Verso Davvero Squisi a Frascati, intervista doppia a Daniele Sereni e Danilo Faiulo

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Davvero Squisi
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Davvero Squisi

L’occasione della rappresentazione di “Davvero Squisi” sabato 19 marzo dalle ore 21 presso il Teatro Capocroce di Frascati ha dato l’occasione a Meta Magazine di proporre alcune domande a Daniele Sereni, presidente dell’associazione culturale Quintaprima e a Danilo Faiulo, direttore artistico della Compagnia della Vinaccia per conoscere meglio queste due realtà culturali tuscolane.

QuintaPrima e Compagnia della Vinaccia, Daniele Sereni e Danilo Faiulo potete presentare ai nostri lettori le due realtà di cui fate parte?

Danilo Faiulo: “Quella della Compagnia della Vinaccia è una realtà giovane. Ci siamo conosciuti sui banchi di scuola dove abbiamo appreso che tra tanti, qualcuno con la passione per le arti sceniche ancora esiste nelle nuove generazioni. Abbiamo cominciato per gioco, prendendo in mano il laboratorio teatrale che il Touschek e la professoressa Marino continuano ad offrire agli studenti e con il quale noi ancora collaboriamo attivamente. Comunque quello che prima era un progetto, in poco tempo è cresciuto e continua a crescere mantenendo un certo seguito di pubblico che ci sostiene in ogni nostra avventura. Oltre alla passione tentiamo di offrire qualità, possiamo vantare nel nostro piccolo varie esperienze di palco, studenti del settore artistico e tecnico fondamentali per la messa in scena di un’opera. Il tutto è autofinanziato con gli sforzi di tutti noi”;
Daniele Sereni: “L’associazione Quintaprima opera sul territorio dei Castelli Romani dal 2009, organizzando festival e rassegne teatrali soprattutto nel Comune di Frascati, ma ha anche collaborato con realtà nazionali nella realizzazione di eventi per i giovani su tutto il territorio italiano (vedi Campus Mentis organizzato dal ministero della Gioventù). Negli ultimi anni abbiamo anche portato il nostro nome in Europa (in particolare in Spagna) grazie al coro DeCanter”;

QuintaPrima e la Compagnia della Vinaccia, sono rispettivamente un’associazione culturale e una compagnia teatrale, che fanno della condivisione un valore da portare in scena. Quant’è difficile “fare cultura” in questo modo? Da vostro punto di vista com’è secondo voi la percezione di quello che fate da parte dello spettatore?

Danilo Faiulo: “L’ambiente culturale dei Castelli non è semplice come sembra. I teatri non sono molti e la vicinanza a Roma li relega, nell’immaginario collettivo, ad essere considerati di serie b. Noi non crediamo sia così. Anche se troppo spesso i comuni dedicano più spazio ad altri ambiti, negli ultimi anni le iniziative locali sono un po diminuite a discapito delle realtà locali che quindi sono costrette a cercare altrove. Poi i numeri dicono altro, vista l’affluenza che abbiamo riscontrato, probabilmente il pubblico apprezzerebbe qualche festival o stagione in più”;

Daniele Sereni: “In questi anni, organizzando la stagione del Teatro Capocroce abbiamo affrontato la difficoltà di creare un pubblico che potesse recepire il nostro messaggio, ovvero proporre un’offerta culturale di ampio respiro puntando sulla qualità degli spettacoli e la varietà dei temi affrontanti.  Il pubblico di Frascati è abituato a vivere il Teatro Capocroce come location dedicata soprattutto alle attività amatoriali che rappresentano un bagaglio importante della nostra realtà e vanno aiutate a crescere, ma deve anche riappropriarsi di questo luogo e ricominciare a viverlo quotidianamente come spazio in cui si crea cultura”;

Come presentereste ad un lettore di Meta Magazine “Davvero Squisi”? Perchè dovrebbe venire ad assistere allo spettacolo sabato 19 marzo?

Danilo Faiulo: “Prima di tutto invito i lettori di Meta Magazine ad affrettarsi perché il teatro è già quasi pieno. Due sono i motivi per cui dovrebbero venire ad assistere. Il primo è che siamo giovani e la nostra rappresentazione è fresca genuina e fruibile da qualsiasi tipo di pubblico, è una commedia divertente con diversi piani di lettura ed è questo che la rende speciale e adatta a tutti. Il secondo è il motivo più importante, ossia quello di ricominciare ad apprezzare le piccole realtà locali, farle sviluppare per far crescere di riflesso il territorio circostante. In un Paese dove tutto sembra andare a rotoli si riparte dalle fondamenta e ricostruire arte e cultura in ogni angolo del Paese significa restituire consapevolezza sensibilità e passione ad un popolo un po disilluso”.

Daniele Sereni: “Ci avviciniamo ad un sold-out quindi devo ammettere che il pubblico ha già riconosciuto in questo spettacolo la qualità del testo e degli interpreti. Che questo possa essere di slancio per la compagnia della Vinaccia per tanti “tutto esaurito” futuri!”

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