Wir Sind Jung. Wir Sind Stark: Resoconto di una strage

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Wir Sind Jung. Wir Sind Stark

wir sind jung. wir sind starkIl regista Burhan Kurbani, cresciuto in Germania ma di origini afgane, è protagonista di una delle anteprime mondiali della nona edizione del festival Internazionale del Cinema di Roma: Wir sind jung. Wir sind stark (We are young, we are strong). Il film è la seconda opera del regista contemporaneo tedesco, premiato alla 60a Berlinale con il suo lungometraggio d’esordio Shadada. La pellicola, sociale e progressista, presentata la Festival, è un vero e proprio resoconto storico di quello che accadde nell’agosto 1992 a Rostock, città tedesca dell’ex Germania orientale affacciata sul Mar Baltico. A pochi anni dalla caduta del muro di Berlino, nella neonata Germania riunita, si accesero sommosse di impronta neonazista contro gli immigrati richiedenti asilo. I neonazisti  guardavano con nostalgia a Hitler: animati da odio xenofobo, incendiarono un centro di accoglienza in cui risiedevano 150 rifugiati vietnamiti,  scatenando scontri violenti con la polizia. Temi centrali della pellicola, quindi, la violenza e l’intolleranza xenofoba.  Le prospettive attraverso cui sono raccontati gli avvenimenti sono tre: quella di Stefan e dei suoi amici, giovani e invincibili eredi del credo hitleriano, quella di Lien, giovane vietnamita trasferitasi in Germania, e infine quella di Martin, padre di Stefan e ambizioso politico. Attraverso tre punti di vista diversi, il regista ripercorre le vicende che portarono alla “notte del fuoco”, facendo luce su un momento critico della storia tedesca, la fase di transizione che seguì la riunificazione delle due Repubbliche, quando il vuoto di potere e ideologia favoriva il diffondersi di movimenti di estrema destra.   Notevole l’interpretazione dei giovani attori, Joel Basman, Saskia Rosedhal, Trang Le Hong, ricchi i movimenti di macchina, particolare la fotografia e la scelta dei colori.

In conferenza stampa, alla presenza del regista e del cast, c’ è chi accosta Kurbani a Thomas Heise, regista tedesco che sin dagli anni Settanta ha realizzato diversi documentari sulla cultura e sull’apparato burocratico della Germania Est, testimoniando il passaggio dalla Repubblica Democratica Tedesca alla riunificazione e catturando l’attenzione della critica nazionale e internazionale.  Grazie a un’attenta analisi politica, sociologica e storiografica, Heise ha messo in luce la complessità e la contraddittorietà di un paese ancora in fase di ricostruzione. Lo stesso sembra fare Kurbani, dando voce ai personaggi di un film – documento di un’epoca.

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