Tivoli, scontro tra Sindaco e cittadini su Rocca Pia

Andrea Terenzi, Barbara Putzolu e Genny Mari sono i tre cittadini di Tivoli che alla Dire hanno spiegato come sia nata la mobilitazione La Rocca Pia è anche mia

0
115
rocca_pia_dire
Intervista della Dire a Andrea Terenzi, Barbara Putzolu e Genny Mari sulla mobilitazione La Rocca Pia è anche mia
Dall’Agenzia di Stampa Dire (www.dire.it) – Andrea Terenzi, infermiere; Barbara
Putzolu, guida turistica; Genny Mari, gastronoma: sono i tre cittadini di Tivoli che alla Dire hanno spiegato come sia nata la mobilitazione “La Rocca Pia è anche mia”  in rappresentanza dei cittadini di Tivoli che hanno aderito alla petizione. E’ la seconda puntata di uno speciale sul grande complesso monumentale che, tornato nelle mani del Comune dopo anni di restauri, dovrebbe esser affidato a enti in grado di gestire poli turistici e museali di questo rilievo. Ai microfoni della Dire il sindaco, Giuseppe Proietti, aveva parlato infatti dell’ipotesi di un bando e del perchè il nome del FAI, circolato come candidato ideale
sulla Rocca Pia, dopo l’ottima gestione di Villa Gregoriana, fosse una buona opportunità.
DI CHI SONO LE MANI SULLA ROCCA PIA?
“Siamo cittadini liberi e questo argomento non ha colore politico” ha chiarito Barbara Putzolu, sottolineando quale sia la richiesta dei cittadini: “Chiediamo di mantenere la gestione pubblica della Rocca”. “I cittadini hanno adottato lo slogan ‘La Rocca pia è anche
mia’ – ha detto Andrea Terenzi- perchè questo era proprio il programma del sindaco Proietti sulla città partecipata. Oggi il sindaco dice ‘Giù le mani dalla Rocca Pia. Ma di chi sono queste mani? Dell’ente terzo dell’affido? Allora quelle mani non sono dei cittadini, nè del territorio. Abbiamo sentito dal sindaco che esiste la capacità economica da parte del Comune di gestire la Rocca, quindi perchè un terzo?”. Ma facciamo un passo indietro. E’ Genny Mari l’ideatrice della mobilitazione dalla quale è nato anche un gruppo Fb. “L’idea di
questa petizione e’ nata dal senso di appartenenza al territorio. Ricordavo quando nonno ci portava a vedere le torri della Rocca. Era un evento familiare e quelle torri avevano un valore simbolico. Quando il 20 febbraio 2019 una delibera di giunta dava l’avvio a questo intento di affido alla fondazione privata non ci ho dormito una notte intera”. Fino a quel momento infatti il Comune si era mosso seguendo “un piano di valorizzazione per la rinascita del territorio” e “la delibera è arrivata dopo festeggiamenti e inaugurazioni. Sono rimasta – ha concluso Genny – con l’amaro in bocca”. Affido diretto prima, poi un bando: queste le opzioni sul tavolo anche se il Sindaco Proietti sembra aver ufficialmente sdoganato l’ipotesi di un bando con “criteri stringenti”. “Il bando- ha ribadito Barbara Putzolu- non è stato ancora descritto: varrà per l’affidamento di servizi o per la gestione della Rocca? In questo caso saremmo contrari perchè noi vogliamo con forza la gestione pubblica del bene anche perchè la Rocca Pia, oltre al valore simbolico, e’ sede delle politiche turistiche del Comune. Proprio nel piano di valorizzazione del Demanio che ha deciso il passaggio al Comune di Tivoli la Rocca Pia è innanzitutto legata all’Anfiteatro di Bleso con un biglietto unico: anche questo andrebbe in gestione privata? Si parla anche – ha ricordato sempre Putzolu – di un nascente distretto turistico Tivoli-Subiaco-Palestrina” e questo dimostra come una crescita sul piano del turismo e della cultura sia “strategica e proprio per questo non può andare in mano a un privato”.
