Sport e tutela della salute, la parola al Dott. Alberto Gandolfo

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fisioterapia
Fisioterapia
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Sempre più stretta è la connessione tra sport e salute, tra attività fisica e benessere. Ecco perchè, le società dilettantistiche, pur nelle ristrettezze economiche, fanno importanti sforzi per garantire ad atleti ed associati dei servizi sempre più adeguati alle esigenze di ogni singola persona. E’ questo certamente il caso di Sporting Pavona che, all’interno di una vasta e crescente gamma di servizi offerti ad iscritti ed al suo territorio, sta dedicando una particolare attenzione alla tutela della salute ed alla sicurezza dei ragazzi e delle famiglie.

Nella stagione agonistica che sta per cominciare infatti, Sporting Pavona ha stilato un protocollo d’intesa e collaborazione con il Dott. Alberto Gandolfo, fisioterapista che assisterà le atlete sul campo ed in tutte le fasi di recupero e prevenzione degli infortuni che potrebbero occorrergli.

Dott. Gandolfo in cosa consisterà la sua collaborazione con Sporting Pavona?

“Per Sporting Pavona curerò dal punto di vista della mia specializzazione le ragazze della prima squadra di serie C. Sia dal punto di vista della prevenzione che nella fase di cura e recupero dagli infortuni. Sarò anche fisicamente presente durante gli allenamenti settimanali, perchè è in quella fase, anche attraverso un dialogo stretto con le atlete, che si possono prevenire sforzi e stress che potrebbero causare infortuni o lesioni”.

Quanto è importante la presenza di un fisioterapista in una società sportiva?

“Molto, perchè se è vero che oggi come oggi c’è una tendenza al fai da te, soprattutto nella gestione della muscolatura, degli arti e delle articolazioni, non potrà mai essere una superficiale lettura di un sito internet, anche specializzato, a poter garantire quella sicurezza necessaria nella prevenzione e soprattutto nel recupero. Un intervento sbagliato, o fatto nel modo sbagliato, da mani non esperte, rischia infatti di arrecare notevoli danni alla salute delle persone che vi si sottopongono. L’affidarsi ad un professionista evita questo rischio, anche se l’infallibilità non è degli umani, quindi neppure del fisioterapista”.

Lei ha già avuto esperienza nel campo dello sport e del volley in particolare: quali gli infortuni più frequenti per gli atleti di questa disciplina?

“Io ho già assistito nella mia città, Aprilia, una società di pallavolo che milita in serie B2, e posso dire che gli infortuni più frequenti sono quelli delle articolazioni, della caviglia, della spalla e della schiena, le parti del corpo che nell’esercizio di gioco sono più sollecitate”.

Che rapporto c’è tra chi pratica la sua professione, il mondo medico e lo sport dilettantistico?

“Il mio ruolo è quello di essere molto vicino agli atleti ed ai praticanti la disciplina sportiva, a suo modo un ruolo diverso da quello per vero e proprio medico. Il mio lavoro mi porta a dover dialogare molto con gli allenatori, perchè spesso le loro esigenze di avere l’atleta sempre a disposizione non collimano del tutto con i tempi di recupero da un infortunio o con un doveroso riposo per troppo stress da allenamento. Tuttavia sul territorio ho sempre incontrato tecnici validi e disponibili alla collaborazione per tutelare in primo luogo la salute dei ragazzi e delle ragazze”.

Che differenza c’è dal punto di vista degli eventuali infortuni tra un atleta professionista ed un pallavolista dilettante?

“Dal punto di vista dei rischi di infortunio non ci sono sostanziali differenze, perchè se da un lato il professionista si sottopone a carichi di lavoro più intensi, può anche avere momenti di totale pausa e riposo, perchè il suo fisico è totalmente rivolto all’attività fisica, mentre il dilettante, durante la giornata solitamente lavora, studia e si muove, sottoponendo il proprio fisico a stress di allenamento serali che potrebbero essere non meno impattanti per il suo corpo. Le differenze sostanziali non sono tra professionismo e pratica di base, ma da come si lavora sul campo ed in palestra, e come il fisico reagisce allo sforzo”.

Se e come potrebbe migliorare il rapporto tra tutela della salute e sport di base?

“Molto è stato fatto e si sta facendo in tal senso, tuttavia il problema che verifico più frequentemente risiede negli impianti sportivi. Le palestre infatti non sempre sono dotate di stanze per il pronto soccorso, di lettini per praticare le prime terapie post traumatiche ad un atleta appena infortunato. Queste dotazioni possono apparire superflue ma sono in realtà assai importanti per salvaguardare la sicurezza degli atleti, sia fisica che psicologica. Sdraiarsi dopo un trauma, soltanto per rilassarsi e recuperare la paura, anche se non si sono avuti danni seri, è molto importante”.

Come è nata la sua collaborazione con Sporting Pavona?

“Conoscevo già da tempo l’Ing. Fabrizio Trivelloni, la sua professionalità ed il suo scrupolo nella tutela della salute e della sicurezza delle sue atlete, pertanto appena è capitata l’occasione di stabilire un rapporto di collaborazione non ho esitato a dire si. Sporting Pavona sta investendo molto nei servizi agli atleti ed ai suoi tesserati, ha un progetto sportivo e sociale chiaro che merita attenzione”.

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