Ass. Tendi la zampa Frascati “Salvare un animale, i volontari non bastano”

"Pronto, Associazione Tendi la zampa? Ho salvato un animale" inizia così la nota della Onlus tuscolana che si occupa degli animali in difficoltà

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Una foto di un cane legato all'associazione Tendi La Zampa tratta da www.romatoday.it

“PRONTO, ASSOCIAZIONE TENDI LA ZAMPA? HO SALVATO UN ANIMALE!”

Negli ultimi giorni, numerose sono state le chiamate di aiuto pervenute all’associazione Tendi la zampa, per animali in difficoltà, da parte di privati cittadini del territorio frascatano.  Si rammenta che, per legge, gli animali vaganti sono di proprietà del Sindaco del territorio su cui si trovano ed a lui, solo a lui, spetta la loro gestione, compreso il loro accudimento, mantenimento e sopportazione delle spese, e, sebbene lo stesso sia coadiuvato anche dalle associazioni animaliste di volontariato, a quest’ultime non vengono erogati denari, se non un minimo contributo, peraltro sempre in ritardo di circa un anno, atto a coprire, nei migliori dei casi, solo il 10% dei costi sostenuti e specificamente documentati. Pertanto, anche se nell’immaginario collettivo è insita la convinzione che una associazione animalista abbia il dovere di intervenire in soccorso degli animali bisognosi, poiché dispone delle risorse economiche ed umane ad hoc, così non è. Perché sia chiaro una volta per tutte ed a tutti: i volontari pagano ogni necessità di loro tasca e ciò significa che il veterinario, le medicine e il cibo è acquistato con i soldi dei volontari, e vale a dire con i soldi che i volontari guadagnano con le loro private attività lavorative. I volontari, quindi, non solo non sono retribuiti ma, al contrario, donano il loro tempo, il loro denaro e le loro case (spesso addirittura le loro camere da letto!), con senso di totale abnegazione per gli animali e per il sociale, senza ritorno  economico alcuno.  Alla luce di quanto detto, siamo certi che comprenderete il nostro disappunto quando si pretende, senza alcun contributo e sostegno, il nostro intervento, manifestando totale disinteresse sul futuro dell’animale e sul come il volontario possa gestire l’emergenza, anche sul piano monetario. Raccogliere un cane o gatto ferito per strada o in difficoltà, per poi affidarlo ad una associazione, non significa salvare l’animale: seppur il gesto sia meritevole di tutto rispetto, costituisce solo il primo atto di un lungo percorso che richiede tanta disponibilità di tempo, impegno e risorse economiche. Quindi, se veramente si vuole salvare una vita senza voltarsi dall’altra parte, o semplicemente tacitare la propria coscienza scaricando ad altri il problema, bisogna sporcarsi le mani, mettere mano al proprio tempo oppure al proprio portafoglio, quanto meno per un degno contributo economico, seppur donato a solo parziale copertura dei costi necessari alla cura dell’animale stesso (cibo e cure veterinarie): questo è SALVARE UN ANIMALE”. Lo rende noto Tendi la zampa.
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