Torna ad esporre ad Albano Mara Lautizi

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Il rumore del vento olio su tela 60x80 opera del 2010 di Mara Lautizi.
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Il rumore del vento olio su tela 60×80 opera del 2010 di Mara Lautizi.

“L’arte contemporanea torna ad Albano Laziale con la mostra personale della pittrice Mara Lautizi che si terrà dal 19 settembre al 5 ottobre 2015 presso il Museo Civico Via Risorgimento 3 di Albano Laziale. Ecco gli orari – spiega l’autrice a Meta Magazine – dal Lunedi al Sabato 9.00 – 13.00 Martedi e Giovedi anche pom. 16.00 – 18.00 1^ e 3^ domenica del mese 9.00- 12.30. Vernissage sabato 19 settembre ore 17,00” così Mara Lautizi informa i lett

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A Grazia Deledda olio su tela 50×70 opera del 2011 di Mara Lautizi

ori di Meta Magazine della sua personale al museo civico di Albano.

Di seguito le parole di Fabrizia Ranelletti, Storica e Critica d’Arte, che presentano la mostra “Come un Dio bifronte” citando Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi, Libro terzo – Alcyone, 2 di Gabriele D’Annunzio:

“Natura e Arte sono un dio bifronte che conduce il tuo passo armonioso per tutti i campi della Terra pura.

Gabriele D’Annunzio, Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi, Libro terzo – Alcyone, 2 –

Il fanciullo, VI COME UN DIO BIFRONTE Il concetto di Natura e Artifizio nell’opera di Mara Lautizi, segna e, nel contempo, cancella il confine tra i due campi, dando luogo a visioni pittoriche affrancate da termini netti e forme compiute.

L’impotenza e la debolezza verso gli elementi naturali, insieme a miopi interessi economici, portano spesso l’Uomo a interventi massivi di grande portata che indeboliscono l’ecosistema nelle sue fondamenta.

L’Uomo ha tutta la responsabilità di azioni rivolte verso la Natura e laddove queste ledano l’ecosistema, i danni prodotti sarebbero incommensurabili. La pittrice volge la sua estetica verso questo pericolo imminente, trovando un linguaggio atto al rispetto

massimo e all’elevazione della Natura.

Nel contesto di immagine poetica, Mara sottrae la nitidezza del racconto in maniera di giungere a immagini
di eroici paesaggi, depurati e depuranti.

L’eroicità è la parte spirituale derivante dalla stesura del colore, rarefatta e lattiginosa. Punti di luce
prendono il pur minimo spazio possibile per trovare appigli fecondanti forme visibili.

Quel visibile nell’invisibile.

Quell’inadeguatezza dello spazio formale.

Quell’irrappresentabilità del contesto infinito e sublime della Natura.

Quell’incolmabile satellite di sentimenti, riflessioni e timori dell’Uomo nella sua visione, limitata,
condizionata, determinata e contratta.

Nel timore “sentito” non appare il terribile. E’ presente, al contrario, dignità, rispetto e fascinazione.

Apparizioni dal sapore sacrale, dignitose e distanti.

Il carattere di sospensione temporale aleggia sul legno e sulle tele con afflati leggeri, con incomparabili
limiti e incolmabili spazi.

A questo punto lo sguardo dell’osservatore diviene attivo e coglie spunti personali dallo spazio intimistico e
romantico di ogni opera.

La ritrosia nell’entrare è tale che si rimane fermi “sulla porta” nel riguardo del silenzio assordante che
pervade lo spazio pittorico.

Non si compie il passo oltre la soglia, in quanto la leggibilità e la percezione diminuisce nello spostamento
in avanti.

La sottrazione dell’immagine è esponenzialmente in contatto con la valenza emotiva, la quale prevale con
toni grigio bruni, laddove l’annebbiarsi del colore vince i confini delle forme riconoscibili.

L’elevato effetto poetico pervade lo spazio artistico supponendo la tracimazione dall’opera alla zona vitale
e reale.

Il sogno, l’immaginazione, i sentimenti affermano una visione d’incanto e di magia.

Lontana dall’arte urlata, la pittura di Mara, garbatamente racconta di dimensioni ultravitali e
ultrapittoriche, ispirate al rispetto della Natura e dell’ambiente.

In questo senso l’esperienza artistica va verso il sacro, ponendo la natura in una sorta di “mandorla sacra” e
generando una vera e propria venerazione delle immagini legate al suo contesto.

L’icona della Natura è compiuta.

Orsù dunque, voi che passate di qua, inginocchiatevi e adoratela!”

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Opera di Mara Lautizi
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