Terrorismo, due anarco insurrezionalisti arrestati ai Castelli Romani

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Arresto effettuato dai Carabinieri
Arresto Carabinieri
Arresto effettuato dai Carabinieri

Nella mattinata di oggi i Ros dei Carabinieri ed il comando generale dell’arma della Provincia di Roma hanno portato a termine una operazione antiterrorismo, arrestando due soggetti ritenuti esponenti attivi dell’eversione anarchico insurrezionalista, aderente al FAI, Fronte Anarchico Informale. I due arrestati con provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dalla Procura della Repubblica di Roma sono nati e residenti nei comuni dei Castelli Romani: precisamente trattasi di Gianluca Iacovacci di Frascati ed Aurelio Antonacci di Albano Laziale. I due si sono resi protagonisti di innumerevoli episodi di terrorismo ed eversione sul territorio dei Castelli Romani, in particolar modo ai danni di istituti bancari, impianti Eni, discariche, pelliccerie ed altri esercizi commerciali. Si stima che tra le azioni di cui si sono resi responsabili ci siano gli attentati con ordigni esplosivi alle banche di Frascati del 19 luglio 2012 e quello, fallito, alla sede della Bcc Toniolo di Genzano.

Antonacci in particolare è noto in città quale nipote dell’indimenticato Sindaco di Albano Laziale, Mario Antonacci, a cui è intitolato il Museo Civico cittadino.

Elenco cronologico degli attentati compiuti nella zona dei castelli romani:

–     9 novembre 2010, contro la pellicceria “Alban Pelle” di Albano Laziale. Nella circostanza, i responsabili dell’azione delittuosa effettuavano le scritte: “Pellicce = Morte”, “Fronte liberazione animale” e la lettera “A” iscritta in un cerchio (simbolo dell’anarchia), con una “L” ed una “F” più piccole iscritte nella “A”, acronimo del movimento “Animal Liberation Front”. Nel medesimo contesto venivano imbrattate di vernice le imposte dell’esercizio commerciale;

–        il 21 dicembre 2010, contro la filiale della Banca di Roma di Corso Matteotti n. 68 di Albano Laziale. In particolare, veniva infranto il monitor dello sportello bancomat e la vetrina blindata dell’ingresso, oscurate le telecamere di videosorveglianza con vernice nera, imbrattate con della vernice l’insegna della banca e sparsa, per tutta l’area di pertinenza della banca, della vernice di colore rosso e nero. I contenuti delle scritte: “Silvia Costa – Billy liberi”, seguiti dalla lettera “A” iscritta nel cerchio, simbolo dell’anarchia, sono espressione della “solidarietà” manifestata nei confronti dei detenuti anarchici RAGUSA Costantino, BERNASCONI Luca Christos e GUERINI Silvia[1];

–     8 marzo 2011, contro la sede dell’ENI di Albano Laziale, Via Donizetti n. 41 (venivano rilevate le scritte: “Eni: in più di 70 paesi al mondo per sfruttarli”, “in difesa della terra” e “solidarietà agli insorti”, tutte siglate con la scritta “A” inscritta in un cerchio. L’azione veniva rivendicata sui siti d’aera www.anarchas.org e www.culmine.noblogs.org);

–     6 aprile 2011, contro due escavatori, un autocarro ed un rullo-compressore all’interno della discarica di Cecchina. Nella circostanza, attaccato a un escavatore, veniva rinvenuto uno striscione con la scritta “AZIONE DIRETTA IN DIFESA DELLA TERRA”, seguita dalla lettera “A” iscritta in un cerchio e da una stella di colore nero e verde. Successivamente, in internet, venivano diffuse delle riproduzioni fotografiche scattate nel momento in cui era in corso l’azione. In particolare il danneggiamento veniva eseguito contro i seguenti mezzi della ditta TRA.SCA srl, incaricata dalla Regione Lazio ai lavori di realizzazione del “VII invaso”:

.     escavatore Fiat Hitachi 240 (taglio dei tubi idraulici);

.     rullo compressore marca DYNAPAC (taglio dei tubi idraulici, del filo vibratore e versamento di sabbia e acqua nel serbatoio);

.     autocarro Fiat Iveco 330 (danneggiata la serratura dello sportello e tranciati i tubi del compressore dell’aria);

.     escavatore Hitachi ZX520 (tagliati i tubi idraulici);

–     25 maggio 2011, contro l’area di servizio Agip di Marino. In particolare, venivano tagliati n. 6 erogatori di benzina, danneggiato il distributore self service e incendiato il locale adibito ad ufficio/magazzino. Sul posto veniva rinvenuto uno striscione con il disegno di un cane a sei zampe (simbolo dell’ENI) con la testa tagliata e la scritta “da guerre e disastri ambientali i loro profitti”, seguita dal simbolo anarchico “A” iscritta in un cerchio (anche in questo caso, in internet venivano pubblicate alcune riproduzioni fotografiche scattate durante l’azione);

