Spinelli “i retroscena del MES e le bugie politiche”

Il portavoce del movimento Italia dei Diritti per l’emergenza da CoVid-19 Carlo Spinelli cerca di fare chiarezza sul MES

0
324
spinelli
Carlo Spinelli - Italia dei Diritti Lazio

“Il portavoce del movimento Italia dei Diritti per l’emergenza da CoVid-19 cerca di fare chiarezza sul MES che ha acceso tante polemiche tra i politici italiani, in modo che gli italiani possano da soli senza strumentalizzazioni capire da che parte sta la verità.

Continua la moda tutta italiana di polemizzare e di fare propaganda politica alle spalle di chi soffre e muore. Si sono spenti ( per il momento ) i riflettori sui migranti ma si è accesa aspra la polemica sulla gestione dell’emergenza da Coronavirus, e ogni argomento è buono per scatenare le liti tra le opposte fazioni politiche che siedono sugli scranni del parlamento italiano. Italia dei Diritti, tramite il suo portavoce ufficiale per l’emergenza da CoVid-19 Carlo Spinelli cerca di fare chiarezza una volta per tutte sul Mes, su chi lo ha voluto, chi lo ha votato e a cosa porterebbe una rinuncia allo strumento che otto anni fa il parlamento europeo scelse per fronteggiare le emergenze economiche dei Paesi membri della comunità europea.” Il progetto Mes nasce nel 2010 quando il governo italiano era guidato da Silvio Berlusconi con un esecutivo composto dal Popolo delle Libertà ( composto da Forza Italia e dagli ex di Alleanza Nazionale divenuti poi Fratelli d’Italia ) e dalla Lega Nord. L’undici Luglio del 2011 l’allora ministro delle finanze Giulio Tremonti portò presso il parlamento europeo il  via libera dell’Italia per l’entrata in funzione del Meccanismo Europeo di Stabilità benestare quindi che sarebbe arrivato da una maggioranza che vedeva anche l’onorevole Giorgia Meloni quale ministro per le politiche giovanili, e l’On. Matteo Salvini esponente di un partito che allora era favorevole al Mes. Lo strumento che doveva garantire liquidità ai paesi della comunità europea in difficoltà economiche – prosegue Spinelli –  fu ratificato dai 17 paesi dell’area euro e venne esteso anche ai Paesi membri che non avevano aderito alla moneta unica e divenne esecutivo nel 2012 ( un anno prima rispetto alla sua data di entrata in vigore inizialmente prevista per il 2013). A questo punto l’Italia prese atto dell’istituzione del Mes e, sotto il governo tecnico di Mario Monti lo votò con il favore del PD, del PDL ( del quale rammento sempre facevano parte coloro che poi sarebbero divenuti Fratelli d’Italia ) con il voto contrario della Lega Nord, mentre l’On. Giorgia Meloni si defilò dalla votazione risultando assente in aula, quindi, è vero che la Meloni non ha votato a favore del Mes ( come invece fecero coloro del suo stesso partito ) ma neanche votò contro, semplicemente non partecipò a quella votazione. Quindi per riassumere la prima votazione a favore del Mes nel 2011 vide il benestare di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega, la seconda, quando ormai lo strumento era divenuto a tuti gli effetti normativa europea, vide l’approvazione di PD, Forza Italia e Fratelli d’Italia con l’assenza di Giorgia Meloni. A questo punto entra in scena la polemica di questi giorni – va avanti ancora Carlo Spinelli –  con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, durante la conferenza stampa indetta per comunicare alla popolazione italiana il prolungamento delle restrizioni, attaccava duramente i leader dell’opposizione accusandoli di mentire sul Mes; sicuramente il presidente Conte ha sbagliato i tempi e i modi è quindi criticabile il suo comportamento dovuto forse ai continui attacchi che il suo esecutivo sta subendo in materia di gestione dell’emergenza da CoVid-19 ma questo non giustifica affatto le sue esternazioni durante un messaggio istituzionale all’Italia. Questo ha scatenato le repliche in particolar modo di Salvini e della Meloni, giustificate sicuramente dal comportamento non consono del Premier italiano ma che non dovevano sfociare in notizie false o quantomeno poco precise. Innanzitutto il Mes non è stato firmato dal governo attuale ma come abbiamo visto, la sua entrata in vigore risale al 2012, così come non è vero che l’On. Meloni ha votato contro questo strumento in quanto, come abbiamo visto anche in questo caso, lei non si è mai opposta al documento ne nel 2011 quando il ministro Tremonti portò l’ok dell’Italia al Mes ( ricordo sempre che la Meloni era un ministro di quel governo Berlusconi ) ne nel 2012 quando risultò assente alla votazione. In tutto questo Forza Italia ( che votò a favore del Mes ) sta facendo finta di niente non potendo incolpare il premier Conte ma neanche prendendosi le colpe ( o i meriti dipende dai punti di vista ) di uno strumento che l’allora premier Silvio Berlusconi aveva voluto. Ma cosa succede se l’Italia rinuncia al Mes? Il governo italiano insieme ad altri stati europei – va avanti ancora il portavoce IDD – propone per fronteggiare l’emergenza finanziaria la messa sul mercato europeo degli eurobond ( o coronabond come li ha definiti qualcuno ) proposta osteggiata in particolar modo dalla Germania ( anche se c’è stata una timida apertura da parte della Merkel ), dall’Olanda e dall’Austria ( paesi a guida centrodestra con esecutivi che vedono al governo anche esponenti del PPE quello stesso  PPE casa politica europea di Forza Italia ). Quindi se il nostro Paese dovesse rinunciare al Mes e gli eurobond non venissero istituiti ci potremmo trovare senza aiuti economici per fronteggiare la crisi economica del dopo CoVid-19. Ma quanto arriverebbe all’Italia tramite il fondo salvastati? Circa 39 miliardi di euro – continua Spinelli – da restituire in dieci anni: liquidità fresca ora ma un impegno economico non indifferente per i prossimi anni a venire. Ecco quindi come quel governo Berlusconi ( ed i suoi alleati ) dieci anni fa ci hanno condannati portando l’ok italiano per il Mes in Europa. Questa in sintesi è la storia del Meccanismo Europeo di Stabilità al quale hanno già fatto ricorso negli anni passati Grecia, Portogallo, Irlanda e Cipro, a al quale forse saremo costretti a far ricorso anche noi, magari l’Europa ci verrà incontro con qualche piccola agevolazione, magari ci accontenteranno su qualche nostra richiesta se ricorriamo a qualche piccolo ricattino politico, perché l’Italia comunque – Conclude Spinelli – essendo la terza forza rconomica europea è un Paese importante per l’ Europa e nessuno vorrebbe la sua uscita dall’Eurozona””. Lo rende noto l’Ufficio stampa Italia dei Diritti.

Print Friendly, PDF & Email