Sia “Nel Lazio manca rete per patologie tempo dipendenti uroandrologiche”

La Sia, Società italiana di andrologia, si appella al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingareti per mancanza rete per patologie uroandrologiche

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Da Aenzia di Stampa Dire (www.dire.it) – “Noi come Società italiana di andrologia abbiamo cercato di venire incontro soprattutto a tutte quelle che sono le esigenze del paziente, del cittadino, in campo uroandrologico”. Lo ha dichiarato Marco Bitelli, andrologo dell’ospedale di Frascati e rappresentante regionale Sia, a margine del convegno ‘Il ruolo degli affetti nei pazienti sottoposti a chirurgia per cancro della prostata’. La Sia, Società italiana di andrologia, è stata costituita a Pisa il 14 febbraio del 1976 e raccoglie studiosi italiani o stranieri che svolgono attività clinica o di ricerca in campo andrologico. Solo nel Lazio conta su 150 specialisti dell’apparato urogenitale dislocati sia in strutture pubbliche che private.
“Nella nuova ridistribuzione delle Asl- ha continuato- sono state create delle cosiddette reti per le patologie tempo dipendenti, in pratica quelle che devono essere trattate in tempo molto breve per evitare dei danni successivi come l’infarto, l’ictus e i politraumi. In tutto questo noi crediamo che sia necessario l’istituzione di una rete per patologie tempo dipendenti di carattere uroandrologiche, anche se questo tipo di patologie sono nettamente inferiori rispetto a una malattia cardiovascolare allo stesso tempo le eventuali conseguenze sarebbero invalidanti per il paziente perché comunque andrebbero ad inficiare la salute sessuale del paziente che, come sappiamo è stato sancito dallo Oms, come un diritto al benessere sessuale”.
“Ci siamo rifatti- ha spiegato ancora Bitelli- al modello attualmente in atto che è quello dell’hub and spoke cioè avere un centro di riferimento che sia di raccordo con tutti i vari centri molto più piccoli. Per fare un esempio: la torsione del testicolo, che è la patologia percentualmente più importante, andrebbe trattata entro le 6 ore, però per ritardi sia del paziente o anche sulla diagnostica o su un trasferimento si perde del tempo che ha come conseguenza più diretta la perdita del testicolo da parte del paziente; oltre alle problematiche di carattere medico legali a cui andiamo incontro noi operatori. Per questo vorremmo creare all’interno di tutti gli ospedali del Lazio di secondo livello, che sono tre a Roma e uno in ogni provincia, un’unità dipartimentale di andrologia che sia di riferimento per tutti e che abbia una sua autonomia di budget in modo da gestire la propria attività e la propria specializzazione con formazione del personale adeguato. Senza questa unità semplici dipartimentali di uroan drologia e un’adeguata rete di collegamento i pazienti potrebbero andare incontro a conseguenze molto serie come l’impotenza grave e irreversibile, come la perdita del testicolo e un danno grave alla capacità riproduttiva. Queste conseguenze potrebbero essere evitabili con un’organizzazione sanitaria che dia un’assistenza universale in grado di dare risposte rapide ad un problema dove il fattore tempo è decisivo“. “Per questa ragione- ha concluso Bitelli- rivolgiamo un appello al governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, e all’assessore della Sanità, Alessio D’Amato, per creare strutture andrologiche per le patologie tempo dipendenti”.

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