“Eccellenze Reverendissime,
mi permetto, con umiltà e rispetto, di rivolgermi a Voi attraverso il mezzo della carta stampata.
È una scelta che non nasce da un desiderio personale, ma dal sentire condiviso di molti miei concittadini di Monte Compatri, che oggi guardano a Voi come pastori e guide, accogliendo e rispettando il Vostro magistero.
La nostra comunità ha ricevuto in dono, attraverso la secolare tradizione della Santa Chiesa, la figura di San Giuseppe, Sposo della Beata Vergine Maria, quale Santo Patrono. Ogni 19 marzo celebriamo con fede e devozione questa solennità, non solo come evento liturgico, ma come momento fondante della nostra identità spirituale e comunitaria.
San Giuseppe, l’“Uomo Giusto”, si offre a noi non solo come Patrono, ma come esempio di obbedienza fedele, di silenziosa dedizione, di umile servizio. Un’obbedienza che non è mai cieca, ma illuminata dalla luce della fede e orientata a rendere gloria a Dio e alla Sua Chiesa Universale.
Eppure, mi sia consentito, Eccellenze, di esprimere una profonda amarezza.
In questi giorni, la celebrazione dei santi sembra sempre più piegata a logiche estranee alla fede, subordinate a dinamiche di visibilità e consenso. Domenica 4 maggio, proprio nel cuore delle novenali, a Monte Compatri è prevista una processione che, a molti, appare assumere più i contorni di una “passerella di sindaci”, accompagnata da una sagra popolare ormai slegata dalla sua originaria connessione con la festa di San Giuseppe, che non quelli di un autentico atto di culto.
Il rischio è grande: che la tradizione ceda il passo al non senso, che il culto diventi spettacolo, che la devozione si trasformi in idolatria, ridotta a mero strumento di “audience” o a “acchiappa-like”. Così facendo si rischia di offuscare la vera essenza del nostro Patrono, testimone silenzioso e fedele, figura di paternità e custodia.
Chiedo dunque alle Loro Eccellenze un intervento chiaro e deciso. Chiedo una parola di discernimento che possa illuminare la nostra comunità, preservando la purezza e l’autenticità della nostra fede e della nostra devozione al Santo Patrono. La nostra comunità ha già onorato San Giuseppe il 19 marzo con la Santa Messa Solenne presieduta dal Reverendo Padre Sunny, affidando alla sua intercessione la protezione su Monte Compatri.
Mi domando, con spirito di figlio, se abbia ancora senso, in questo tempo in cui la Chiesa, con i novenalia, si fa “orfana” del suo pastore visibile e prega lo Spirito Santo affinché guidi il Sacro Collegio all’elezione del nuovo Romano Pontefice, spingere verso manifestazioni che rischiano di svuotare il mistero e la grazia.
Con filiale reverenza e profonda stima,
” Scrive Massimiliano Baglioni
“Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità.” (Gv 4,24)




















