Lo scorso 16 giugno il Consiglio Comunale di Albano ha approvato all’unanimità una delibera di sospensione cautelativa per ogni nuova installazione e modifica di impianti di telecomunicazione nel territorio comunale, in attesa dell’adozione del nuovo Piano antenne.
“Nonostante tale provvedimento – dichiarano i Consiglieri Comunali di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Insieme per Pavona e Gruppo Misto in una interrogazione presentata all’attenzione del Sindaco e del Consiglio Comunale – in data 17 giugno risultano avviati i lavori per l’installazione di un traliccio in via di Valle Pozzo, a Pavona, con presenza di mezzi e operai sul posto. Ciò ha generato forte preoccupazione nella cittadinanza per il potenziale rischio sanitario, ambientale e paesaggistico, nonché per la presunta irregolarità dell’iter autorizzativo. in data 20 giugno – aggiungono i firmatari dell’interrogazione – il Dirigente del Settore Tecnico ha firmato un’ordinanza di sospensione urgente dei lavori per 60 giorni, al fine di effettuare verifiche sulla correttezza e completezza dei titoli autorizzativi rilasciati. Ad oggi non abbiamo evidenza che sia stato conferito incarico esterno con professionalità specifica, come deliberato nel consiglio comunale del 16 giugno per riesaminare la documentazione depositata dagli operatori per il sito di Valle Pozzo e Via I Maggio, anche per l’adozione di eventuali provvedimenti di autotutela, ove ne ricorressero i presupposti di legge, e del regolamento del PRAEET, con particolare rifermento alle relazioni tecniche depositate dall’operatore telefonico, per escludere la presenza di un’area preferenziale pubblica alternativa all’area privata identificata”.
Per questo i firmatari: Roberto Cuccioletta, Massimo Ferrarini, Federica Nobilio, Pina Guglielmino, Romeo Giorgi, Matteo Orciuoli, Giovanbattista Cascella, Marco Moresco, Laura Faccia e Simonetta Lucci, chiedono al Sindaco ed alla giunta: se l’Amministrazione intenda procedere con l’annullamento in autotutela delle autorizzazioni eventualmente rilasciate, laddove risultino carenze documentali, violazioni normative o difformità rispetto alle previsioni regolamentari; se sia stato affidato un incarico a un tecnico esterno qualificato (esperto in urbanistica, diritto amministrativo e impianti di telecomunicazione), per effettuare il riesame; se e quando sarà convocata una Commissione consiliare straordinaria per discutere pubblicamente della vicenda e della redazione del nuovo Piano antenne.




















