Tris di artisti alla GAM di Roma

La Galleria capitolina ospita un “gradito ritorno” e due importanti creativi per raccontare uno spaccato dell’epopea futurista

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Tris d’artisti per raccontare un “gradito ritorno” e una parte ancora inedita dell’epopea futurista attraverso due dei suoi protagonisti, uno più famoso, l’altro da scoprire meglio: Prampolini e Peruzzi.

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Un tris d’artisti che, oltre a Crocetti, sarà visitabile alla Galleria d’Arte Moderna di Roma fino a dopo l’estate.
Infatti, chiuderà i battenti il prossimo 14 gennaio, il “Laboratorio Prampolini. Taccuini, disegni e progetti inediti”, un’esposizione concepita come progetto inclusivo (oltre che esclusivo…) che vuole riportare l’attenzione sul multilinguismo di Enrico Prampolini, nel periodo di maggiore successo (dagli anni Trenta ai Cinquanta del Novecento).
Sperimentatore convinto e prolifico; occupa un posto a sé nel panorama europeo dell’arte astratta, e, qui, le sue visioni oniriche sono documentate sin dallo stato primigenio (attraverso i taccuini), assieme ai progetti architettonici, le scenografie per i teatri più noti (fra cui il San Carlo di Napoli), gli schizzi, le attività di critica, diversi documenti inediti e tracce dell’insegnamento.
Quella su Prampolini, a cura di Alessandra Cappella, Claudio Crescentini, Flavia Pesci, Federica Pirani, Gloria Raimondi e Daniela Vasta, è un’esplorazione nell’universo immaginifico e variopinto di un pittore tout court, di cui, per l’occasione, si è voluto

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sottolineare il carattere laboratoriale e interdisciplinare, passando per un allestimento “di genere”, che strizza l’occhio ai materiali riciclati, con didascalie in cartone e teche che profumano di legno.
Tutto, mentre si rafforza il suo percorso visivo d’avanguardia, con l’accento posto sul lavoro quasi febbrile che, dai bozzetti per gli spettacoli, porta agli articoli redatti: il visitatore ha l’impressione di poter sbirciare dentro la bottega; da uno squarcio nel sipario; di aggirarsi nel backstage di un film, prima di girare…
Quanto esposto proviene dalle tante donazioni degli eredi alla Sovrintendenza Capitolina (dagli anni ‘90 al 2023), assieme, ça va sans dire, a dipinti da varie collezioni pubbliche italiane.
Con Prampolini, e fino al 15 ottobre 2023, ci sarà il livornese Osvaldo Peruzzi (e il suo “Splendore geometrico futurista”) di cui la GAM già ospita la nota “Aeropittura” del ’34. Gli altri suoi lavori, raccolti per l’evento (circa 30, fra disegni e documenti mai esposti), grazie a Massimo Duranti e Andrea Baffoni, spiegano le nuove teorie estetiche futuriste, ponendo l’accento sulla sua figura, decisamente sottovalutata, nel panorama artistico degli anni Trenta. Alla GAM sono in dialogo con altri futuristi, in un interessante gioco di rimandi nell’ambito della cultura romana d’inizio Novecento. Grazie alla volontà della famiglia, oltre ai dipinti, anche un gruppo di 12 disegni, comprendenti cinque cartoline postali, con disegni sul retro, oggi all’Archivio di Stato di Milano.
Ultima, ma non per importanza, la scultura di Venanzo Crocetti, “L’allieva di danza”, che ritorna alla Galleria di via Crispi dopo oltre due anni di accurato restauro (da parte dei tecnici dell’ICR con i Laboratori di Diagnostica per Immagini in Emergenza ed Urgenza-Dipartimento di Scienze Radiologiche, Oncologiche ed Anatomopatologiche del Policlinico Umberto I-Sapienza Università di Roma, il Museo Fondazione Crocetti e la GAM). L’opera, acquistata nel 1960 dal Comune di Roma, dopo l’VIII Quadriennale d’Arte, rappresenta una delle prime sculture di grande formato del maestro, dedicate a un tema che già compare in vari bozzetti degli anni Quaranta e che, presto, diventerà ricorrente nella sua produzione, come in quella d’altri.

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I curatori, Claudio Crescentini, Carla Ortolani e Livia Sforzini, infatti, l’hanno posta in pendant proprio con la “Bambina seduta” di Giacomo Manzù: i corpi adolescenziali delle due ragazze si riflettono l’uno nell’altro, colti in un momento di riposo.
Per le tre esposizioni, percorsi dedicati all’accessibilità, disegni a rilievo e visite tattili gratuite per quanti con disabilità visiva.
Le mostre sono promosse da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali; organizzazione: Zètema.
Info: www.museiincomuneroma.it; www.galleriaartemodernaroma.it

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