Un derby è sempre un derby. Una partita speciale, unica, dove non contano tanto le abilità tecniche dei singoli, quanto la passione, la “garra”, l’attaccamento alla maglia. Una gara che va oltre l’evento sportivo vero e proprio, ma abbraccia il senso di appartenenza di una comunità, il primato cittadino, l’occasione per rigiocarla ogni giorno tra tifosi al bar, negli sfottò tra amici, uniti su tutto meno che nella fede calcistica.
Ed il derby è uguale se giocato a San Siro, all’Olimpico o, come questo caso, al Palaromboli di Colleferro tra i superfavoriti del Città di Colleferro, con un roster composto da eccellenti giocatori di categoria e con uno dei più bravi allenatori del territorio in panchina e la Forte Colleferro, squadra e società che basa il proprio progetto sportivo sulla crescita dei giovani provenienti dal proprio vivaio. Uno sguardo alle liste e, partendo dagli anni di nascita, la Mission dei “Leoni” è confermata al 100%. Grande fair play in campo, altrettanto rispetto tra le panchine e i giocatori sul terreno di gioco. Questo è il futsal. Qualche scintilla in campo solo nel finale, ma fa parte delle tensioni proprie di ogni derby che si rispetti.
Alla fine vince Davide. Ogni tanto capita, ma anche questo è il futsal. La spunta alla grande la Forte Colleferro dei giovani. Abbracci e lacrime di felicità, mentre il tabellone del Palaromboli segna 6 a 0. Non ci credono ancora i ragazzi di Stefano Forte, con le maglie intrise di sudore, che si stringono felici ai loro tecnici, non ci credono i tifosi, non ci credono i giocatori del Città, che dovranno aspettare un girone intero la gara di ritorno per tentare di vendicarsi sportivamente e cercare di conquistare lo scettro dei più bravi.
Questo è il derby, a Milano come a Roma, a Torino come a Genova e, appunto, Colleferro. Un campionato nel campionato, un confronto che regala un senso ad una stagione intera. Un modo goliardico per sentirsi comunità, anche se su sponde contrapposte. È l’Italia dei campanili, è il calcio che unisce, anche quando apparentemente divide.
“Signori – come recitava Al Pacino – questo è il football!”

















