Stop alla riduzione dei voli e al blocco dei voli notturni a Ciampino

Nota del Criaac sullo stop del Tar del Lazio e Consiglio di Stato alla riduzione dei voli e sul blocco dei voli notturni all'Aeroporto di Ciampino

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Aeroporto Ciampino

Stop di TAR Lazio e Consiglio di Stato alla riduzione dei voli e al blocco dei voli notturni decretati dal Ministro dell’Ambiente per l’aeroporto di Ciampino.

TAR e Consiglio di Stato bloccano il Decreto con cui il Ministero dell’Ambiente intende ridurre i voli a Ciampino e riportare l’inquinamento nei limiti previsti dalla legge.

I cittadini alzano la voce: “Chiediamo al Ministero dell’Ambiente e alla Presidenza del Consiglio di adottare ogni misura utile, compresa la reiterazione del decreto, per il ripristino della legalità e dei diritti dei cittadini, traditi da 20 anni di prepotenze”.

Sentenze tutte “politiche” quelle che TAR Lazio e Consiglio di Stato hanno emesso contro il Decreto con il quale il Ministro dell’ambiente, Costa, intende riportare entro i limiti di legge l’inquinamento prodotto dall’aeroporto di Ciampino.

Su richiesta di Ryanair il TAR Lazio ha fermato, con due provvedimenti d’urgenza (“ordinanze cautelari”), sia il blocco ai voli notturni, introdotto dal decreto a partire dal dicembre 2018, sia la prevista riduzione dei voli di linea che dovevano passare da 100 a 65 giornalieri a partire da ottobre 2019. Le udienze per le sentenze definitive sono state fissate dal TAR Lazio a gennaio 2020, data che fa saltare tutta la complessa tempistica prevista dal decreto.

In questo modo, forse, di rientro del traffico aereo di Ciampino nei limiti di legge se ne riparlerà a fine 2020 o addirittura nel 2021, cancellando fino ad allora ogni diritto dei cittadini di Ciampino, Roma e Marino alla tutela della salute ed al rispetto delle norme di legge.

Questi due interventi sul traffico aereo costituivano la spina dorsale del decreto ministeriale per riportare la legalità nell’aeroporto (D.M. Ambiente n. 345 del 18/12/2018).

A nulla è valso il ricorso della Presidenza del Consiglio e del Ministero dell’Ambiente alla superiore sede del Consiglio di Stato che, a fine giugno, se ne è lavato le mani, rimandando il tutto alla futura sentenza del TAR del gennaio 2020.

Il Consiglio di Stato ha citato addirittura, nelle motivazioni della sua decisione, la necessità di tutelare gli utenti di Ryanair che hanno già comprato i biglietti invece di mettere al primo posto il diritto assoluto dei cittadini di Ciampino, Roma e Marino a vedere tutelata la loro salute messa in pericolo da un aeroporto che opera da anni oltre i limiti di legge.

E poi, quei biglietti non sarebbero stati venduti se il TAR non avesse sconvolto con il suo intervento la tempistica di un decreto che, altrimenti, avrebbe funzionato perfettamente!

Questa è l’ennesima beffa contro i cittadini in questa vicenda miserabile dell’aeroporto di Ciampino che si trascina dal 1999.

La motivazione con la quale il TAR ha fermato la riduzione dei voli, facendo riferimento ad una nuova rotta di decollo, voluta da AdR, ENAV e Enac e in corso di sperimentazione da gennaio 2019, è poi un altro motivo di rabbia e sconcerto per i cittadini, dato che la sperimentazione ha solo spostato il rumore da un gruppo di cittadini ad un altro, aumentandolo addirittura in alcune aree di Ciampino, Roma e Marino, secondo le rilevazioni delle esistenti centraline di Arpa Lazio (centraline CIA 2, RM2, MAR1).

Le oltre 2.000 denunce dei cittadini alla Magistratura, la procedura di infrazione comunitaria richiesta dai cittadini (EU Pilot 6876/14/ENVI), la petizione al Parlamento Europeo (Petizione 0112/2015) e, oggi, l’intervento del Ministero dell’Ambiente e della Presidenza del Consiglio, non sono ancora stati sufficienti a superare il muro di gomma che protegge questa situazione di ingiustizia e illegalità.

Occorre che i cittadini facciano sentire con forza la loro voce.

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