Lucci, un bilancio del 2018 tra Arcobaleno e Girasole

Tempo di bilanci nell'ultimo giorno dell'anno. Intervistiamo Ubaldo Lucci che fa il punto della situazione del sociale tuscolana a Frascati e non solo

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Arcobaleno

“Si parla tanto di invasione di diseredati nelle nostra città, non solo a Frascati, ma fornire a tutti questi dei servizi essenziali diminuisce le conflittualità” inizia così la nostra chiacchierata con Ubaldo Lucci, Presidente della Arcobaleno cooperativa sociale tuscolana.
“Il nostro obbiettivo è impegnare degli operatori di strada professionisti, per esempio, nella zona limitrofa alla chiesa dei “frati” e nel parcheggio di via San Francesco e sulla “Passeggiata”. Vanno monitorati i 3-4 punti nevralgici di Frascati per tutelare la vivibilità di tutta la città perchè, purtroppo, chi è senza fissa dimora è un individuo che vive male e può diventare a volte irritante, scontroso, attaccabrighe”.

Qual’è la percezione odierna della situazione sociale, guardando indietro a qualche anno fa?

“La conflittualità è diminuita, ci sono meno alcolisti. Come Arcobaleno, grazie ad un gruppo splendido di volontari, siamo pronti ad accogliere 10-15 persone nel dormitorio invernale: ci sono a Frascati ancora alcuni senza fissa dimora dediti all’abuso di sostanze alcoliche che “storicamente” bevono molto e capita che creino tensioni anche perché, al suddetto abuso spesso si aggiungono seri problemi psichiatrici. Per questo è importante la presenza della struttura del Girasole al centro della nostra città, un servizio che va avanti da vent’anni. Una volta era uno scandalo, ora una necessità, perchè chi ha un disagio non va in periferia a mendicare qualche moneta, perché sicuramente al parcheggio dei supermercati, o comunque in centro “rimedia” qualcosa, in periferia no”;

Nel 2018 Arcobaleno ha festeggiato i 36 anni, quali sono le prospettive verso il quarantennale?

“Vorremmo continuare, ad offrire servizi alla popolazione anziana, a quella della disabilità, a coloro, e sono sempre di più, affetti da patologie psichiatriche oltre che per i senza fissa dimora e tutte le altre persone ad alto rischio di esclusione sociale, ma, il nostro sogno più grande è quello di riuscire a creare una struttura in cui realizzare qualcosa di stabile e duraturo. In cui fare un minimo di Dopo di Noi, di casa famiglia. Avere 3/4 posti letto di emergenza per chi scappa da casa, fenomeno assai presente tra gli adolescenti. Magari mettendo insieme le capacità di tutti gli ospiti e facendoli sentire utili ed importanti nella gestione di questo spazio che dovrebbe essere collocato in un immobile al centro di Frascati. Un centro polifunzionale gestito insieme da personale specializzato e dagli ospiti. Questo è anche l’obbiettivo del nostro gruppo musicale “Ladri di Carrozzelle” e della loro avventura: lasciare qualcosa di importante già oggi e per il futuro di chi resta”.

Si può parlare di una rete d’area tuscolana. Frascati è centrale nel welfare del territorio, ma le richieste di aiuto, soprattutto per il tema dei senza fissa dimora, pervengono anche dai comuni limitrofi?

“Il livello di richieste è uniforme sul territorio. Variano le risposte da comune a comune. Il dormitorio si fa a Frascati, perchè la scorsa Amministrazione aveva reso possibile recuperare un area demaniale ed un immobile siti in via Gregoriana. C’è stata una solidarietà diffusa, tante le offerte arrivate da Enti, dal Papa, dal Vescovo, dalla Chiesa Valdese ecc.
Anche l’Amministrazione attuale di Frascati ha dato il suo contributo concreto. Il fatto è che la sensibilità concreta che Frascati offre è un unicum sul territorio. Questo il motivo dell’insistenza di tante iniziative di solidarietà sul nostro territorio dove anche la Caritas Diocesana opera con molto fervore. Questo fa onore alla città, ma non basta se ragioniamo nell’ottica di affrontare le richieste pressanti che pervengono dall’intera area territoriale tuscolana”.

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