Un padiglione fieristico a Cecchina, Albano a tre punte

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Cecchina
Stazione di Cecchina
Cecchina
Stazione di Cecchina

Non so se è il sole che agevola il fantasticare dei pensieri ma credo che immaginare il futuro, specialmente nei momenti in cui esso appare più lontano che mai, sia esercizio tutt’altro che retorico. Ecco perchè proveremo di qui in avanti ad immaginare, attraverso alcuni flash il nostro territorio, la nostra città ed il nostro quartiere. Nel caso di chi vi scrive, perdonate il campanilismo, tutto ciò si traduce con Albano Laziale. E’ difficile estraniarsi dal frastuono del quotidiano, dalle polemiche che inevitabilmente ne segnano il susseguirsi dei giorni, ma a volte capita, e sarebbe bene capitasse sempre più spesso a più persone possibile, chiudere gli occhi e pensare alla Città ideale, alla città in cui vorremmo vivere insieme ai nostri cari in letizia. Usando un paragone calcistico Albano potrebbe essere una città a tre punte, capace di sfruttare al meglio le caratteristiche, diverse e peculiari di ogni sua parte: il centro storico, salotto commerciale e polmone verde senza traffico, scrigno della storia millenaria dell’antica Albalonga, Pavona, luogo dell’imprenditorialità e dei servizi, con la sua area industriale e la sua conformazione urbanistica, e Cecchina, giovane ed eclettico luogo di mescolanza ed integrazione sociale, da plasmare ed inventare all’insegna dell’innovazione civica. Vi chiederete: si ma questi giri di parole come si traducono concretamente in proposte e progetti? Io risponderei che già pensarci sarebbe un buon inizio, riflettere sulla vocazione del territorio infatti, qualora non lo facesse, aiuterebbe chi amministra e chi si candida a farlo, a capire i percorsi da battere e le trappole da evitare, ma, non sfuggendo alla volatilità della mia suggestione, credo che sia necessario provare a proporre qualcosa di più concreto, iniziando da oggi. Partiamo da Cecchina perchè egoisticamente parlando, è il luogo dove da 32 anni vivo e considero la mia casa. Partiamo dai “grandi spazi”, ovviamente dimensionati alla porzione del territorio di oggi. Guardiamo a quella distesa desolata di asfalto ed a quell’edificio disadorno, se si escludono le scritte, tutt’altro che artistiche, graffiate  sui muri di quella che una volta era l’edificio della stazione ferroviaria. Quel parcheggio, quello spazio, siamo sicuri che non possa essere investito in maniera più produttiva, sia socialmente che architettonicamente? Oggi a parte le auto parcheggiate tristemente dai pendolari, e le frequentazioni notturne di personaggi e bande non proprio benemeriti, non si segnala nulla di buono per la città da quelle parti. E allora? Tolta l’area interna alla stazione, di proprietà delle Fs, su cui si rifletterà in seguito, perchè non pensare ad una trasformazione di quel parcheggio? Arrivare ad una piattaforma che includa, un parcheggio sotterraneo che salvaguardi e magari implementi gli attuali posti auto, e  parallelamente, sull’odierno piano strada immaginare l’installazione di una struttura atta ad ospitare eventi, mostre, un mercato coperto, attività sociali di vario genere, un proporzionato padiglione fieristico. Una struttura, si badi, che non andrebbe ad impattare con le attuali altezze urbanistiche,  perchè si svilupperebbe sul piano orizzontale e verso il basso. Ho descritto rozzamente il quadro in cui agire per migliorare e riqualificare, non solo quell’area, ma con essa ridare respiro a tutta Cecchina, che in questo modo potrebbe riconquistarsi una sua identità ed un suo specifico modello di sviluppo, complementare e propedeutico alla crescita di tutta la città di Albano Laziale. Il guadagno sarebbe parimenti economico, perchè è palese l’indotto che arriverebbe attraverso una struttura ricettiva di quel tipo che, in quasi nessuna delle città limitrofe esiste, almeno in quelle proporzioni, e sociale, perchè sarebbe un notevole salto di qualità per ravvivare quel tessuto che, diciamocelo, a Cecchina e nelle nostre periferie è piuttosto stantio e chiuso in se stesso, entro i soliti pochi centri, non sempre in sintonia e simbiosi col territorio. Cecchina come laboratorio sociale, che già in se contiene, per la natura dei suoi residenti, fatta di mille diverse radici territoriali e culturali, i semi di una contaminazione da proiettare nel futuro e trasferire alle generazioni di giovani che qui sono nati e nulla hanno con cui identificarsi, se escludiamo una spasmodica voglia di andarsene quanto prima possibile.

Andrea Titti

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