A cura di Ilaria Solazzo
Dal futuro al presente: Jacopone da Todi all’Istituto Einaudi, dalla narrazione alla rielaborazione.
Non è stato un pesce d’aprile quello andato in scena il primo aprile a Todi, quando Jacopone da Todi ha simbolicamente “attraversato il tempo” dal suo iperspazio del futuro per tornare nella città da cui mancava dal 1306. Una presenza solo immaginata, ma resa concreta dalle pagine del libro “Ci sarà una volta… Jacopone”(Ci sarà una volta… Jacopone, Bertoni editore) e soprattutto dal lavoro degli studenti dell’Istituto Einaudi, protagonisti di un percorso didattico tra storia, letteratura e immaginazione.
Il progetto, ideato e coordinato dalla professoressa Daniela Patalini e dal professor Luca Montecchi, ha coinvolto quattro classi seconde dell’indirizzo AFM, CAT e Turismo (2A AFM, 2B AFM, 2A CAT, 2B TUR), per un totale di circa ottanta studenti. Da novembre 2025 ad aprile 2026, per un’ora settimanale, i ragazzi hanno lavorato sulla lettura e rielaborazione del romanzo storico-distopico di Andrea Carbonari, docente di Italiano e di lingue e letterature straniere in Germania.
Il risultato è stato un laboratorio creativo diffuso: presentazioni multimediali, graphic novel, playlist musicali, video e rappresentazioni simboliche che hanno reinterpretato la figura del frate tuderte in chiave contemporanea e futuribile.
Tra i temi affrontati, particolare attenzione ha suscitato il rapporto tra scienza e fede. La classe 2A CAT ha sintetizzato la riflessione con queste parole: “Più che una lotta, il rapporto tra fede e scienza è complesso: la scienza aiuta a comprendere il funzionamento del mondo, la fede a cercarne un significato più profondo”.
Yousef e Gianmarco hanno invece sviluppato una riflessione personale sul concetto di fiducia nella fede: “La fede non è solo credere che qualcosa sia vero, ma affidarsi. Significa accettare l’incertezza e riconoscere che non tutto può essere dimostrato o controllato”. Un’idea che richiama, per alcuni aspetti, il pensiero di Norberto Bobbio, che si definiva “immerso nel mistero” pur restando uomo di ragione.
Uno dei capitoli più discussi del libro è quello in cui Jacopone incontra i “morti ibernati”, esseri sospesi tra vita e tecnologia, in attesa di una possibile rinascita futuribile. Il tema ha stimolato un acceso dibattito tra gli studenti, che hanno richiamato il concetto di crioconservazione, oggi ancora privo di basi scientifiche concrete. Da qui la domanda: avrebbe senso risvegliare un individuo in un mondo che non può comprendere, senza legami, senza riferimenti, senza identità?
Accanto alla riflessione etica emerge con forza la figura del Jacopone francescano, portatore di un messaggio radicale di distacco dal materiale: “Il mondo è illusione e inganno; i beni materiali sono trappole; l’uomo è cieco perché si attacca a ciò che non dura”.
Il percorso ha toccato anche il tema della cosiddetta “follia” del frate, reinterpretata dagli studenti come forma di libertà: “La follia di Jacopone è un atto di suprema libertà e bene morale, superiore alla razionalità e al decoro della società civile”.
Non sono mancate contaminazioni con la musica contemporanea, da Caparezza ad altri artisti, né reinterpretazioni multimediali in cui Jacopone dialoga con i giovani di oggi. Alcuni gruppi hanno immaginato il frate in un futuro segnato da crisi ambientali e desertificazione, mentre altri hanno trasformato le pagine del romanzo in fumetti e graphic novel.
Il momento finale di confronto ha dato spazio alle domande degli studenti, spesso profonde e difficili, capaci di mettere in discussione i temi affrontati e di aprire nuovi interrogativi.
Lo stesso Andrea Carbonari, autore del felice romanzo che tanta presa ha fra i giovani ( prima dell’Einaudi, Jacopone era stato “invitato” alla Media Cocchi Jacopone in “visita” tra i ragazzi di una scuola media di Todi: intervista a una delle docenti che hanno collaborato al progetto – Corriere dello Spettacolo e al Liceo Jacopone da Todi, dove giornalisti in erba hanno realizzato un’intervista, apparsa poi in Jacopone da Todi: il frate che parla ai giovani – Sottob@nco , il giornalino del Liceo) ha espresso grande soddisfazione per il lavoro svolto: “Quando un testo diventa ipertesto, attraversando linguaggi audiovisivi, musicali e digitali, e genera nuove domande e riflessioni, significa che ha raggiunto il suo scopo. La scrittura torna così al suo senso originario: uno strumento per interrogare il mistero in cui siamo immersi. Questo lavoro dimostra che bisogna sempre avere fiducia nei giovani e nelle loro capacità di rielaborazione creativa”.
Un’esperienza didattica che ha trasformato la lettura in laboratorio di pensiero, dove la storia medievale di Jacopone da Todi si è intrecciata con le domande del presente e le ipotesi del futuro.
A completamento del percorso didattico, abbiamo posto alcune domande.
In cosa consiste il progetto che ha coinvolto l’Istituto Einaudi su Jacopone da Todi?
Il progetto ha previsto la lettura e la rielaborazione del romanzo “Ci sarà una volta… Jacopone” di Andrea Carbonari. Gli studenti, guidati dai docenti Daniela Patalini e Luca Montecchi, hanno lavorato per mesi su contenuti storici e distopici legati alla figura di Jacopone da Todi, trasformandoli in elaborati multimediali, grafici e creativi.
Quali strumenti hanno utilizzato gli studenti per reinterpretare il testo?
I ragazzi hanno realizzato presentazioni PowerPoint, graphic-novel, video, playlist musicali e rappresentazioni simboliche. L’obiettivo è stato quello di trasformare la narrazione in un vero e proprio ipertesto, capace di unire linguaggi diversi e contemporanei.
Quali temi hanno suscitato maggiore interesse tra gli studenti?
Tra i temi più discussi sono emersi: il rapporto tra scienza e fede, la riflessione sulla fiducia e sul significato della conoscenza, ma anche questioni etiche come la crioconservazione e il senso dell’identità umana in un futuro tecnologico e incerto.
Come è stata reinterpretata la figura di Jacopone da Todi?
Jacopone è stato visto non solo come figura storica e religiosa, ma anche come simbolo di libertà interiore e critica alla società materiale. Gli studenti ne hanno evidenziato la “follia” come forma di rottura rispetto alle convenzioni e come ricerca di verità più profonde.
Il progetto dell’Istituto Einaudi conferma come la didattica possa trasformarsi in un laboratorio creativo e interdisciplinare, in cui letteratura, storia e linguaggi informatici si intrecciano. La figura di Jacopone da Todi, riletta attraverso lo sguardo dei giovani, diventa così un ponte tra passato, presente e futuro, capace di stimolare domande, dubbi e nuove interpretazioni del mondo che cambia.





















