Sicurezza, ad Albano una risposta ai cittadini è possibile

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Operazione coordinata delle forze dell'ordine a Pavona contro immigrazione clandestina e furti
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Operazione coordinata delle forze dell’ordine a Pavona contro immigrazione clandestina e furti

Questa testata si è occupata del tema della sicurezza sul territorio di Albano Laziale in tempi non sospetti, anni fa, lontani da scadenze elettorali, sollevando in particolar modo il problema dei furti in abitazione che lungamente sono stati l’incubo delle famiglie delle frazioni, in particolare Cecchina. In rete sono rintracciabili articoli, commenti e cronache di ciò che riaffermiamo. Oggi che siamo in tempi “sospetti”, ossia assai prossimi alle elezioni municipali, la questione sicurezza sembra riemergere, o è fatta riemergere da settori della politica e della società civile. La verità è che la sicurezza dei cittadini va attenzionata ogni giorno e non solo come argomento elettorale. Tanto più in periodi di crisi ed ancor più nelle periferie delle città, laddove il controllo dell’immigrazione clandestina è più complesso, i processi di integrazione procedono più lentamente, lo sradicamento del tessuto sociale e la solitudine di persone e famiglie sono più marcati e le recrudescenze di criminalità organizzata trovano terreno più fertile. E’ Pavona ora ad essere al centro dell’attenzione collettiva, l’altra popolosa frazione di Albano: ove i furti e le aggressioni anche violente a cose e persone, parrebbero in crescita, destando allarme tra i residenti. Anche sui social network alcuni cittadini si sono mobilitati, creando un gruppo allo scopo di avviare una collaborazione di vicinato, tesa ad informare ed informarsi, su tutto ciò che potrebbe destare preoccupazione. L’allarme non è sfuggito neppure alle istituzioni locali che, nella persona del Sindaco Nicola Marini, ha investito del problema pubblicamente le autorità prefettizie e le forze dell’ordine, auspicando la creazione di un “tavolo tecnico” per efficentare gli interventi a vari livelli. La politica non ha fatto mancare la sua voce, infatti è di questi giorni la richiesta di un consiglio comunale aperto sul tema sicurezza avanzata da Daniele Brunamonti, mentre Forza Nuova ha organizzato nella serata di giovedì 12 marzo una “Passeggiata per la Sicurezza” a Pavona, facendo indossare ai militanti giubbini di riconoscimento, sullo stile delle “ronde” che negli anni scorsi la Lega Nord aveva proposto, senza troppo successo quando era al governo dell’Italia, e praticato in alcuni Comuni del nord laddove amministrava.

Nel frattempo continua il lavoro delle forze dell’ordine, dei Carabinieri e del locale Commissariato di Polizia nel contrasto all’illegalità. E’ proprio di ieri la notizia di una operazione coordinata dal Vice Questore Aggiunto Domenico Sannino con gli agenti del Commissariato di Albano, le Guardie Ecozoofile dell’ANPANA e la Polizia Locale di Albano, sulla scorta delle indicazioni di coordinamento evidenziate dal Sindaco nella sua lettera inviata alle autorità preposte, nella quale si è proceduto alla bonifica ed al controllo del fenomeno dell’immigrazione clandestina, al fine di riportare nell’alveo della legalità alcune occupazioni abusive e per ripristinare alcune recinzioni lungo la tratta ferroviaria che costeggia l’abitato di Pavona.

La sicurezza è certamente un tema caldo, ed è giusto che se ne occupi anche la politica, anche durante le campagne elettorali. Sul come occuparsene si possono manifestare differenze, tra strumentalità e serietà, tra reale volontà di trovare soluzioni e semplice ricerca di visibilità al fine di cavalcare non di risolvere.

La sicurezza non è slegata dai fenomeni sociali in atto e per questo vanno in primo luogo separate competenze e responsabilità. Da un lato le forze dell’ordine, sempre in prima linea nel fronteggiare e proteggere i cittadini, e la magistratura, dall’altro le istituzioni, con il compito di accompagnare, curare e programmare lo sviluppo del territorio, dall’altro ancora le comunità di persone che sono chiamate ad assumersi la responsabilità di concepire il pubblico in egual misura del privato. Questi diversi ambiti, separati per competenze vanno vieppiù coordinati nelle azioni e nel rapporto tra loro, perchè la sicurezza è un diritto ma è soprattutto fiducia e speranza, in se, nel futuro, negli altri. Non è un caso se il tasso di sicurezza percepito, che quasi mai coincide con le statistiche dei fenomeni criminali, aumenta o diminuisce parallelamente al benessere generale della società.

Per efficentare il sistema giudiziario italiano occorre l’azione del Parlamento e ben poco possono gli enti locali. Questioni come la certezza della pena, la salubrità del sistema carcerario, un sistema processuale giusto e rapido, la certezza del diritto, l’organizzazione delle varie forze dell’ordine e corpi di polizia (ce ne sono almeno cinque in Italia), andrebbero affrontati dai legislatori con uno spirito realmente riformatore ed al passo con i tempi. Davvero ci domandiamo il perchè in assenza di risorse economiche si tengono in piedi cinque corpi di polizia con competenze e responsabilità spesso sovrapposte e non di rado in concorrenza tra loro. Senza sciogliere questi nodi gli enti locali saranno sempre chiamati a rincorrere i problemi: tuttavia una strada percorribile c’è, e proprio ad Albano se ne è parlato qualche mese fa in un convegno promosso dalla giornalista Enrica Cammarano e dal consigliere comunale Luca Andreassi, nel quale accanto alla necessità di coordinamento, si è manifestata l’opportunità di coinvolgere, oltre che le forze dell’ordine, anche le comunità di cittadini, attraverso il mondo del volontariato, le associazioni, le società sportive, gli oratori e quant’altro sia tessuto sociale, in un’azione continua che non sia solo repressiva e di controllo, a cui sono preposte le forze dell’ordine, ma in primo luogo di prevenzione, comunicazione ed educazione alla legalità ed al civismo. Quel convegno celebrato nell’ottobre 2014, lontano dalle emergenze e dalle elezioni, al quale anche lo stesso Sindaco Marini partecipò, condividendone lo spirito e le finalità, potrebbe, e dovrebbe, essere il punto di partenza per l’attivazione delle linee guida di una politica innovativa in materia di sicurezza nella prossima legislatura.

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