A Roma la mostra di Anna Maria Angelucci

DAL 7 APRILE AL 23 MAGGIO la mostra dell'artista Anna Maria Angelini dal titolo Sinctonia

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Sarà inaugurata sabato 7 aprile, alle ore 18, nella Galleria Gallerati di Roma, la mostra “Sinctonia” dell’artista Anna Maria Angelucci.

La grande installazione “Chromatographie” di Anna Maria Angelucci scolpisce e trasforma lo spazio della galleria. Un incisivo incontrarsi di linee verticali e orizzontali delimita la superficie di fondo che finisce col diventare un’entità autonoma. È una combinatoria minimalista ché dà luogo a nuove forme di aggregazione, così che l’ambiente intorno comincia a parlare una lingua più chiara. L’ossatura in ferro dell’opera rievoca le fondamenta strutturali della casa.

L’esposizione, a cura di Lori Adragna, si potrà visitare (ingresso gratuito) fino al 23 maggio da lunedì al venerdì, dalle ore 17 alle 19 (sabato, domenica e fuori orario su appuntamento). La Galleria Gallerati si trova in Via Apuania, 55 (zona Tiburtina / Piazza Bologna). Per informazioni: info@galleriagallerati.it, tel. 06.44258243.

“Volevo creare qualcosa che non esiste, forse”, scrive Anna Maria Angelucci, “una casa con pareti che non sono muri”. Vista come centro di una ragnatela di significati, la dimora simbolica imbriglia memorie e sensazioni che, attraverso quel meccanismo definito da Bachelard retentissement, solo a raffigurarla nella mente ci fa sentire partecipi di quelle stesse immagini. Per dirla con il filosofo, la casa è innanzitutto un essere concentrato, richiama, cioè, a una coscienza di centralità. In secondo luogo, è un essere verticale, la cui verticalità è assicurata dalla polarità degli estremi, in quanto rappresentano l’opposizione: fra razionalità e irrazionalità, conscio e inconscio; la chiarezza del cielo si pone agli antipodi rispetto alle ombre sepolte nel sotterraneo dove regna il buio sia di notte che di giorno. Dunque, abitare la casa, suggerisce Angelucci tramite il suo lavoro, equivale ad abitare la parte più profonda di sé stessi. Tra ricordo, rêverie e sogno, avviene una contrazione del tempo nello spazio. Così racconta: “La tecnica su cui si basa questo lavoro è nata da un mio sogno a occhi aperti fatto nel 2010 e che solo nel 2017, per puro caso, mi sono ritrovata a sperimentare nella realtà”.

Anna Maria Angelucci è un’artista visiva multimediale che nella sua ricerca eterogenea predilige la scultura e l’installazione. Dopo gli studi artistici (liceo artistico e Accademia di belle arti di Roma) viaggia in Spagna e in Germania, e nel 1997 espone la sua prima mostra personale in una galleria di Bamberga. Da sempre attratta da temi ontologici, sviluppa una sua peculiare ricerca sull’essere come esistenza umana in relazione agli altri viventi e alla realtà culturale e antropologica. In Guatemala, con l’Istituto Italiano di cultura e la Fundacion Paiz, realizza la personale Progetto O, in cui recupera un antico testo Maya del popolo Vhu e articola opere di arte partecipata e sculture in grandi dimensioni di materiale organico del luogo, e contestualmente attiva dei workshop coinvolgendo artisti locali. Con il Consolato Italiano a Shangai, propone una mostra in luoghi non convenzionali per indagare la natura del DNA umano e evidenziare così una uguaglianza di fondo di tutti gli esseri, anche dal punto di vista biologico. È ideatrice e artista del progetto urbano diffuso TorriFlumen a Torrita Tiberina, nel quale mette in pratica anche le sue istanze ecologiste. Partecipa inoltre a progetti di arte pubblica permanente, prediligendo la realizzazione di opere a pavimento, quindi attraversabili, e sviluppa grandi raffigurazioni del territorio di riferimento dove fonde la mappa terrestre a quella celeste. La sua costante ricerca, fondata su una chiara impronta autoriale, vuole stimolare