Il discorso del Sindaco di Velletri, Ascanio Cascella, in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna della Carità

"Eccellenza Reverendissima, Reverendi Padri, Confratelli dell'Arciconfraternita dell'Orazione e Morte, Autorità civili, militari e dell'ordine pubblico, carissimi concittadini, è con un'emozione profonda e un onore ancora più grande che, come Sindaco, rinnovo il secolare rito dell'offerta dei ceri a Maria Santissima, che la nostra Velletri venera con il titolo dolcissimo e impegnativo di Madre della Carità".

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“Eccellenza Reverendissima, Reverendi Padri, Confratelli dell’Arciconfraternita dell’Orazione e Morte, Autorità civili, militari e dell’ordine pubblico, carissimi concittadini, è con un’emozione profonda e un onore ancora più grande che, come Sindaco, rinnovo il secolare rito dell’offerta dei ceri a Maria Santissima, che la nostra Velletri venera con il titolo dolcissimo e impegnativo di Madre della Carità. Questo momento solenne, che affonda le sue radici nel cuore della nostra storia, quest’anno si carica di un significato ancora più vasto e profondo.

Pochi giorni or sono, il 26 agosto, la nostra amata città ha ricevuto il sigillo solenne di “Civitas Mariae. Non un semplice titolo, ma la proclamazione ufficiale di un’identità che da sempre scorre nel cuore civico e culturale di Velletri, un’identità forgiata da una devozione mariana che non è mai stata un capitolo accessorio, ma la trama stessa della nostra esistenza.

La celebrazione odierna, dedicata alla Madonna della Carità, è forse l’espressione più autentica di questa identità. La nostra memoria ci riporta al 1491, quando la comunità commissionò ad Antoniazzo Romano quella sacra immagine destinata a diventare un faro di speranza. Dal 1569, con la nascita della Confraternita, quel volto materno ha assunto per noi il nome di “Carità”, un nome che è insieme programma e vocazione.

Questa festa mariana, legata da secoli alla vendemmia, è profondamente radicata nella devozione dei nostri agricoltori, uomini e donne che dedicano la loro vita ai frutti della terra, trovando in Maria un sostegno e una guida. In un tempo di rapide trasformazioni sociali è nostro dovere custodire e tramandare questa ricorrenza religiosa e devozionale alle future generazioni.

Oggi, il titolo di Madonna della Carità e la proclamazione a “Civitas Mariae” si illuminano a vicenda, rivelando un unico, potente messaggio. Essere “Città di Maria” significa, per Velletri, essere innanzitutto “Città della Carità”. Lo spirito che anima la nostra comunità trova eco perfetta nelle parole stesse di Maria, nel suo cantico di lode, il “Magnificat”, riportato nel Vangelo di Luca. È un canto che non è solo preghiera, ma annuncio di un ordine nuovo fondato sulla giustizia e sulla carità:
“Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote.” (Lc 1, 51-53)

Questa è la carità che siamo chiamati a vivere: non una semplice elemosina, ma un impegno a rovesciare le logiche del mondo, a innalzare chi è umiliato, a saziare la fame di pane e di dignità. Come ci ha ricordato Papa Benedetto XVI nella sua enciclica “Deus Caritas Est”, la carità autentica non è uno strumento ideologico, ma è “un modo di rendere presente qui e ora l’amore di cui l’uomo ha sempre bisogno”.

In questo spirito, il mio pensiero e la gratitudine dell’intera Città si rivolgono, con rinnovata ammirazione, all’Arciconfraternita dell’Orazione e Morte. Da secoli, voi, Confratelli, siete l’incarnazione di questo Vangelo vissuto. La vostra opera, spesso silenziosa e nascosta, nel dare degna sepoltura a chi non ha nome né conforto, è la più alta espressione della carità. È un atto di amore puro, che non cerca ricompensa se non nella sua stessa gratuità, un esempio luminoso di cosa significhi tradurre la fede in servizio concreto verso il prossimo.

I ceri che oggi offriamo non sono dunque solo un simbolo della nostra devozione. Essi rappresentano un voto solenne, un impegno che, come Sindaco e come comunità, assumiamo dinanzi a Maria, “Mater Misericordiae”, Madre della Misericordia. Ci impegniamo a far sì che il titolo di “Civitas Mariae” non resti una pergamena da archiviare, ma diventi la bussola delle nostre politiche di prossimità, l’anima del nostro agire quotidiano. “Ubi caritas, ibi civitas”: dove c’è carità, lì c’è una vera città, una comunità viva e solidale.

La proclamazione a “Civitas Mariae” non è un punto d’arrivo, ma un nuovo inizio. È una chiamata alla responsabilità per ciascuno di noi. È l’invito a custodire il nostro patrimonio di fede e tradizioni per trasformarlo in energia per il futuro, per costruire una città che sia davvero casa per tutti, specialmente per i più fragili.

Che Maria, Madre della Carità, continui a vegliare su Velletri. Che la sua protezione materna illumini il nostro percorso e ci sostenga nell’impegno a costruire insieme una comunità sempre più giusta, fraterna e solidale, degna del nome che con orgoglio portiamo: Città di Maria.

Grazie a tutti”. Lo dichiara il Sindaco di Velletri Ascanio Cascella.