Il “Barocco Globale” di Roma

Alle Scuderie del Quirinale, una mostra racconta la sempiterna vocazione cosmopolita della Città Eterna, tra cristianità e fascino esotico

0
597

A guardar bene, in tanti – quasi nessuno – si è sottratto all’appuntamento alle Scuderie del Quirinale per contribuire al racconto della sempiterna vocazione cosmopolita di Roma. Ci sono ambasciatori e belle tentatrici, botanici e missionari a narrare di una città da sempre “crocevia”: di genti, soprattutto, di processioni e di feste celebrate in maniera pagana, poi diventate leggendarie, come il Carnevale.

“Barocco globale. Il mondo a Roma nel secolo di Bernini”, inaugurata dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dal principe Alberto II di Monaco, a cura di Francesca Cappelletti (direttrice della Galleria Borghese) e Francesco Freddolini, propone diverse storie che ritraggono una Roma colta e universale, snodo cruciale di una complessa rete di rapporti; “l’unico luogo dove qualunque forestiero era casa”; il “centro del mondo” dell’epoca, in cui le identità si toccavano, sovrapponendosi e amalgamandosi. Una Città-scenario dell’estro dei geni del tempo, non esente da contraddizioni, che, per l’occasione, riflette sul senso stesso della sua affermazione in un contesto così ampio.

Cento opere, esposte fino al 13 luglio 2025, in un percorso dove – tra vivido impatto visivo e rigoroso impianto scientifico -, ognuna suggerisce un accadimento, mentre, nell’insieme, esplorano un tema centrale del presente: la globalizzazione.

Sculture, dipinti, mappe e oggetti (anche etnici, fra cui la splendida maschera di Yacatecuhtli) e alcuni straordinari paramenti liturgici, ricamati con piume di uccelli, (come la Mitra di San Carlo Borromeo) riportano di potenti, di Santi, di artisti e di funzionari imperiali, il cui sguardo apre alla complessità delle interazioni transculturali. Già 400 anni fa, infatti, la Capitale era tutt’altro che isolata: sì cuore spirituale della cristianità, ma pure bivio vibrante di lingue e visioni del mondo; un palco su cui i viaggiatori riferivano – e ascoltavano – storie…

Al centro del progetto artistico, il ruolo della Chiesa e della diplomazia, perché il “Barocco Globale” è strategia di comunicazione, negoziazione e teatro politico.

La mostra si sviluppa in sezioni che approfondiscono i molteplici volti della città, esprimendo un ricco mosaico concettuale, che discute la visione “eurocentrica” del nel XVII secolo, rivelando un’epoca profondamente segnata da relazioni transcontinentali: Roma non solo accoglieva, ma integrava l’altro (talvolta, lo celebrava), plasmandolo a suo modo. Le opere qui raccolte proiettano, perciò, lo spettatore in una Storia che attraversava confini culturali, politici, religiosi e, al contempo, convergeva dai Papi, alle loro “corti”.
Bernini, Pietro da Cortona e Poussin (per citarne alcuni) sono l’“espediente” per entrare in mondo multietnico, in cui era “normale” dialogare con il Giappone, la Persia, l’Africa e il Nuovo Mondo.

Durante il Barocco, la Città eterna era disseminata di luoghi per stranieri e di comunità internazionali; con le missioni circolavano i saperi e, non è un caso, che il percorso espositivo si apra con il busto dell’ambasciatore del Congo, Antonio Manuel Ne Vunda, morto a seguito del suo incredibile viaggio verso Roma, e qui sepolto, per volere del Papa, in Santa Maria Maggiore (il prestito, per l’evento, è stato autorizzato espressamente dal defunto Papa Francesco, e l’opera restaurata da Ales S.p.A.), tributandogli l’onore di un monumento funebre in un luogo sacro, come accadeva per l’aristocrazia locale.

Le sale lasciano spazio alle opere (tante davvero meritevoli e esposte con uno sguardo ricercato) senza cercare la spettacolarizzazione; le luci sono soffuse; il racconto si apre su più piani e come in Rete, ognuna è piena di rimandi a altri link.

Le iconografie, infatti, non sono mai neutre, e, se si ha tempo, si possono ascoltare le “voci” che si intrecciano, aiutando a riflettere sul fatto che, lì fuori, Roma è ancora piena di quelle tracce, che furono – e sono – all’origine della sua Grande Bellezza.

Tra le iniziative parallele, l’apertura della Sala dei Corazzieri, con lo straordinario ciclo di affreschi del 1616 di Tassi, Lanfranco e altri (prenotazione obbligatoria a: https://palazzo.quirinale.it/mostre/2025_mondo-roma/mondoroma_home.html) Info: www.scuderiequirinale.it