Vittorio Sgarbi racconta Michelangelo

Al teatro Olimpico fino al 18 Marzo 2018 un imperdibile viaggio tra vita e opere di Michelangelo Buonarroti. Ce lo racconta la nostra Jessica Petrangeli

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Dopo lo straordinario successo dello spettacolo teatrale “Caravaggio”, Vittorio Sgarbi è ora in tournée con una nuova e inedita esplorazione. L’eclettico critico d’arte infatti indaga con ragione e sentimento l’universo “MICHELANGELO”, in scena al Teatro Olimpico dal 15 al 18 marzo 2018 nelle uniche date romane. La stupefacente arte di Michelangelo Buonarroti si fa palpabile alle molteplicità sensoriali, attraversate dal racconto del Professore, contrappuntate in musica da Valentino Corvino (compositore, in scena interprete), assieme alle immagini rese vive dal visual artist Tommaso Arosio. Viene così  ricomposto un periodo emblematico ed imprescindibile dell’arte, unico, talmente grandioso che ancora oggi influenza il nostro vivere quotidiano. Punto di partenza di questo sorprendente spettacolo di immagini e parole, è la Pietà, una delle opere più riconosciute di Michelangelo da cui Sgarbi prende spunto per iniziare un viaggio che arriva fino ai nostri giorni. Con il suo racconto permette anche allo spettatore più inesperto, di conoscere eccezionali opere moderne, come la rivisitazione della Pietà di Jan Fabre. Non mancano richiami all’ attualità, alla politica e alla società, dal caso Asia Argento, all’Expo, fino ad un parallelismo crudo e quanto mai realista, tra cristianesimo e islamismo, che il critico fa con una tale intelligenza e una tale ironia,  spesso spietata, da riuscire a catturare l’ attenzione del pubblico per due ore e mezza, tra risate, riflessioni e critica. Vittorio Sgarbi riesce a sdoganare quelle che sono divenute negli anni verità assolute, ci presenta l’ arte e la vita da un punto di vista differente e permette allo spettatore di osservare le cose per ciò che realmente sono, e non per quello che pensiamo siano. Un esempio fra tutti è l’ urlo di Munch di cui il critico non riconosce la grandezza che invece il mondo acclama: poche pennellate sbiadite e il primo piano di un viso che dovrebbe esprimere dolore e solitudine, dal quale invece non trapela nessun tipo di sentimento, tanto meno quello di un uomo che si ritrova solo e privo di certezze. Ed ecco che il Rinascimento viene riconosciuto come l’ epoca delle certezze e del futuro, mentre il nostro millennio, nato con un vento di distruzione e morte, ha dato il via al secolo della paura e della fragilità dell’ uomo. Molte digressioni e un unico punto fermo: il genio di Michelangelo. E’ grazie a lui che Sgarbi spiega allo spettatore come la fotografia rappresenti la morte, perché ferma un attimo che andrà a morire, mentre la pittura è vita, perché rappresenta qualcosa che rimarrà in eterno; e ancora, la differenza tra scultura e pittura, quale ha un peso maggiore nell’arte e dove Buonarroti ha espresso al meglio il suo talento? Il meraviglioso viaggio nella vita dell’ artista termina con la rappresentazione del creazionismo, la Creazione di Adamo, emblema della Cappella Sistina, realizzata nel primo decennio del cinquecento. A questo grande artista hanno  guardato in molti anche negli anni successivi: Caravaggio, l’autore più lontano da Michelangelo, impara da lui 100 anni dopo: rivoluziona l’ immagine dell’ ideale nel reale, una delle prime impressioni della modernità che rappresenta la realtà. Sempre da lui, da Michelangelo, viene il manierismo nato con Vasari: un vento di follia che però non può fare a meno di quel genio creativo, anche se c’ era l’ intento continuo di differenziarsi ed eluderlo. Ci ricorda Sgarbi, a tal proposito, che anche Michelangelo stesso è stato vittima in una fase della sua vita di se stesso e della sua arte; spesso, ai grandi, succede. In quanto alla pittura, possiamo affermare che si ferma proprio fino a Caravaggio, quando si torna a guardare di nuovo la realtà; un autore talmente forte a detta del critico, da annichilire i dipinti di Michelangelo negli affreschi della Cappella di Santa Maria del Popolo. Le riflessioni sul cinquencento e sulla grandezza dei suoi artisti, vedono Sgarbi affermare che osserviamo gli autori di quel periodo storico proprio come osserviamo i nostri contemporanei e che la pittura formale e astratta di Pollok, non ha assolutamente nulla di nuovo rispetto ad un Tiziano, già molto avanti in quanto a tecnica, creatività e sensibilità. Al termine di questo lungo ed emozionate spettacolo sulla vita e le opere di Buonarroti, fatto di parole, musica e colori, ci rendiamo conto di una grande verità: se qualcuno avesse il dubbio che Dio esista, Michelagelo ci dimostra che Dio c’è. 

In scena al Teatro Olimpico di Roma:

Giovedì 15 marzo ore 21.00; Venerdì 16 marzo ore 21.00; Sabato 17 marzo ore 21.00; Domenica 18 marzo ore 18.00.Biglietti da euro 15,50 a euro 39,00

INFO biglietti: 

BOTTEGHINO TEATRO OLIMPICO, P.zza Gentile da Fabriano 17 Orario botteghino: tutti i giorni 10.00-19.00

Tel. 063265991/ E-mail: biglietti@teatroolimpico.it

VENDITA ONLINE: www.teatroolimpico.it

 

 

 

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