Dopo il primo giorno di voto referendario, in cui i dati dell’affluenza mostrano come l’obiettivo del quorum sia praticamente irraggiungibile, tra i promotori e sostenitori dell’iniziativa voluta dalla CGIL, da altre realtà associative e sostenuta dal Partito Democratico e dalla quasi totalità dei soggetti politici del “campo largo”, iniziano le analisi della sconfitta.
In molti casi più che di analisi si può parlare di veri e propri sfoghi, se non proprio invettive. E’ il caso di Marco Alteri, Consigliere Comunale di Albano Laziale, esponente di Identità e Bene Comune, la lista civica di diretta emanazione del Sindaco Pd Massimiliano Borelli, nonchè Presidente della Commissione Urbanistica a Palazzo Savelli.
Dopo qualche rigo di spiegazioni, Alteri definisce come “pezzi di merda”, coloro che hanno deciso di astenersi, non partecipando al voto. Una facoltà che ricordiamo essere prevista dalla Costituzione e dalla legge, in quanto in presenza di “quorum” si legittima automaticamente l’astensione come opzione per chi vuole far fallire i quesiti.
Se infatti in occasione dei primi referendum abrogativi in Italia, quelli promossi dal movimento radicale su divorzio, aborto, obiezione di coscienza e giustizia, erano i SI ed i NO a confrontarsi, col passare degli anni lo strumento referendario, per alcuni abusato su temi troppo settoriali, ha perso il suo appeal verso i cittadini e la partecipazione è diventato il vero tema in discussione.




















