Verona, il linguaggio della bellezza Maya svelato in una mostra

La mostra “Il linguaggio della bellezza” al Palazzo della Gran Guardia di Verona fino al 5 marzo 2017

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Maya, Il Linguaggio della Bellezza

Se è vero, come sostenevano i Maya, che il futuro è alle nostre spalle e il passato davanti a noi, perché lo possiamo vedere in ogni momento, la mostra “Il linguaggio della bellezza”, arriva al Palazzo della Gran Guardia di Verona (e forse anche a Roma il prossimo anno), avendo ben presente i successi di Pechino e Berlino, dove il mistero e il fascino di una delle civiltà più interessanti dell’America precolombiana hanno già stregato centinaia di migliaia di entusiasti visitatori. Quella appena inaugurata in Italia, con oltre 250 opere provenienti dai principali musei del Messico, si presenta tuttavia come la più completa e vasta esposizione nel suo genere sulla cultura Maya, anche rispetto alle passate uscite internazionali.

Tema centrale: il corpo, in tutte le sue declinazioni. Le quattro sezioni in cui è articolata la mostra si sviluppano proprio attorno a questo focus. “ll corpo come tela” affronta le modifiche corporali apportate per assomigliare o onorare le divinità; “Il corpo rivestito” restituisce rappresentazioni dell’abbigliamento del popolo Maya nei vari periodi storici; “La controparte animale” annovera al suo interno decine di manufatti e rappresentazioni di animali, percepiti allora come coessenza dell’umano; “I corpi delle divinità”, infine, ospita le rappresentazioni del pantheon Maya e i richiami all’arte funeraria, con le celebri maschere di giada poste al fianco dei defunti e divenute celebri in tutto il mondo. L’esposizione presenta sculture, stele monumentali, elementi architettonici, figure in terracotta, strumenti musicali e incensieri. I tre grandi periodi – preclassico,classico e postclassico – che dal 2000 a.C. al 1542 d.C. hanno visto fiorire questo popolo, sono spiegati attraverso capolavori come il Portastendardi, scultura risalente all’undicesimo secolo; la Testa raffigurante Pakal il Grande che visse dal 603 al 683 d.C.; l’Adolescente di Cumpich, scultura risalente al periodo tardo classico ritrovata nell’omonimo sito archeologico. Pezzi di assoluto rilievo, che tuttavia non sempre il visitatore riuscirà, senza l’ausilio di una guida o un’audioguida, a contestualizzare correttamente rispetto alla funzione e all’uso quotidiani dell’epoca.

La mostra resterà visitabile fino al 5 marzo 2017 ed è impreziosita da un catalogo (Piazza Editore) molto curato e ricco di informazioni sulla civiltà Maya, nonché da un bookshop di ridotte dimensioni ma ricco di spunti e gadget dal sapor centroamericano, sul modello dell’ottimo padiglione messicano a Expo.

“Maya. Il linguaggio della bellezza” è a cura del Governo della Repubblica Messicana, del Ministero della Cultura del Messico e dell’Inah (Instituto Nacional de Antropología e Historia), l’istituzione più importante del Ministero della Cultura del Messico, ed è curata da Karina Romero Blanco. Promossa dal Comune di Verona, è prodotta e organizzata da Arthemisia Group e Kornice.

Info: www.mayaverona.it

 

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