Viola “Castelli Romani eccellenza nello sport ma superare i campanilismi”

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Riccardo Viola e Andrea Titti
Riccardo Viola Presidente del Coni Lazio intervistato da Andrea Titti
Riccardo Viola e Andrea Titti
Riccardo Viola Presidente del Coni Lazio intervistato da Andrea Titti

Intervenuto alla Mezza Maratona dei Castelli Romani, quest’anno avente tappa di partenza ed arrivo ad Albano, Meta Magazine ha rivolto in esclusiva alcune domande sullo stato dello sport sul territorio al Presidente del Coni lAZIO Riccardo Viola.

Presidente perchè teneva tanto ad esserci oggi a questa manifestazione?

“La Mezza Maratona dei Castelli Romani, per il profilo che gli organizzatori dell’associazione Amici del Parco dei Castelli Romani hanno inteso dargli, va oltre il semplice significato sportivo di una gara. Essa infatti è importante per due motivi: uno per il suo indubbio valore agonistico e competitivo per atleti e società sportive impegnate, due per il suo voler essere un punto di unione tra sport, cultura e territorio. Questa è la strada che il Coni Lazio ha intrapreso ed intende perseguire nella sua azione di politica sportiva”.

Ci può spiegare meglio?

“Lo sport non è soltanto competizione, ma soprattutto cultura, che legata al territorio rappresenta oltre che elemento di educazione per i più giovani, fattore di possibile sviluppo di crescita economica e sociale. Legare eventi sportivi, manifestazioni come la Mezza Maratona o le altre feste che anche in questi giorni si stanno svolgendo nei comuni limitrofi cui sono stato presente, alla tradizione dei luoghi in cui si svolgono, pensando lo sport come veicolo per attrarre turisti, per far conoscere le identità storiche e le bellezze delle città, coinvolgendo scuole e famiglie, rappresenta una risorsa da sfruttare al meglio. Le Sagre cittadine veicolano una gran quantità di risorse e presenze sui territori, ecco, se le autorità locali, di concerto, ad esse affiancassero con sempre maggiore sinergia eventi di promozione sportiva si creerebbe un circuito virtuoso per tutti”.

Dal suo punto di osservazione alla guida del Coni regionale come definirebbe lo stato di salute dello sport ai Castelli Romani?

“I Castelli Romani sono un punto di eccellenza per lo sport del Lazio. Basti pensare alla quantità e qualità delle medaglie Olimpiche che ivi risiedono e si preparano, coadiuvate da società di assoluto prestigio e rilievo anche nazionale. Spesso si sottovalutano elementi come questo, ma la presenza di olimpionici sul territorio è un traino per tutto il movimento sportivo. Per un atleta l’obiettivo di raggiungere la maglia azzurra è di per se importante, il traguardo di partecipare ad una Olimpiade spesso è un sogno, addirittura vincere una medaglia è il coronamento di una carriera irripetibile. Se si pensa alla quantità di olimpionici medagliati dei Castelli Romani si capisce la valenza e la portata del movimento in questi territori”.

Valerio Aspromonte ed Ilaria Salvatori nella scherma – ndr – la Bianchi nella Ginnastica Ritmica per citarne solo alcuni.

Presidente, la crisi economica colpisce anche le società sportive e lo stesso Coni: quali le iniziative che come Coni Lazio sta ponendo in essere per accompagnare la crescita del movimento sportivo ai Castelli?

“in primo luogo puntiamo al mantenimento e possibilmente miglioramento delle strutture sportive. Gli impianti infatti sono le fondamenta per la crescita di un movimento nel suo complesso: qui ai Castelli ci sono delle punte di eccellenza anche in questo senso, accanto a situazioni più critiche che noi attenzioniamo. Stiamo stimolando e lavoreremo al fine di impegnare la Regione Lazio a stanziare una somma ragionevole proprio per l’impiantistica sportiva. In alcune regioni si sono investite cifre di 15 o 16 milioni di euro in tal senso, il Lazio dovrà fare necessariamente la sua parte”.

Già il Coni sotto la sua guida ha provveduto e sta provvedendo a numerose riforme interne in termini organizzativi, pensiamo all’abolizione delle strutture provinciali ad esempio. Non crede che, soprattutto con la rivisitazione del sistema Istituzionale locale, sia necessaria anche una riorganizzazione degli organismi di governo dello sport sul territorio? Non crede ad esempio che la presenza di una Polisportiva per ogni comune possa essere superata da una Polisportiva dei Castelli Romani capace di gestire più armonicamente l’intero sistema?

“Certamente occorre superare i campanilismi e le storture del sistema odierno: il proliferare delle società di una medesima disciplina nella stessa città, non di rado a causa di litigi tra dirigenti, sono un danno per la competitività agonistica ed economicamente spesso non sopravvivono più dello spazio di un mattino. I rischi di personalismi e contrasti tra Istituzioni e società sono tra i problemi più frequenti. Condivido la necessità di superare i campanilismi ma, più che la scomparsa delle Polisportive comunali, pensiamo alla creazione di un organismo superiore di coordinamento che metta in rete le Polisportive stesse e le loro risorse. Qui ai Castelli Romani il Coni ha istituito proprio a tal fine, e ne potenzierà via via gli strumenti, un Osservatorio Permanente sullo Sport“.

Oltre a ciò come pensa il Coni di poter gestire e superare le problematiche da lei elencate?

“Io credo che si debba arrivare ad un più armonico sviluppo delle discipline sul territorio. Quando parlavo di campanilismi mi riferivo alla presenza di società gemelle in tutti i comuni: su 17 città castellane abbiamo una ventina di società di pallavolo, altrettante di basket, una decina di calcio a cinque e via dicendo. Io credo che una seria programmazione potrebbe prevedere una più incisiva focalizzazione disciplinare per ogni città. Se a Grottaferrata ad esempio esiste una eccellenza nel basket, allora quella realtà sarà il punto di riferimento per tutti i Castelli in quello sport. Se Marino o Genzano lo sono per la pallavolo lo stesso e via così per tutti gli sport. Solo così credo si potranno raggiungere risultati importanti diminuendo costi”.

Se dovesse dire un solo punto su cui immediatamente il Coni punta per il miglioramento delle strutture sportive su questi territori cosa ci direbbe?

“Senza dubbio i Pratoni del Vivaro. Quella è una risorsa da rimettere in carreggiata, su cui lavorare per farla tornare a splendere. Quella struttura non è valida e da recuperare soltanto per le discipline equestri come centro federale, ma andrebbe messa a disposizione per un progetto multidisciplinare che farebbe fare un netto salto di qualità a tutti i Castelli Romani, sportivamente intesi e non solo”.

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