Velletri Libris, pienone per Antonio Caprarica

Il resocontro dell'incontro con l'autore e giornalista Antonio Caprarica, nell'ambito della rassegna Velletri Libris in corso quest'estate

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Caprarica a Velletri Libris

Antonio Caprarica a Velletri Libris per presentare ‘Royal Baby’: “Gli eredi al trono? Spesso accomunati dall’infelicità”

Convintamente repubblicano, ma alle prese con le monarchie di tutta Europa: simpatia, classe, eleganza e spirito hanno contraddistinto l’ospite della quinta serata di “Velletri Libris”, Antonio Caprarica. Oltre duecento persone hanno gremito il Chiostro della Casa delle Culture e della Musica per ascoltare il noto giornalista e scrittore, che dal canto suo ha ben impressionato sul palco della rassegna ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri-Lariano. Aneddoti, battute di spirito e diverse riflessioni nel dialogo con Ezio Tamilia: la prima considerazione riguarda l’assoluta insufficienza di intelligenza che contraddistingue molti degli aspiranti al trono, ancora più rimarcata dal fatto che viene continuamente fatta emergere in virtù del ruolo che i “royal baby” – espressione che dà il titolo al libro – si appresteranno ad assumere. Il lavoro di Caprarica lo ha portato a scoprire anche vezzi e vizi dei reali, come ad esempio in Inghilterra dove c’è un’ammirazione particolare per l’Italia ma anche un’accezione “pittoresca” degli italiani. Proprio verso Elisabetta II il giornalista e inviato RAI ha dichiarato grande stima, per una donna di classe che ancora oggi è lucida e in grado di mantenere la sua immagine seria e autoritaria. Non è la stessa idea che Caprarica si è fatta dei Savoia, a suo dire molto meno astuti in determinate occasioni. La chiacchierata è stata gradevole soprattutto per la capacità, da parte dell’autore, di non rendere pesante un tema intorno al quale c’è molto pregiudizio, presentandolo viceversa, come frizzante e interessante. Royal Baby, edito da Sperling e Kupfer, sdogana il mito dei privilegiati entrando invece nel carattere e nelle dinamiche familiari con modelli di comportamento rigidi e non sempre accettati da chi è destinato, dall’infanzia, ad una pesante eredità. Al termine della presentazione tanti gli applausi per Caprarica, che ha chiuso con un aneddoto sulle sue proverbiali cravatte (ne possiede oltre mille) e sulla difficoltà degli inglesi nel pronunciare correttamente il suo nome. Prima del lungo firma-copie, la co-fondatrice della rassegna Aurora De Marzi ha voluto ringraziare i partner, la Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura e l’Accademia di Belle Arti, che con questa sinergia vincente stanno contribuendo alla buona riuscita di “Velletri Libris”. Una rassegna, quella organizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri, che al quinto appuntamento del 2018 ha già superato, in termini di presenze, il totale raggiunto nella prima edizione: numeri da capogiro per un interesse nazionale premiato anche da google, che grazie al lavoro del marketing curato da PubliR di Riccardo Colella, vede campeggiare al primo posto fra le ricerche web l’iniziativa di Velletri. Antonio Caprarica, con la sua consueta cortesia, ha risposto anche ad alcune domande in esclusiva per “Velletri Libris” in cui ha approfondito alcuni tratti delle magnifiche e viziate vite degli eredi al trono.

Antonio Caprarica, in questo suo lavoro che ha osservato e indagato gli eredi più famosi delle monarchie, c’è un tratto che accomuna tutti i predestinati al trono? Se sì, quale?

“Naturalmente c’è il tratto comune ed è questa consapevolezza autoreferenziale della eccezionalità della propria condizione. Il che, inevitabilmente, genera una tendenza o alla debosce o all’arroganza o a tutte e due le cose insieme. Inoltre vi è una ricaduta che è comune a tutti questi eredi al trono, ovvero una profonda, enorme, infelicità personale: l’altra faccia della moneta del privilegio caratteristica di questi uomini e donne che nascono nella porpora è proprio una vita affettiva estremamente povera e priva degli affetti elementari familiari e parentali. Molti presentano una incapacità di relazionarsi agli altri e una sensazione di fondamentale isolamento che alla fine li pone come dei veri e propri figli infelici. Questo mi pare il tratto che accomuna tutte queste storie che ho messo assieme attraverso la cavalcata delle monarchie del mondo”;

Nell’analizzare e scoprire le storie dei reali, ci sono aneddoti che l’hanno colpita maggiormente, sia perché divertenti o sia perché negativi?

“Onestamente di storie o aneddoti divertenti non ne ho incontrati tantissimi. Sono più le vicende raccapriccianti, come ad esempio la storia che riguarda la regina Isabella II di Spagna, bambina dal destino orribile, oppure tra gli aneddoti ce n’è uno forse più piccante che divertente ed è riferito a Edoardo VI, il trisavolo dell’attuale principe di Galles. Egli allude, e questo è il destino di vari reali tra cui Carlo d’Inghilterra che come è noto sono settant’anni che aspetta di accedere al trono, all’attesa quando in una confidenza dice di non essere spaventato del Padre Eterno, ma di una madre eterna, che in quanto regina in carica gli avrebbe impedito di diventare re”.

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