Vivisezione no grazie

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Vivisezione fotoA Pomezia l’industria farmaceutica Menarini ascolta gli animalisti. L’Unione Europea ferma la sperimentazione animale per i cosmetici ma nell’Europa dell’Est migliaia di cani vengono uccisi nell’indifferenza.

Dopo la manifestazione del 2 marzo davanti alla fabbrica della morte Menarini, gli animalisti di tutta Italia hanno ottenuto una piccola vittoria: gli 8 beagle destinati alla vivisezione nell’industria farmaceutica di Pomezia sono salvi. Ora sono nelle mani di associazioni e di privati che li accudiscono. Questa è una piccola goccia nell’oceano dei maltrattamenti verso vittime innocenti che non hanno colpe e senza le quali l’essere umano, finora, non potrebbe vivere. Finora perché le cose stanno lentamente cambiando, in particolare grazie allo stop dell’Ue sulla sperimentazione animale per i cosmetici, segnale di un primo grande passo a favore dei nostri amici a quattro zampe.
“Sappiamo che non è finita qui con la Menarini – ha dichiarato Walter Caporale dell’associazione Animalisti Italiani e consigliere regionale dell’Aquila – l’azienda spera che adesso i riflettori si siano spenti e che distogliamo l’attenzione per continuare la nostra lotta altrove, invece noi proseguiremo a monitorare che in quel luogo nessun altro cane o animale entri. La vivisezione deve essere abolita perché i metodi alternativi ci sono e affinché cani, gatti, scimmie, topi e conigli non soffrano più dentro i laboratori”.
Nella maggior parte dei casi gli animali vivisezionati non vengono nemmeno anestetizzati e la sofferenza che provano non è in alcun modo immaginabile. Gli Stati Uniti stanno portando a termine un esperimento che su approvazione dello Stato potrebbe rivoluzionare il sistema della sperimentazione per testare i farmaci. Donald Ingher, un bioingegnere dell’Università di Harvard e fondatore del Wyss Institute di Boston, ha messo a punto un dispositivo che riproduce fedelmente il polmone umano, compresa la capacità di respirare, come se fosse a tutti gli effetti vivo. É composto da uno strato di cellule di alveoli polmonari e uno di cellule di vasi sanguigni attraversati da due microcanali dove circolano, separati, aria e sangue. Attraverso un processo che simula appieno quello dell’essere umano, il dispositivo riproduce la meccanica dell’inspirazione-espirazione. Un’alternativa sicuramente più attendibile del polmone di un topo o di un altro animale, lontano dall’essere simili a noi.
L’Italia, nonostante sembri un Paese, a parità degli altri, molto animalista, deve ancora fare passi da gigante perché il regno animale venga tutelato e affinchè le leggi esistenti vengano davvero applicate nei più svariati settori, come quello degli allevamenti intensivi; ma ci sono Paesi dove accadono cose che agli occhi di noi italiani sono terrificanti e insensate. Pensiamo allo sterminio dei cani in Ucraina. In questa strana nazione si sta permettendo l’uccisione dei randagi per le strade, dove non vengono risparmiati né i cuccioli né i cani sterilizzati. Per le strade sono in azione i cosiddetti Dog Hunter, i cacciatori di cani, che armati di fucile e senza pietà hanno ucciso più di 250.000 cani in meno di tre anni. Gli Europei di calcio di quest’estate avevano acceso i riflettori, ora si sono spenti e nel silenzio tantissimi cagnolini stanno morendo, anche mentre state leggendo quest’articolo. É tempo che l’Europa faccia qualcosa e metta fine a questa strage.

di – Silvia Dragone

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