A Roma un viaggio dentro l’arte di Klimt

Klimt Experience è un percorso multimediale immersivo e interattivo che, fino al 10 giugno 2018, permetterà di scoprire il noto pittore viennese

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Klimt

Se lo spettatore non va da Klimt… È con questo spirito che bisogna approcciarsi all’esposizione nel Complesso Monumentale di San Giovanni Addolorata di Roma, Sala delle Donne, un luogo scenografico restaurato di recente. L’edificio seicentesco all’inizio della via omonima, che ha l’aspetto di chiesa, è il Reparto Maternità dell’antistante Ospedale del Salvatore. Qui, Crossmedia Group, società fiorentina che opera nella valorizzazione dei beni culturali, di concerto con la dirigenza dell’Ospedale capitolino, ha ambientato la sua “Klimt Experience”, dopo le tappe di Firenze, Caserta e Milano. Arricchita, però, sia negli allestimenti che nei contenuti. Un evento che ha già fatto staccare 350mila biglietti e che, a Roma, punta a fare meglio, magari con la complicità della sala degli specchi in cui ci si potrà “riflettere” in alcuni particolari dei quadri dell’artista austriaco. Klimt Experience è un percorso multimediale immersivo e interattivo che, fino al 10 giugno 2018, permetterà di scoprire il noto pittore viennese, rovistando nelle sfumature e attraverso la messa in scena dei dettagli. Non si tratta, perciò, di una mostra come la s’intende di solito: più che altro è un’esperienza. Una bella esperienza fra i capolavori del maestro della Secessione, alla scoperta di quello che all’occhio sfugge, rapiti dal complesso, quando si è stati a Vienna. O è anche un’occasione per chi a Vienna non è mai stato; per assaggiarne un pezzettino vicino casa, in attesa di goderne le bellezze, una volta lì. Non vuole rimpiazzare alcuna collezione permanente, né sostituirsi alle sale di un museo: “Klimt experience” è un’altra cosa. È pensata soprattutto come sprone. Come pungolo per chi al mondo dell’arte si approccia ancora in punta di piedi o con noia malcelata, sempre pensando che si tratti di un territorio “di nicchia”, qualche volta, d’élite, spesso pure piuttosto noioso.  Non che Klimt sia tra i pittori più tedianti, Anzi. Le sue figure, i suoi paesaggi, i colori vivi sono entrati a far parte della cultura, diremmo, pop. Ma tanto c’è da scoprire. E da raccontare. “Klimt Experience” propone le emozioni totalizzanti di un mondo sensuale, trionfante, ricco di simboli, per concretizzare l’idea di un’arte senza confini. La colonna sonora, mai casuale, è diffusa da un impianto Dolby Surround di ultima generazione; e l’impatto visivo delle 700 immagini della mostra e delle ricostruzioni 3D della Vienna dei primi del ‘900 è, in molti casi, davvero mozzafiato. Tutto è riprodotto con definizione maggiore del Full Hd dai proiettori laser del sistema Matrix X-Dimension. Opere come “Il Bacio”, “L’Albero della vita”, “Giuditta” (o, “Le tre età della donna” alla Gnam di Roma, appunto), a cento anni dalla morte di Klimt, narrano ancora bene di quel mondo sospeso tra ‘800 e Novecento, di un gusto che, pur soddisfacendo il suo tempo, ha abbracciato l’innovazione. L’esposizione romana è un’immersione in molti capolavori, nel clima artistico del tempo e in molto altro. Il percorso è di qualità; alla colonna sonora (walzer di Strauss, ma pure Mozart, Lehár, Orff e Bach) si affiancano abiti realizzati con le textures disegnate dall’artista viennese.
Grazie al contributo dello storico dell’arte Sergio Risaliti e del regista Stefano Fomasi che ha paragonato l’esperienza visiva al cinema: “Qui, non portiamo le tele, ma vogliamo comunicare l’arte con le tecnologie a nostra disposizione. Che non sono poche”.  L’area didattica introduttiva è allestita con supporti scenografici fisici e postazioni per un’esperienza immersiva di realtà virtuale nei capolavori di Klimt. Questo, senza dimenticare la VR Experience, ovvero un’esperienza di realtà virtuale con gli Oculus Samsung Gear VR che viene proposta ai visitatori per la prima volta al mondo. La app, realizzata in esclusiva per l’occasione dagli sviluppatori di Orwell, consente di entrare all’interno di quattro opere di Klimt percependone tridimensionalmente ogni dettaglio figurativo e cromatico. Un’iniziativa che mira a valorizzare, al contempo, il prezioso patrimonio culturale dell’azienda San Giovanni: “Una collaborazione pubblico-privato che consentirà di devolvere il ricavato dei biglietti per acquisire macchinari e ridurre le liste di attesa dell’ospedale”, ha spiegato il direttore sanitario, Ilde Coiro.  Per i produttori di CrossMedia, invece, l’obiettivo precipuo della mostra sembrerebbe quello di affascinare soprattutto il pubblico giovane: “Ci rivolgiamo soprattutto ai millennials, quelli non troppo avvezzi ai musei, ma che, dopo quest’esperienza, potrebbero aver voglia di approfondire”.
L’arte non può più sottrarsi alla contemporaneità. La multimedialità può far bene alla conoscenza; non è sostitutiva, ma necessaria, è complementare agli strumenti tradizionali. Oggi, più che mai bisogna intercettare il pubblico: a “Klimt experience” non si partecipa per vedere l’opera, ma per provare un’emozione, e attraverso questa, entrare in contatto con la meraviglia e lo stupore di una tela che continua a parlare al mondo.
Info: www.klimtexperience.com

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