–     14 dicembre 2011, contro l’Agenzia Unicredit di Frascati piazza Roma n. 10. In particolare veniva sfondato il monitor del Bancomat e tentato lo sfondamento della vetrina blidata della porta d’ingresso. Sulla parete esterna della banca venivano rinvenute le scritte “GUERRA ALLO STATO”, “SOLIDARIETÀ AGLI ANARCHICI COSPIRAZIONE CELLULE DI FUOCO F(A)I” (l’acronimo “F(A)I” compariva per la prima volta. L’azione veniva ulteriormente rivendicata sul sito internet www.informa-azione.info: “AZIONE IN SOLIDARIETÀ CON I FRATELLI GRECI E I COMPAGNI COLPITI, PROCESSATI E IMPRIGIONATI DALLA REPRESSIONE DI STATO DISTRUTTE A COLPI DI MAZZA 6 VETRATE E BANCOMAT DELL’UNICREDIT DI FRASCATI. LASCIATE SCRITTE: ‘SOLIDARIETÀ AGLI ANARCHICI GRECI DELLA COSPIRAZIONE CELLULE DI FUOCO’ GUERRA ALLO STATO E AL CAPITALE (A) PER LA GUERRIGLIA PERMANENTE! PER L’ANARCHIA ANTICIVILIZZATRICE!”);

–     22 dicembre 2011, contro la sede della Banca Popolare di Sondrio di Frascati (attentato incendiario) e della Deutsche Bank (danneggiamento delle vetrate blindate). In particolare, si poteva constatare che “L’intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato che potessero crearsi pericoli per l’incolumità pubblica atteso che la Banca è sita al pian terreno di un palazzo popolare sito nel centro storico della cittadina dei castelli e che l’incendio avrebbe devastato diverse abitazioni”. Sui muri della Banca Popolare di Sondrio venivano rilevate le scritte: “MAI SERVI!”, “CONSUMATORI=SCHIAVI”, “SE LA F(A)I L’ASPETTI”, “CONTRO IL DOMINIO TECNOLOGICO INDUSTRIALE” e “VIVA L’ANARCHIA”, mentre sulle mura perimetrali della Deutsche Bank: “ANARCHIA CONTROPOTERE”, “LAVORA CONSUMA CREPA”, “TERRA SELVAGGIA” e “SBANCA LA BANCA”, unitamente alla lettera “A” cerchiata, simbolo dell’anarchia.

L’azione veniva rivendicata dalla “FEDERAZIONE ANARCHICA INFORMALE Individualità Sovversive Anticivilizzazione” con un comunicato pubblicato sul sito “neroveleno.over-blog.it”;

–     15 marzo 2012, contro la sede di “Enel Green Power” di Frascati via del Castello. In particolare, veniva dato alle fiamme il portone d’ingresso (in legno) e danneggiata la porta blindata a vetri posta, contestualmente le fiamma danneggiavano/annerivano anche le pareti, il soffitto e l’insegna posta esternamente all’ingresso. Sulle mura esterne all’esercizio pubblico veniva rilevata la scritta: “ENEL DOMINA E DISTRUGGE” seguita dal simbolo della A iscritta in un cerchio, mentre poco distante in via Borgo San Rocco all’altezza del civico 33 venivano rinvenute le scritte “LIBERI DALLA CIVILTÀ” e “ENEL IN 40 PAESI DEL MONDO DEVASTA LA TERRA”, anche queste seguite dal simbolo della A iscritta in un cerchio.

L’azione veniva rivendicata dalla “Federazione Anarchica Informale – Fronte Rivoluzionario internazionale Individualità Sovversive Anticivilizzazione”, con un comunicato pubblicato sul sito culmine.noblogs.org;

–     19 luglio 2012, contro le sedi della Unicredit Banca di Roma e Banca Nazionale del Lavoro di Frascati. In particolare venivano lanciate due bottiglie incendiarie. Sul muro adiacente lo sportello bancomat dell’agenzia Unicredit Banca di Roma veniva rilevata la scritta “La Terra Vale + del vostro denaro” e la “A” racchiusa in un cerchio, frase che veniva poi richiamata dagli estensori nel documento di rivendicazione. L’azione veniva rivendicata il 20 luglio 2012 dal “FRONTE RIVOLUZIONARIO INTERNAZIONALE FEDERAZIONE ANARCHICA INFORMALE Individualità Sovversive Anticivilizzazione FAI IRF[2]” con un comunicato pubblicato sul sito d’area www.informa-azione.info;

–     11 dicembre 2012, contro la sede della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo di Genzano di Roma, mediante due ordigni incendiari (l’azione non veniva rivendicata poiché gli ordigni, seppur attivati e idonei all’esplosione, non deflagravano).

[1]   Gli stessi erano stati tratti in arresto il 15 aprile 2010 dalla polizia svizzera nei pressi di Zurigo poiché trovati in possesso di materiale esplosivo tipo “eurogelatine”, micce, detonatori e bombolette di gas, nonché di numerose copie di un volantino redatto in lingua tedesca a firma “Earth Liberation Front – ELF (Fronte di Liberazione della Terra) Svizzera”. Secondo gli inquirenti, i tre avevano progettato di compiere un attentato ai danni di una struttura di ricerca attiva nel campo delle bio e nanotecnologie finanziata dall’IBM, azione a cui faceva riferimento la documentazione loro sequestrata, che, pertanto, diveniva un vero e proprio comunicato di rivendicazione.

[2]     “IRF” può considerarsi o un refuso degli estensori o il riferimento alla traduzione in inglese.

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