LA STORIA INSEGNA? ECCO LA STORIA BELLA CHE RACCONTANO I CITTADINI
Una delle accuse lanciate dal Sindaco all’ipotesi di una gestione autonoma del Comune attraverso associazioni locali è che questa politica aveva ridotto tanto la Rocca Pia, quanto la Villa Gregoriana pre-gestione FAI, “a un’immensa discarica”. “A noi non risulta” ha replicato Barbara Putzolu. “Ricordo certamente un parco, a Villa gregoriana, che aveva bisogno di manutenzione. Anzi vorrei ringraziare il FAI che nel 2002 è riuscito ad accendere una luce sulla Villa Gregoriana e attraverso una raccolta fondi pubblico-privata a risanarla. Negli stessi documenti del FAI però – ha puntualizzato ancora Putzolu – si parla di 5 tonnellate di rottami raccolti che furono trasportati con 4 camioncini formato daily. Non era quindi un’immane discarica”. Sulla Rocca Pia invece la storia è proprio un’altra. Arte,
cultura e anche iniziative di tradizioni popolari. “Non avvenivano solo bisbocce e festini” ha ironizzato Putzolu in risposta al sindaco Proietti: “Siamo andati a studiare e abbiamo trovato un catalogo del 1984. A 6 anni dalla morte di De Chirico fu organizzata nella Rocca con la giunta di allora e la moglie del maestro una mostra sulle opere grafiche che venne riportata negli Annali della Fondazione De Chirico”. “Vorremmo ripartire da questa storia qui- ha detto Genny – da una storia bella”, fatta anche di folclore e tradizioni. Genny Mari ha ricordato dell’organizzazione di “una grande iniziativa sulle orme del Gran Tour a Tivoli con tradizioni popolari come la pittula, una fettuccina fatta a mano, e il ritorno, dopo 60 anni, della tombolata storica. Abbiamo sempre dimostrato di essere attaccati al territorio. Non abbiamo strumentalizzato e non siamo superbi”. “Nella precedente tornata elettorale ho scelto Proietti anche per il suo programma su cultura e turismo ovvero il modello della
città partecipata- ha spiegato Andrea Terenzi – e il piano integrato di gestione e la delibera per un affido diretto a un ente terzo mette fuori gioco partecipazione e territorio”.
IL COMUNE DI TIVOLI DA SOLO CE LA FA. PERCHE’ IL BANDO?
“Ho visto l’intervista del sindaco alla Dire e ho ascoltato che ha affermato che la capacità economica il Comune sembra avercela. Quindi perchè un ente terzo?” ha chiesto Andrea
Terenzi. “Metta in pratica il suo programma e il piano di valorizzazione sulla Rocca Pia”. “Il curriculum del sindaco- ha aggiunto Genny Mari- è quello di una persona in grado di gestire questo monumento. Come lui nessun altro. Il bando non ci rassicura perche’ ho evinto che si lascia poco spazio a chi volesse avvicinarcisi”. Sarà cosi? “Sono richiesti soggetti con comprovata esperienza nazionale nella gestione dei beni culturali- ha puntualizzato Putzolu che ha espresso una preoccupazione: “Se la cultura la dai in mano a pochi stai facendo un’operazione pericolosa, non c’è bando che tenga”. “Il sindaco di Tivoli con gli altri sindaci devono iniziare una politica di sviluppo turistico. Abbiano il coraggio di partire dal basso. Solo qualche tempo fa c’è stata la Convenzione di Faro. Approfondite, interessatevi e magari costruiamo un modello innovativo” e’ la proposta che ha lanciato Barbara Putzolu. Le amministrative sono vicine e la Rocca Pia è diventata materia di contesa elettorale. “Quando abbiamo iniziato le elezioni erano lontane, era il 20 febbraio. Non siamo
strumentalizzati e non abbiamo imbarazzi e continueremo a metterci la faccia” ha concluso Genny Mari e forse “è stato anche un bene”, “se non avessimo acceso noi questa attenzione, cosa sarebbe accaduto?” ha chiesto ancora Genny. Il caso ormai c’è: la storia di una Rocca contesa e l’orgoglio dei tiburtini.
Print Friendly, PDF & Email