
“Come in ogni campagna elettorale che si rispetti non poteva mancare la bagarre sull’urbanistica; il che a Marino ha più che ragione di essere trattandosi della causa principale del decadimento del nostro paese sotto i profili, ambientale, culturale, turistico, quindi commerciale e artigianale – inizia così la nota di Marco Rapo, candidato sindaco di Azione Cittadina. In tale contesto è pertanto normale che ogni formazione politica ne dia un’interpretazione a se favorevole e quindi volta ad evidenziare le responsabilità altrui. È quanto accaduto con le ultime prese di posizione, da quelle che hanno ribadito fermamente la illegittimità dell’attuale P.R.G. ad alcune invero anche simpatiche e goliardiche. In particolare i riflettori sono accesi sulla zona così detta del Divino Amore perché interessata da un Piano di espansione residenziale per milioni di metri cubi ed al quale corrisponderebbe un insediamento di oltre 10.000 abitanti, laddove andrebbe sempre ricordato che l’originaria pianificazione prevedeva solo una a limitata ma utilissima zona artigianale in prossimità delle aree già compromesse. Partendo dall’assunto primario ed incontestabile che la volontà di cosa realizzare sul territorio comunale dipende esclusivamente dall’Amministrazione locale, un’analisi che non miri a confondere sulle responsabilità nel nostro paese deve pertanto evitare lo scaricabarile sulla Regione Lazio, anche perché trattasi di organo ora amministrato dal centrosinistra ma che succede al centrodestra. E siamo al punto: a Marino il territorio è stato devastato da un P.R.G. che sembra aver viaggiato col pilota automatico perché nonostante l’alternarsi di Amministrazioni locali di centrodestra e centrosinistra, esso è stato sempre mantenuto, in alcuni casi addirittura protetto quando messo in discussione, fino alla sua attuazione ormai per buona parte inarrestabile. Quello adottato nel 2004 dal centrosinistra – continua Rapo – è infatti quello pensato e voluto dalla precedente Amministrazione di centrodestra e che ha viaggiato dritto dritto fino ai nostri giorni. Quindi troppo semplice e politicamente scorretto nei confronti dei nostri concittadini dire oggi, come fà l’attuale Amministrazione di Palazzo Colonna, la responsabilità è di Zingaretti perché – dicono – potrebbe annullare o revocare alcune delle delibere della Giunta Polverini. Non solo perché trattasi di azioni a mio avviso tutte ovviamente da verificare e che a Marino evocano vecchi gravissimi ed accertati errori, ma soprattutto perché a voler continuare la banalizzazione si potrebbe rispondere chiedendo come mai il centrodestra marinese non mosse la stessa contestazione all’allora Presidente delle Regione a trazione centrodestra? E così, beninteso, sarebbe possibile fare ulteriormente ma altrettanto inutilmente a ritroso nel tempo. Stando quindi ai fatti e alle azioni possibili, la verità è un’altra. Se, cioè, come è, l’indirizzo di qualsiasi politica sul nostro territorio lo può decidere unicamente il Comune e se il centrodestra asserisce adesso in campagna elettorale di essere sensibile all’ambiente, perché ha sempre votato contro le mie mozioni con le quali sin dal 2006 chiedevo l’avvio dell’iter per giungere alla adozione di una Variante per un nuovo P.R.G. diminutivo della capacità edificatoria in generale e rispettoso dell’ambiente, zona del Divino Amore espressamente compresa? La risposta è molto semplice. Non lo ha fatto perché non aveva e oggi ha dimostrato ancora di non avere quell’interesse, tanto che ha dato un’attuazione spregiudicatissima di quella pianificazione già sbagliata, anticipando nel tempo la devastazione del territorio, consentendo l’edificazione ben oltre qualsiasi sviluppo demografico, come è testimoniato dal mare di invenduto, ben oltre la flessione dovuta a quella generale del mercato immobiliare. Ecco perché credo che oggi sia inutile e fuorviante continuare a divagare sull’argomento. Dovendo e potendo solo guardare avanti, la soluzione più semplice che dipenderà dalla nuova Amministrazione e quindi dai cittadini di Marino che la eleggeranno, sarà unicamente quella dell’adozione di un nuovo P.R.G., finalmente rispettoso dell’ambiente oltre che rispondente agli interessi della popolazione anziché degli speculatori, in contemporanea al recupero del Centro Storico, così inquadrando il processo di sviluppo in una precisa visione sistemica e con l’obiettivo di generare reazioni a catena identificabili in lavoro, commercio, turismo, cultura, infrastrutture e investimento. C’è bisogno, una volta per tutte, di un segnale tangibile per superare il passato e con esso le antiche diaspore della politica marinese che tengono bloccato il progresso del nostro paese. Questo è quanto auspico e che con Azione Cittadina mi prefiggo di realizzare – conclude il candidato sindaco – non appena al governo insieme alla coalizione di centrosinistra.”
















