Simona Di Rienzo, storie di donne e di impegno nella crisi

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Simona Di Rienzo
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Simona Di Rienzo, 35 anni, un diploma da dirigente di comunità, nel 2010 fonda l’Associazione Culturale Il Girasole con sede a Trevignano Romano, piccolo centro sulle rive del lago di Bracciano. L’iniziativa decolla quando Simona, in seguito alla perdita del posto di lavoro, decide di iniziare la ricerca di finanziamenti per la costruzione di progetti con lo scopo di benessere sociale. Grazie a un bando del MIUR, Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca, sono stati messi a disposizione 40.000 Euro per sovvenzionare corsi volti alla lotta contro la dispersione scolastica, tra i quali quello di scrittura creativa, di teatro, test logici e scacchi, inglese, musica e deejay, tutti tenuti da professionisti del settore, e di comunicazione efficace e public speaking, realizzati invece dalla figura professionale di uno psicologo. I progetti sono stati scritti e presentati ai presidi delle scuole medie di Trevignano Romano, Canale Monterano e Manziana, e degli istituti superiori Ignazio Vian, Luca Paciolo e Goffredo Mameli di Bracciano. Quest’ultimo istituto, in particolare, ha gestito un paio di corsi, tra cui quello di web design. I corsi, finalizzati all’apprendimento efficace, sono stati lanciati in rete e svolti in orario extrascolastico, conseguendo ottimi risultati sul rendimento degli studenti, con il vivace entusiasmo di insegnanti e genitori. Sulla base del ripristino del rapporto triangolare alunno – scuola – famiglia, i progetti hanno riscontrato un successo tale da indurre i genitori a richiederne un’ulteriore edizione con eventuale contributo economico. In cantiere vi sono poi altri progetti, tra i quali quello contro la violenza femminile e il femminicidio, e quello di integrazione della disabilità. Quest’ultimo, scritto proprio da Simona Di Rienzo e patrocinato dalla LIS, la Lingua Italiana dei Segni, si propone di educare alla percezione del diversamente abile, questione di scottante attualità. Dietro la realizzazione di ogni proposta, un iter complesso che prevede l’ideazione del progetto, la stesura, la promozione e la ricerca finanziaria, tutti passaggi imprescindibili che presuppongono nella figura di un organizzatore doti come precisione, versatilità, flessibilità, energia, solarità, ma soprattutto voglia di condividere, rara e preziosa virtù in un universo sempre più individualista come quello odierno. A possedere queste qualità è proprio una problem solver, una donna moderna che ha trasformato una passione in lavoro, mantenendo il proprio ruolo di moglie e madre. Una donna completa, piena di interessi, attenta alla valorizzazione del lato umano e aperta al confronto con realtà diverse, desiderosa di diffondere cultura e innovazione al di là dei confini del paese in cui risiede, al quale è particolarmente legata da vincoli affettivi. La storia di Simona può essere presa ad esempio come piccolo tassello nel mosaico di questo tempo fatto di crisi economica, sociale e morale, nel quale la solitudine e la rinuncia sembrano prevalere sull’impegno e sulla speranza. La progettualità e la fantasia, specialmente nell’universo femminile, sono note distintive e risorse alle quali appellarsi per uscire dalle secche sociali, senza rinunciare al proprio ruolo nell’ambito familiare.

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