A Villa Sora l’inaugurazione dell’opera sul Beato Zeffirino

A Villa Sora due grandi vetrate artistiche per celebrare il beato Zeffirino. L'opera di Ileana Colangeli inaugurata durante la festa per Maria Ausiliatrice

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Evento per il beato Zeffirino a Villa Sora
A Villa Sora due grandi vetrate artistiche per celebrare il beato Zeffirino. L’opera di Ileana Colangeli inaugurata durante la festa per Maria Ausiliatrice
È stata inaugurata il 24 maggio a Villa Sora  l’opera dell’artista e docente Ileana Colangeli.
La magia della luce e quella della straordinaria vita del beato Zeffirino Namuncurà si fondono nei dipinti sulle grandi vetrate vicine all’ingresso della chiesa principale della scuola di Villa Sora.
Un’opera che ricorderà a tutti l’esempio del ragazzo del sud America e soprattutto il suo motto: “voglio studiare per essere utile alla mia gente”. Un ragazzo comune e insieme straordinario. Figlio del capo tribù Mapuche della Patagonia, Zeffirino fu studente a Villa Sora dal 15 novembre 1904 al 28 aprile 1905, per poi morire nello stesso anno. (Zeffirino è stato beatificato a Chimpay nel 2007).
Un estremo realismo – reso attraverso le fini velature della pittura che hanno consentito all’artista di raffigurare i più minuti dettagli delle figure – avvolge le forme sulle vetrate, quella di don Bosco, di Zeffirino e di Maria. I dipinti sono densi di simbologia

religiosa ed educativa.

Il contrasto dei colori e la luce contribuiscono a rendere questa opera viva  e coinvolgente, vicina ai ragazzi, animando ancora di più quei luoghi che ogni giorno

assistono alla vita della scuola.
“Lidea di una mia opera per Villa Sora mi ha da subito lusingato ma allo stesso tempo anche un po’ spaventato – sostiene l’artista Ileana Colangeli – perché il pensiero di lasciare una traccia in una scuola storica nonché villa cinquecentesca prestigiosa, mi faceva venire i brividi”.
Le grandi lenzuola bianche che coprivano le ampie vetrate sono cadute nel giorno di una festività fondamentale per i Salesiani, quella di Santa Maria Ausiliatrice.
Alla presenza dell’ispettore dei salesiani dell’Italia Centrale, don Leonardo Mancini e del direttore, don Francesco Marcoccio, il folto pubblico ha trattenuto il respiro per un attimo prima di lasciarsi andare alla meraviglia. La scuola di Villa Sora, piena di arte e storia, si impreziosisce ancora.
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