“Brividi a Km0”, la cultura che fa rete: Alberto Raffaelli e Segnalazioni Letterarie presenti alla kermesse

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Ci sono appuntamenti culturali capaci di andare oltre la semplice dimensione di un evento e di trasformarsi in autentici luoghi d’incontro, confronto e condivisione. La quarta edizione della rassegna dedicata al crime “Brividi a Km0”, organizzata da Sugarpulp (https://sugarpulp.it/) il 2 e 3 ottobre 2026 a Roma nella Sala Consiliare del Terzo Municipio (sulla piazza di Montesacro), ha rappresentato proprio questo: una kermesse nella quale libri, autori, lettori e operatori della cultura hanno trovato uno spazio comune, dando vita a un’atmosfera ricca di stimoli, emozioni e partecipazione.

A prendere parte all’iniziativa – ottimamente condotta da Danilo Villani e Giacomo Brunoro, menti e braccia di Sugarpulp – è stato anche Alberto Raffaelli, ideatore e promotore di Segnalazioni Letterarie (https://www.facebook.com/groups/segnalazioniletterarie/), community ormai consolidata nel panorama della divulgazione e della promozione culturale, capace di costruire nel tempo con i suoi quasi 49.000 membri una vera realtà di riferimento intorno al mondo dei libri e della lettura.

La presenza di Raffaelli e di Segnalazioni Letterarie ha portato alla manifestazione non soltanto il valore della promozione editoriale, ma soprattutto quella filosofia fondata sulla convinzione che la cultura sia di tutti e che la letteratura possa diventare uno straordinario strumento per creare relazioni, far circolare idee e mettere in comunicazione persone e sensibilità differenti.

“Brividi a Km0” ha così offerto l’occasione per incontrare autori, parlare di libri, condividere esperienze e respirare quella particolare energia che nasce quando la cultura smette di essere qualcosa di distante e diventa esperienza concreta, vissuta e partecipata. E lo ha fatto aggiornando la panoramica su un genere, il crime, che in tutte le sue declinazioni (giallo tradizionale, noir, thriller, cozy crime, legal thriller, true crime per citarne solo quelle più note) ha ormai acquisito un’indiscussa centralità sia nel canone letterario sia nella dimensione editoriale e quantitativa: sono ormai lontani i tempi in cui esso veniva considerato una tipologia testuale di seconda fascia, e oggi anzi viene inteso come lo strumento narrativo che consente la maggiore capacità penetrativa della realtà.

Per Segnalazioni Letterarie la partecipazione alla kermesse ha avuto una valenza plurima. Oltre che un omaggio al territorio nel quale la community è nata, appunto il Terzo Municipio di Roma (nei confronti del quale si pone sempre con un occhio di riguardo), con Sugarpulp si è scoperta una comunanza di sentire e di atteggiamento, all’insegna di un percorso costruito con costanza e passione: raccontare i libri, dare voce agli autori e contribuire alla diffusione della cultura attraverso una rete sempre più ampia di persone accomunate dall’amore per la lettura. Il tutto con un’efficace compenetrazione tra web ed eventi in presenza.

Nutrita la serie di ospiti, ciascuno dei quali moderato da un interlocutore: Antonella Di Fabio, Simona Teodori, Leopoldo Santovincenzo, Marco Proietti Mancini, Nora Venturini, Romano De Marco, Laura Marinaro (che col medico legale Pasquale Bacco ha parlato del caso Garlasco, ormai oggetto di narrazione pubblica come pochissimi altri nell’Italia repubblicana), Fabio Mundadori, Livio Frittella, il duo Flumeri & Giacometti, Michele Navarra, Paolo Zagari, François Morlupi, Paolo Restuccia. Un parterre de rois che ha dialogato con nomi di primo piano, tra i quali – per far torto a tutti tranne uno – un volto noto della tv quale Tiberio Timperi.

In questi incontri ancora una volta si è sperimentato come ogni libro possa essere un viaggio, ogni autore una storia da scoprire e ogni incontro una possibilità di arricchimento. E quando la cultura riesce a creare comunità, il brivido più bello non è soltanto quello evocato dal titolo della kermesse, ma nasce dalla consapevolezza di far parte di qualcosa che continua a crescere insieme.

Ne abbiamo discusso con Alberto Raffaelli

“Brividi a Km0” ha rappresentato un’importante occasione di incontro tra libri, autori e pubblico. Che cosa ha significato, per Lei, esserci con Segnalazioni Letterarie?
Ha significato innanzitutto esserci con entusiasmo e con quella gioia che nasce quando la cultura riesce a diventare incontro. Segnalazioni Letterarie non è soltanto uno spazio dedicato ai libri: è una comunità di persone che amano leggere, scrivere, confrontarsi e condividere. Partecipare a una kermesse come “Brividi a Km0” significa portare con noi questa idea di cultura viva, accessibile e capace di creare legami autentici. E quando le persone si incontrano intorno a un libro, accade sempre qualcosa di speciale.

Lei ha costruito negli anni una realtà social-letteraria molto ampia. Qual è il principio più importante che desidera trasmettere a chi ne fa parte?
Credo nel valore della condivisione. In un mondo nel quale spesso si corre e si comunica molto senza necessariamente ascoltarsi, un libro può ancora insegnarci a fermarci, riflettere e guardare le cose da una prospettiva diversa. Segnalazioni Letterarie nasce proprio con questo spirito: dare spazio alle storie e alle persone, senza dimenticare che dietro ogni libro c’è un autore che ha qualcosa da raccontare. La mia convinzione è sempre stata semplice: la cultura è di tutti, e nessuno dovrebbe sentirsi escluso dalla possibilità di incontrarla.

“Brividi a Km0” richiama già nel nome qualcosa di emozionale. Quanto conta oggi l’emozione nel rapporto tra lettore e cultura?
Conta moltissimo. Possiamo conoscere, studiare, approfondire, ma ciò che davvero rimane dentro di noi è spesso ciò che ci ha emozionati. Un libro può regalarci un pensiero, ma può anche donarci un brivido, una domanda, un ricordo, persino una parte di noi che non avevamo ancora riconosciuto. La cultura, quando riesce a emozionare, non rimane sulla pagina: entra nella vita delle persone. Ed è proprio questo il senso più bello di manifestazioni come “Brividi a Km0”, che tra l’altro nello specifico si fregia di trattare un genere particolarmente ancorato alla realtà, che oggi come forse non mai ingaggia un duello con la fantasia molto agguerrito a livello proprio di verosimiglianza.

Se dovesse affidare una sola frase al futuro di Segnalazioni Letterarie, quale sceglierebbe?
Direi di continuare a credere nelle persone e nelle loro storie. I progetti possono cambiare, le modalità di comunicazione possono evolversi, ma il bisogno di raccontare e di ascoltare resterà sempre. Segnalazioni Letterarie continuerà a camminare accanto agli autori e ai lettori, cercando di costruire ponti attraverso le parole. Perché un libro può nascere dalla solitudine di una scrivania, ma la sua vera vita comincia quando incontra qualcuno disposto ad aprirlo.

E non si possono che sottoscrivere queste ultime parole di Raffaelli: nel momento in cui le pagine (cartacee o digitali che siano) diventano incontro, la cultura smette di essere soltanto un supporto di carta o uno schermo da leggere e diventa una luce da condividere: perché ogni libro lascia un brivido nell’anima, ma sono le persone a trasformarlo in memoria.