Successo per Ruzante… Ruzando a Monte Porzio Catone

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Lo Spettacolo Ruzante... Ruzando
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Lo Spettacolo Ruzante… Ruzando

“Uno straordinario teatrante della mia terra, poco conosciuto… anche in Italia. Ma che è senz’altro il più grande autore di teatro che l’Europa abbia avuto nel Rinascimento prima ancora dell’avvento di Shakespeare. Sto parlando di Ruzzante Beolco, il mio più grande maestro insieme a Molière: entrambi attori-autori, entrambi sbeffeggiati dai sommi letterati del loro tempo. Disprezzati soprattutto perché portavano in scena il quotidiano, la gioia e la disperazione della gente comune, l’ipocrisia e la spocchia dei potenti, la costante ingiustizia”. Leggendo questo discorso fatto da Dario Fo, in occasione del conferimento del Nobel, Daniele Agostini ha introdotto la rappresentazione da lui scritta e ispirata all’opera di Angelo Beloco detto Ruzante o Ruzzante, andata in scena sabato 18 e domenica 19 gennaio all’Ephebeum – Centro Culturale Polivalente, E. M. Latini -, di Monte Porzio Catone. «Mio marito – ha spiegato la moglie di Daniele Agostini, la signora Rosaria La Sala che ha curato la regia – ha avuto la capacità di elaborate dall’immensa opera di Ruzante tre bellissime storie che si intrecciano scandagliando la problematica dell’amore». La lingua di Ruzante, vissuto a Padova e dintorni tra la fine del ‘400 e la prima metà del ‘500, è il pavano, una lingua ormai quasi intellegibile anche ai suoi conterranei. La difficoltà più grande per Daniele Agostini è stata quella di rendere in lingua italiana, con linguaggio attuale, gioioso, facile, sciolto burlesco, reale, ciò che fu scritto in un dialetto veneziano. «Sono storie – spiega Danile Agostini – di stenti e desideri fisici e sensuali, in cui gli uomini celano l’ardore della speranza estrema, recondita e struggente, che è quella di essere amati». Lo spettacolo è stato portato in giro per tutti i Castelli Romani ricevendo molti elogi e vincendo molti premi sia per la regia che per la qualità degli attori, nonché per l’accuratezza dei costumi. Per la famiglia Agostini, originaria di Monte Porzio Catone, è stata una soddisfazione poter andare in scena nel proprio paese. A tal proposito non sono mancati i ringraziamenti all’assessore alla cultura, il vicesindaco Massimo Pulcini, presente in sala domenica pomeriggio. Pulcini ha fortemente voluto che nascesse a Monte Porzio Catone un’attività teatrale e oggi, grazie al Teatro Catone, si svolgono corsi teatrali per adulti e bambini all’Ephebeum – Centro Culturale Polivalente, E. M. Latini – ed è stata anche programmata una nutrita rassegna teatrale in grado di ospitare diverse compagnie.

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