Viaggio della Memoria 2017, i quattro colori di Cracovia

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Cracovia, viaggio della Memoria 2017 (foto Carolina Leuti)
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Cracovia, viaggio della Memoria 2017 (foto Carolina Leuti)
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Cracovia, viaggio della Memoria 2017 (foto Carolina Leuti)

“Dolcemente viaggiare rallentando per poi accelerare con un ritmo fluente di vita nel cuore”, canta Lucio Battisti, perché, è proprio vero, scoprire le tante culture nel mondo, i loro paesaggi, le pietanze che offrono e i differenti modi di vivere delle popolazioni ci rende più completi, fieri di sentirci parte di questo mondo eterogeneo. Uomini e donne amanti di temperature tropicali, il Paese che sto per descrivere non é caratterizzato da immense spiagge a contatto con mari cristallini dove gli inverni non scendono al disotto dei 15 gradi, non ci sono sfilate di bikini ne persone che bevono i loro drink freschi sotto l’ombra di una palma, questa terra é accarezzata nel cuore di ogni inverno dalla soffice neve che ricopre i tetti di tutte le case, è segnata dalla storia della seconda guerra mondiale ed è la patria della vodka. Si tratta della Polonia. In particolare una città molto importante quanto bella di questa regione é Cracovia, la quale é imbevuta di tutte le particolarità tipiche polacche. Normalmente questa città non é solita mostrare i tanti colori della natura ad eccezione, ovviamente, del bianco della sua neve però ,in realtà,per quelli che decidono di visitarla, é possibile ricondurre tutto il suo fascino in 4 colori, espressioni perfette del suo aspetto. Partiamo dal giallo vivace e affascinante come le luci che illuminano e riscaldano l’atmosfera serale della piazza principale nel centro storico della città; questa é la più grande piazza medievale dell’Europa e allestisce un grande mercato dove i polacchi mostrano e vendono souvenir, gioielli , foulard con una tipica stampa floreale ,cappelli con la pelliccia e magliette,infatti proprio per questo la piazza assume il nome di piazza del Mercato. Anche qui  non mancano i negozi famosi in tutto il mondo come Starbucks o ZARA oppure Costa e l’Hard rock café perché in fondo ogni giovane turista vuole la famosa felpa o T-shirt di questo negozio con su scritto Kracow. Poi c’é il rosso che in Polonia non indica la passione o l’amore,bensì  questo colore é quello della marmellata di rose che é racchiusa nel dolce tipico del giovedì grasso polacco: il paczki. Questa specie di krapfen glassato é un mix di tanti ingredienti che creano un risultato sorprendente; così soffice, dolce e sazievole é una delizia per il palato soprattutto quando si arriva a mordere il centro ricco di marmellata che contrasta il sapore un po’ asciutto della pasta. Un altro dolce é il Czarny las, una torta con pan di spagna al cioccolato , panna e marmellata di amarene , anche questa buona ma niente batte i paczki. Esclusivi di questo paese non sono solo i dolci, ma anche i primi piatti come le zuppe di funghi, barbabietole, pomodori e crauti condite sempre con tanta cipolla, oppure i secondi piatti molto spesso a base di carne o pesce ,accompagnati dalle patate (altro alimento molto diffuso nella cucina polacca). Nella stagione invernale il paesaggio di Cracovia,essendo caratterizzato da temperature che a volte raggiungono un culmine di -20 gradi, é un dipinto di colore bianco come i candidi fiocchi di neve che appena trovano l’occasione non esitano a scendere giù dal cielo confondendo tutti i turisti che dall’alto ,sull’aereo ,non riescono a distinguere quali siano le nuvole e quale,invece, sia la città. Non sempre,però,la regina del posto é la neve,perché le giornate lì sono anche distinte da lunghe e abbondanti precipitazioni,perciò un consiglio per voi ,cari visitatori, è di armarvi di ombrelli e scarpe impermeabili ma anche molto calde. Abbiamo parlato di cibo,clima,paesaggi e atmosfera,ma in un quadro così completo non può mancare una sfumatura di grigio,perciò,come sono i polacchi? Quali sono le loro abitudini e come riescono ad approcciarsi con i turisti? E come si presenta la lingua polacca? Sarà forse perché ho avuto l’occasione di conoscere questo Paese d’inverno e quindi sono stata influenzata dal tempo,però i polacchi appaiono molto freddi e seri, sembra che vogliano mantenere un certo distacco da tutti e a volte tendono a marcare troppo questa sfumatura del loro carattere. Tengono molto a mantenere bene il loro Paese e a far rispettare a tutti le regole correnti. La lingua polacca é molto difficile e nella pronuncia e nella lettura , un particolare che colpisce é il fatto di trovare spesso gli accenti sulle consonanti, non riuscendo,in questo modo, a capire neanche il suono delle parole. In pochi giorni é impossibile imparare molto di questa lingua a parte pochi termini di base , perciò per comunicare si utilizza l’inglese. La Polonia,e Cracovia in particolare ,é una tappa che vale la pena di fare nella vita per poter provare tante emozioni e tante sensazioni di benessere che questa è pronta a offrire ad ogni persona smaniosa di entrare nella cultura polacca e a tutti i più golosi che desiderano assaporare nuove pietanze dal gusto entusiasmante.

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Cracovia, viaggio della Memoria 2017 (foto Carolina Leuti)
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