove peraltro, proprio tale delimitazione prevede il passaggio di una strada. Io vivo del mio lavoro, la mia famiglia altrettanto, e non abbiamo mai cercato forme di arricchimento speculative o illegali, e né il sottoscritto né i miei familiari abbiamo procedimenti penali in corso.  Di Felice può affermare la stessa cosa, tenuto conto delle ultimissime vicende che hanno interessato un suo familiare?

Ricordo che c’è una denuncia per aggressione agli atti nient’affatto ritirata dalla parte lesa, sebbene Di Felice ne neghi l’esistenza.

Purtroppo il candidato Di Felice, in queste vicende come in altre precedenti, si comporta da recidivo: nella scorsa tornata elettorale aveva provato a millantare e dissimulare anche con l’allora candidato del centrosinistra Emilio Cianfanelli.

Ma il risultato di questa sua strategia lo ha portato alla sconfitta. Che dire, Di Felice “ritenta sarai più fortunato?”

Riguardo agli “abusi” nel mio giardino: non ce ne sono. E non ho nulla da nascondere: oltre ad un orto ed un frutteto che purtroppo ultimamente – continua Serra Bellini – ho poco tempo per curare,  ho anche un apiario regolarmente registrato presso la Asl con alcune arnie dalle quali peraltro ricavo un ottimo miele (sono questi i manufatti abusivi?); o forse Di Felice si riferiva a qualche abitazione che ultimamente sembra sia “spuntata” nel cortile di un suo candidato?

Sui candidati a supporto delle mie liste, se c’è qualcuno che ha avuto problemi con la giustizia in passato ha pagato il conto con la società ed ora è un cittadino a pieno titolo e con tutti i diritti; in ogni caso posso garantire che i miei 80 candidati vivono tutti del proprio lavoro, non godono di alcun favoritismo e nessuno ricorre ad espedienti come le speculazioni o peggio ad attività illecite quindi, visto che si sente offeso, a nome di tutti i suoi candidati, Di Felice può garantire la stessa cosa?

E comunque bando alle chiacchiere, Di Felice, e venga a confrontarsi in pubblico, perché è indispensabile dimostrare ai cittadini se i candidati siano in grado di governare la città, di dare risposte ai problemi, di avere una visione del futuro, di saper mettere in campo proposte, e soprattutto di avere la capacità, la costanza e l’impegno nel realizzarle. Questo è quello che i cittadini vogliono valutare, il resto è solo un polverone inutile.

La verità, purtroppo, è che Di Felice non può accettare un confronto pubblico perché non ha presentato un programma credibile e ciò è dimostrato dal fatto che i suoi candidati, peraltro molti dei quali già candidati in passato (i “riciclati” dovrebbero chiamarli), sono costretti a chiedere voti puntando sui legami familiari, di amicizia, promettendo anche la luna e raccontando fandonie sulla parte avversa.  Mi sembra di rivedere lo stesso film di cinque anni fa, in cui Di Felice ha perso le elezioni e non è riuscito ad accettare il risultato con onore e rispetto per i cittadini che non lo hanno votato. L’unica differenza che posso riconoscergli è che le strategie adottate ora dal mio contendente sono ancora più stantie, logore e prive di slancio. Mi dispiace, Roberto Di Felice, fattene una ragione” conclude Serra Bellini.

Print Friendly, PDF & Email