Veltroni, Pappaianni “una boccata di ossigeno”

La segretaria Dem di Grottaferrata Pappaianni su presentazione Veltroni "una boccata di ossigeno nell'asfissia del dibattito politico di questi tempi"

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Veltroni a Grottaferrata
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Veltroni a Grottaferrata

UNA BOCCATA DI OSSIGENO NELL’ASFISSIA DEL DIBATTITO POLITICO DI QUESTI TEMPI

Un incontro veramente di buon livello e molto interessante quello di ieri con Walter Veltroni sul tema: “Essere di sinistra in questo tempo della storia”.

Unanime il giudizio dei numerosi partecipanti all’iniziativa promossa dal Circolo PD di Grottaferrata e alla quale si sono uniti anche i Segretari di altri Circolo PD dell’Area Tuscolana, nonchè, per un saluto, il Sindaco che, trovandoci all’interno della Biblioteca comunale, era l’ospitante.

Come ha ricordato la Segretaria di Circolo locale Silvana Pappaianni nell’introduzione,  “Veltroni è stato il primo Segretario nazionale del Partito Democratico, un “padre fondatore” al quale, come a tutti i padri, ci si  rivolge volentieri in un momento di difficoltà come quello attuale.

Uomo politico, giornalista, scrittore e da ultimo regista, nella sua analisi Veltroni è partito proprio dal film di Bertolucci “Novecento” (che pure ebbe a suo tempo un’accoglienza controversa nell’ambito dell’allora PCI), dalla scena in cui un gruppo di contadini, a chi chiedeva cosa fose il Partito, rispondeva con tutti i nomi dei presenti.

Il Partito dunque è un’entità collettiva, che si basa sul confronto e sul bisogno di capire insieme ciò che sta accadendo.

Già. Cosa sta accadendo, non solo in Italia, ma in Europa e nel mondo? Stiamo vivendo uno dei momenti di cambiamento della storia, come nei primi decenni del ‘900 quando si affermarono regimi dittatoriali dalla Germania, all’Italia, al Giappone e ai Paesi del socialismo reale,  come nel ’68 quando in moltissime Nazioni le nuove generazioni vollero prendere in mano il loro futuro e rivendicarono nuovi ampi spazi di libertà.

Oggi, in Italia come in Europa,  negli Stati Uniti e in America Latina si affermano sempre più i populisti, spesso affiancati da propaganda sovranista. Cosa non ha funzonato?

Siamo ormai tutti nati in democrazia, siamo la prima generazione che non ha vissuto la guerra grazie anche all’Europa. Eppure… c’è dell’altro.

La crisi economica che stiamo vivendo dal 2008 è la più lunga della storia contemporanea, ben più lunga di quella del 1929. La recessione alimenta la sfiducia nel futuro e le paure.

La rivoluzione tecnologica ha cambiato le nostre vite: ha sostituito una parte del lavoro umano creando la paura della disoccupazione; ha instaurato nuovi processi cognitivi e comunicativi, spesso aggressivi e troppo veloci per essere sufficientemente riflessivi. Anche questo alimenta la paura.

L’inadeguata distribuzione delle risorse nel mondo e le conseguenti guerre e carestie hanno generato flussi migratori internazionali impensabili solo poco tempo fa. E anche questo genera paura, la paura dell’altro, del diverso, di chi ci può togliere qualcosa.

La propaganda di destra, si sa, cattura la paura, se ne appropria e propone soluzioni “semplici”: concentrare il potere nelle mani di chi può decidere rapidamente, far circolare più armi, alzare i muri….

La sinistra deve trovare risposta a queste paure alimentando le speranze!

Così, in tema di sicurezza, la risposta della sinistra non può che essere più “sicurezza sociale” e cioè lavoro, supporto alle fasce più deboli, integrazione, spazi collettivi, ecc…

A chi chiede una “democrazia autoritaria” perchè più veloce, la sinistra deve spiegare che questo è un ossimoro, che la democrazia è processuale, ha le sue procedure e i suoi tempi che si possono ottimizzare ma non eliminare in nome della rapidità e del decisionismo. Questo non vuol dire essere per la conservazione e rivolti al passato. Se oggi riteniamo necessario un ammodernamento dei processi democratici della nostra Republica, sappiamo anche che i padri costituenti hanno previsto gli strumenti per farlo, nel rispetto  dei principi e delle forme costituzionali.

Ma non ci sono scorciatoie, serve approfondimento e competenza. La democrazia presuppone competenza, mentre purtroppo la politica spesso oggi vive di improvvisazione.

Alla relazione di Veltroni (che ho cercato di sintetizzare e mi scuso per le imprecisioni e omissioni) anno fatto seguito molti interventi e domande dei presenti, sulle difficoltà, gli errori e le prospettive del PD.

A questi interventi, pur molto diversi tra loro, il primo Segretario nazionale del PD ha dato un’unica risposta: non si tratta di stabilire se un Segretario sia migliore di un altro. I Segretari passano, il partito resta, e resta come soggetto collettivo che cerca insieme le risposte. Basta con il correntismo senza contenuti e senza politica. Abbiamo bisogno di unità”.

 

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