
La storica Società marinese “Volemose Bene” compie 65 anni e per l’occasione organizza nei giorni 16 – 17 e 18 Settembre una serie di appuntamenti per festeggiare insieme a tutta la cittadinanza di Marino, città dove la comunità della “Volemose Bene” è nata..
Bande musicali, sbandieratori, gruppi folcloristici, majorettes e come gran finale domenica 18 la presenza della Fanfara dei Bersaglieri, segneranno una delle realtà che identificano l’identità culturale e popolare della CCittà di Marino. Stand gastronomici e prodotti tipici locali faranno da cornice ad una tre giorni all’insegna della convivialità comunitaria, preludio alla tradizionale Sagra dell’Uva.
Correva l’anno 1951 quando iniziò un’avventura chiamata “VOLEMOSE BENE”. In un grottino che ora non c’è più, tra piazza Lepanto e Piazza Pompeo Castiglia, più comunemente conosciuta come “piazza padella”, un gruppo di giovani marinesi perlopiù falegnami, fabbri, commercianti, agricoltori, operai (e, guarda caso, tutti scapoli ad eccezione di Vincenzo Ludovisi, coniugato con prole) fondarono questa società di divertimento. Lo spirito era accomodante, quello che si conviene quando è tanta la voglia di dimenticare gli orrori che la guerra aveva lasciato. Di fatto c’era la ricostruzione da iniziare tra mille difficoltà e la voglia di stare insieme, magari anche davanti ad un buon bicchiere di vino, anche perché la televisione doveva ancora arrivare. Si scelse subito la Fontana dei Mori come stemma sulla bandiera e la prima divisa comprendeva una camicia azzurra ed un cappellino bianco alla marinara. Per la realizzazione dello strumento musicale si lasciò a tutti libertà di fantasia. Ben presto, furono scelti gli organi sociali e venne approvato lo Statuto. Le prime elezioni sancirono come presidente – Benedetto De Marzi – che fu affiancato da un vice, un tesoriere e da due membri del Consiglio. Di certo, arrivati a questo punto non poteva mancare il simbolo di riconoscimento: su disegno del socio Otello Bizzarri, la sig.ra Michelina Cardinali confezionò lo stendardo. In questo modo, la Fontana dei Mori divenne l’emblema della Società, mentre la sig.ra Maddalena Santamaita ne fu la madrina. Si versarono le prime quote di partecipazione e ben presto, a settembre dello stesso anno, si partì alla volta della prima gita a Montefiascone, con al seguito un rifornimento di vino e pizza calda imbottita di mortadella da consumarsi durante le soste; questo è un rito che si ripete ancora oggi. Ci furono le prime partecipazioni alla Sagra dell’Uva di Marino, mentre dopo Montefiascone seguirono le gite a Rimini, S. Benedetto del Tronto, Sorrento, Napoli, alla festa di Piedigrotta, Amatrice, L’Aquila, al lago di Bolsena, Viterbo e tante altre città. Con il passare del tempo il valore folcloristico della Società crebbe: innumerevoli furono non solo i riconoscimenti che arricchirono il “medagliere”, ma anche i testi goliardici che spesso si andarono a sostituire a motivi originali e celebri. Come in tutte le storie che si rispettino, in genere c’è sempre un periodo di stasi, una sorta di distacco quasi inevitabile, dopo il quale o la storia continua o finisce per sempre. Fortunatamente la televisione, le prime utilitarie, le mogli, le fidanzate ed il boom economico non fermarono i Soci e, grazie anche allo spirito del motto “VOLEMOSE BENE che poco ce costa”, la Società sopravvisse. Non si perse “l’affetto” e gli incontri, anche se sporadici, diventarono occasioni per una gita o per rinverdire vecchi splendori: a tal proposito, si decise che ogni mese la bandiera venisse tenuta in custodia da un socio diverso. Si giunse così al 1981, quando una cena tra amici segnò il rilancio della Società: si gettarono le basi per la rinascita e la direzione artistica venne affidata a Marcello Pelosi. Si