Una brutta Virtus Roma va in semifinale, ora tutto è possibile

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Virtus Roma Basket
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Virtus Roma Basket

SPORT – Non andare a canestro per otto minuti è un’eternità. A questo si aggiungano i quattro liberi sbagliati da Quinton Hosley, Lollo d’Ercole mestamente seduto in panchina con una gamba fasciata, Kanacevic e Hosley fuori per falli. Insomma sembrava davvero che un inevitabile verdetto si stesse scrivendo. Si sarebbe dovuto aspettare gara quattro per chiudere la serie. Invece, la Virtus, brutta, tanto brutta, meno la metteva in attacco e più alzava l’intensità in difesa. Tanto da rendere Cantù ancora più brutta. E rimaneva sempre con la testa nella partita. Sempre. Anche quando a 5 secondi dalla fine col tabellone che indicava tre punti di vantaggio per la Virtus, subiva un sanguinoso canestro da nove metri dal nostro ex Pietro Aradori, su cui in maniera quanto mai maldestra Jimmy Baron aveva dimenticato di fare fallo. Per la seconda volta ho pensato che la partita fosse andata. Dover giocare altri cinque minuti, di fatto senza panchina, con Bobby Jones che si trascinava, esausto, da una parte all’altra del campo e con l’inerzia ed il morale tutto dalla parte di Cantù, pareva semplicemente il preludio alla sconfitta. Ci ha pensato Phil Goss a ricordare a tutti che di questa squadra lui è anima e cuore. Ha preso per mano la squadra, ha messo i punti che servivano, ha portato la Virtus alla vittoria ed alla semifinale.  Per il secondo anno consecutivo.

La semifinale. Lo scorso anno in semifinale eliminammo proprio Cantù, dopo aver avuto la meglio nei quarti di Reggio Emilia e perso la finale con Siena (il verbo perdere è quanto mai inappropriato considerando che Siena nell’ultimo decennio ha giocato nella massima serie di basket senza rispettare le regole a cui tutte le altre squadre erano invece soggette). Ed è proprio dalla sfida tra Reggio Emilia e Siena che uscirà la nostra avversaria. Reggio Emilia ci garantirebbe il favore del fattore campo ma è squadra ostica, con talento e molto bene allenata. Siena va avanti con la forza dei nervi. Avremmo il fattore campo contro. Ma sembra una squadra in difficoltà, fisica e psicologica. E sarebbe anche divertente affrontarla. Ricordando che i campioni d’Italia reali in carica siamo noi. Più tutta una serie di amenità che non abbiamo mai omesso di rammentare ai senesi. Personalmente, però, sono stufo di Siena. Mi crea un eccessivo stress psicologico. Quindi, al di là di ogni valutazione tecnica, preferisco Reggio Emilia.

Questa Virtus può andare avanti. Ma per andare avanti Dalmonte deve essere in grado di trovare delle soluzioni in attacco che ieri non ci sono state. La difesa è una condizione necessaria ma non sufficiente a questi livelli. Il Vate Valerio Bianchini paragonava, parafrasando Kant, una buona difesa al cielo stellato sopra di noi. Ma non basta. Bisogna attuare schemi che liberino al tiro pesante Jimmy Baron, che consentano le penetrazioni di Mayo e Goss, aprendo magari le difese avversarie con Kanacevic che ormai sono due partite che si riposa e che, speriamo, sia pronto per le semifinali.

Permettetemi di chiudere con un appello al Presidente Toti. Siamo pronti per un palcoscenico più importante. Phil Goss e compagni hanno diritto e hanno bisogno di avere il sostegno di tutti coloro che vogliono tifare. Poco importa se sarà la loro prima partita o se sarà la quattrocentesima (credo, partita in più partita in meno, di essere prossimo a questa cifra). Deve esserci spazio per tutti. C’è un impianto, il PalaEur, in cui proprio il Vate Bianchini vinse uno scudetto. Incontriamoci lì.

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