Tragedia sfiorata ad Ariccia. Ancora un tentativo di suicidio da parte di una donna, salvata mentre stava tentando di buttarsi dal Ponte Monumentale di Ariccia, da una coppia di passanti.
Raccogliamo la testimonianza di Fabio Vecchioni, uno dei due passanti che si trovava lì per caso e ha salvato la signora:
“Mentre rientravo con la mia compagna dalla nostra camminata e ci accingevamo ad attraversare il Ponte di Ariccia, intorno alle ore 12.30 di ieri (sabato 22 aprile ndr) abbiamo scorto una persona che con fare sospetto era a cavalcioni del parapetto versante Parco Chigi del Ponte Monumentale. La signora vedendo arrivare prima di noi una coppia di adolescenti, sentendosi osservata stava traccheggiando dal completare il suo proposito suicida”.
Cosa è accaduto poi?
“Questo comportamento mi ha fatto subito capire che qualcosa di tragico stava per avvenire. La ragazza che osservavo da 5 metri con il cappuccio abbassato ed il volto chino era straziata da un pianto che mi ha fatto subito capire che la situazione che si stava prefigurando era drammatica. Mi sono avvicinato a lei con delicatezza cercando di farle capire che ero lì per aiutarla. L’ho presa sotto braccio e l’ho portata lontano dal pericolo nell’area del Parco dei Caduti di Guerra.
La ragazza era devastata dalla sofferenza, legata maggiormente alla perdita del lavoro causa covid e ad ovvie ragioni economiche ad esso annesse. Ma quello che mi ha colpito era la devastazione psicologica in cui si trovava, tant’è che l’ho persuasa e spero convinta a farsi dare una mano.
Anzi approfitto di questa occasione per chiedere, penso a nome di tutta la comunità visti gli ultimi accadimenti, che ci sia molta più attenzione su un aspetto sottovalutato di questa pandemia, quello del disagio sociale. Molta gente non chiede aiuto ne si cura perche ha paura di farlo e tra un po’ conteremo più morti non di covid, ma a causa del menefreghismo che c’è nei confronti dei più emarginati.
Chi arriva a tentare un gesto del genere è silente e spesso ci sono poche avvisagle che facciano capire cosa una persona sia capace di fare.
Ringrazio il destino che mi ha fatto trovare in quell’istante sul posto ed il mio intuito che mi ha permesso di allarmarmi e di capito subito la situazione .
Ora però serve che le Asl, i comuni, i consultori si muovano per tempo ed in modo efficace per assistere questa marea di positivi al “volerla farla finita!”



