ricontattarono tutti i soci: il tempo era passato e qualche capello bianco di troppo era già spuntato sulla testa di quei “ragazzi”, invariati nello spirito, che riacquistarono subito nuove divise, rispolverarono gli strumenti dimenticati in soffitta e ne costruirono degli altri. Le riunioni e le prove musicali si tennero in varie cantine del centro storico, dove all’utile si univa anche il dilettevole. Arrivò la Sagra dell’Uva. In una luminosissima prima domenica d’Ottobre, tra flash di fotografi e telecamere di TV pubbliche e private, si celebrò una seconda “prima volta” in un immenso bagno di folla che solo la Sagra può dare. Seguirono numerose partecipazioni a feste di paese, carnevali, raduni bandistici, passaggi televisivi su TV pubbliche e private. Nel gennaio 1986 l’Inghilterra chiamò, ospiti nella città di Londra, le nostre musiche (U Caratellu, Sopra ‘sta collinetta, Nannì, giusto per citarne qualcuna) allietarono in un locale da sogno, il matrimonio del figlio del magnate della ristorazione Lord Forte, scatenando l’entusiasmo dei numerosi e compassati invitati. Si ricorda sempre con piacere il servizio televisivo su RAI UNO con il commento di Sandro Paternostro, la presenza all’inaugurazione del centro di riabilitazione per portatori di handicap “Vita Nuova”, dove le festose musiche regalarono un pomeriggio diverso a chi ogni giorno si confronta con la propria esistenza. Nel frattempo, la tifoseria del Marino calcio veniva guidata dai ritmi incalzanti della Volemose Bene in occasione dello spareggio allo Stadio Flaminio di Roma, che portò poi la squadra del compianto Mimmo Fiore alla vittoria del campionato ed alla sospirata serie D. Dopo 35 anni ininterrotti di presidenza di Benedetto De Marzi, il testimone passò a Bruno Zelinotti. Durante i festeggiamenti della 71a Sagra dell’Uva, fu presentato un importante progetto che ha segnato un altrettanto prestigioso traguardo per la Società: il CD “ VOLEMOSE BENE”. Gli undici brani dell’opera sono firmati interamente sia nell’esecuzione che nella realizzazione da vari artisti marinesi tra cui: Mario Zelinotti, Marco Petriacci, Massimo Petriacci, Stefano Terribili, Marcello Pelosi. Nel 1986 questa Società si assunse l’onere e l’onore di ripristinare un’antica tradizione marinese, quella di ritrasportare a spalla la macchina della Madonna del Santissimo 65° Anniversario Rosario, la prima domenica di Ottobre, durante i festeggiamenti della Sagra dell’Uva, togliendola per sempre da sopra i camions e trattori di turno, e grazie a questa iniziativa negli anni seguenti molti marinesi hanno riscoprirono il piacere di farlo insieme, e da questa partecipazione nel 1994 nacque il Sodalizio della Madonna del Santissimo Rosario, composto stabilmente da oltre 50 elementi tra Soci e società civile, sempre aperto a nuove adesioni. Sempre nel 1986 venne improvvisamente a mancare “l’amato presidente” Bruno Zelinotti. All’unanimità dei soci, la presidenza fu affidata a Cesare Laurenti fino al 2002. Alla sua scomparsa, per un breve periodo (fino al gennaio 2003) gli successe un altro “pilastro”, Bruno Petriacci, detto “feramola”. Dopo di lui il timone è passato all’attuale presidente Orlando Zelinotti. Il 18 giugno di quest’anno in occasione del Giubileo della Misericordia, grazie a don Pietro Massari parroco della Basilica S. Barnaba di Marino, in una giornata luminosissima la “Volemose Bene” è stata ricevuta in udienza a Piazza S. Pietro da Sua Santità PAPA FRANCESCO, il quale (in deroga alla stretta sicurezza protocollare) si è fermato a parlare e salutare ognuno dei componenti del gruppo, scambiandosi regali e facendosi fotografare: “Credeteci è stata una esperienza unica che rimarrà per sempre impressa nella nostra memoria” commentano dalla “Volemose Bene”.


















