Spinelli (IDD Castelli Romani), “Cittadini non sprecate acqua”

Parla il coordinatore provinciale romano del movimento Italia dei Diritti Carlo Spinelli

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Perdita a via Quarto Negroni ad Ariccia

Camminando per le strade di Roma e provincia ci imbattiamo sempre con più frequenza in perdite idriche a causa della rottura delle condutture ormai vecchie e stravecchie con uno spreco di acqua importante soprattutto in questo periodo dove viene chiesto ai cittadini di fare un uso parsimonioso di un bene di consumo primario. “Prendo spunto dalle perdite di acqua che ho notato nei territori di Ariccia ed Albano Laziale – a parlare è il coordinatore provinciale romano dell’Italia dei Diritti Carlo Spinelli – in particolar modo in via quarto negroni e via piani di monte savello dove sono ormai tre giorni ad oggi che il prezioso liquido fuoriesce dal manto stradale a causa di una rottura delle tubazioni. Le condotte che passano sotto i nostri piedi sono ormai vecchie e logore e le rotture sono all’ordine del giorno causando un enorme spreco d’acqua con interventi da parte di Acea spesso in ritardo (alcune volte anche di una decina di giorni) che amplificano ancora di più il problema di carenza di acqua. Non si può chiedere ai cittadini di usare l’acqua col contagocce – continua Spinelli – e poi vedere tanto spreco sulle nostre strade. La Regione Lazio attraverso il suo presidente dichiarando lo stato di calamità ha di fatto sollevato Acea dalle responsabilità per la carenza idrica che stiamo vivendo –  prosegue l’esponente IDD – un problema sotto gli occhi di tutti quello della siccità  è vero, ma aggravato dalle numerose rotture ed i continui sprechi. Una recente analisi ha stimato in un abbondante 40% la dispersione idrica registrata a Roma e provincia a causa di una rete fatiscente – prosegue Carlo Spinelli – che non può non aver pesantemente influito sul grave momento di crisi che l’approvvigionamento d’acqua sta vivendo. Voglio sottoporre all’attenzione di chi legge alcuni numeri forniti dal Codacons – aggiunge Spinelli – ogni utente paga in media 96 euro l’anno per il consumo di acqua, 36 euro sono per le riparazioni o il rifacimento della rete idrica e negli ultimi dieci anni l’aumento della bolletta sul consumo di acqua è aumentato di circa il 75%, numeri a mio avviso ingiustificati  pensando ai disservizi che i cittadini di Roma e provincia subiscono in materia di fornitura idrica, questo non è un invito a non pagare ci mancherebbe altro, ma a chiedere alle amministrazioni, ad iniziare dal consiglio regionale, a metter Acea di fronte alle proprie responsabilità. Chiudo ponendomi questa domanda – conclude Spinelli – ma non è che forse conviene di più intervenire più volte sui guasti (le riparazioni come abbiamo visto rientrano nelle bollette e quindi a carico degli utenti) piuttosto che fare un intervento risolutore per ammodernare la rete idrica”?”

 

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