Senza ombra di dubbio si tratta di uno dei più importanti complessi archeologici romani di età Repubblicana.
L’Area Sacra di Largo Argentina è una piazza lastricata di travertino al cui interno sono presenti tracce del portico delle cento colonne, e di un grande basamento in tufo dai resti delle fondamenta della Curia di Pompeo, luogo leggendariamente famoso perché, alle Idi di marzo (il 15 del 44 a.C.), l’imperatore Giulio Cesare fu pugnalato a morte dai congiurati, “quoque” dal figlio Bruto.

Oggi, la zona è stata finalmente musealizzata grazie a un sistema di passerelle sopraelevate che permetteranno l’accesso ai visitatori della Città Eterna che qui potrà rivivere i suoi fasti: un intervento di circa un milione di euro finanziato dalla maison Bulgari (non nuova a tal genere di iniziative). Si potrà andare a spasso tra le rovine, facendo un tuffo nella storia per ammirare vis-à-vis i resti di quattro templi (denominati con le prime quattro lettere dell’alfabeto), magari accompagnati dai veri “padroni di casa”: gli ospiti della colonia felina più famosa al mondo, le cui cuccette non sono state portate via dal recente restauro.
“In verità, da tempo, questo gioiello è noto ai romani e ai turisti, ma senza poter essere pienamente apprezzato”, ha chiarito Jean-Christophe Babin, amministratore delegato del Gruppo Bulgari.
Un gioiello, che annovera il tempio di Iuno Giuturna (una ninfa delle fonti); quello in onore di “Aedes Fortunae Huiusce Diei” (della Fortuna del Giorno Presente); il tempio dedicato a Feronia, un’antica dea italica della fertilità, e quello per i Lari.
Grazie a questi interventi sarà dunque finalmente riportato al centro della vita culturale di Roma? Oggi, la visita all’Area Sacra di Largo Argentina parte dalla torre del Papito (con la biglietteria e uno spazio espositivo nel portico esterno, che ospita una selezione dei reperti dagli scavi e dalle varie demolizioni: frammenti di epigrafi, decorazioni e due teste di statue colossali); proseguirà attraverso un sistema di percorsi verticali e orizzontali interni, su passerella, dove non esistono dislivelli.

Camminamenti in quota; strutture messe in sicurezza; illuminazione serale a LED colorati: ora ci si potrà portare dentro al monumento; apprezzarne le stratificazioni architettoniche, i dettagli e i materiali.
Tutto, con l’ausilio di una pedana elevatrice a cabina aperta, per consentire l’accesso anche agli utenti diversamente abili, nella convinzione che la praticabilità di questi siti debba essere universale.
Il percorso parte da via di San Nicola de’ Cesarini, e poi, per raccontare al meglio questa storia secolare, tante foto e diversi pannelli illustrativi con testi in italiano e in inglese. E per gli ipovedenti e non vedenti, due grandi riquadri in braille con le informazioni sul complesso e la lettura tattile di due reperti scansionati in 3D.

“Il prezioso lavoro di restauro ha consegnato a Roma e al pubblico mondiale un’area dal valore immenso”, ha commentato il sindaco capitolino, Roberto Gualtieri.
Il sito è aperto dal martedì alla domenica (dall’ultima domenica di ottobre all’ultimo sabato di marzo, 9.30-16; dall’ultima domenica di marzo all’ultimo sabato di ottobre, 9.30- 19) e le tariffe variano dai 3 ai 5 euro.
Info e prenotazioni, 060608; prevendita obbligatoria sul sito: www.sovraintendenzaroma.it (max 5 biglietti per volta).




















