Massimiliano Borelli rilancia la sua sfida per Palazzo Savelli presentando la coalizione dei soggetti politici e civici che lo sosterranno nella ormai imminente campagna elettorale.
In occasione di una conferenza stampa indetta nella location dell’Hotel Miralago, il Sindaco uscente ha voluto anticipare anche alcuni di quelli che saranno i punti qualificanti e le linee guida del suo programma di governo.
“Albano non può fermarsi. Serve stabilità, serietà e una direzione chiara” — ha dichiarato Borelli nel corso del suo intervento, tracciando la linea di una candidatura che punta a rilanciare il percorso amministrativo interrotto con la sfiducia nell’ottobre scorso.
A sostenerlo una coalizione di forze di centrosinistra: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Casa Riformista, Albano Coraggiosa, Passione Civica, Rifondazione Comunista, Identità e Bene Comune e Noi Domani. Non necessariamente questo elenco di soggetti si tradurrà in altrettante liste, perché, a detta dello stesso Borelli, ci potrebbero essere accorpamenti e sistemazioni interne.
Nel suo intervento, Borelli ha rivendicato i risultati raggiunti durante il precedente mandato e ha indicato le responsabilità politiche della crisi, rilanciando al tempo stesso un progetto basato su sviluppo, servizi, partecipazione e qualità amministrativa.
“43 milioni di euro di investimenti messi a terra non sono numeri, sono strade, servizi, opportunità per questa città”. Grande in effetti è stato l’afflusso di denaro grazie al PNRR nelle casse comunali, non solo di Albano.
Ma è la sfiducia a restare una ferita aperta per il Pd ed i suoi alleati. Attorno a questo tema non solo ha girato la conferenza stampa di ieri, ma sta girando l’intera campagna borelliana.
“Qualcuno ha deciso che il problema non era la città, ma chi la stava cambiando” scandisce l’ex Primo Cittadino, definendola ancora come “una scelta contro la città”.
Borelli parla di chi, senza mai fare nomi, invece di giocare la partita contro gli avversari era interessato esclusivamente al controllo della propria squadra. Immancabile anche la citazione della foto in cui sono ritratti gli sfiducianti uscita su alcuni organi di stampa.
Il candidato Sindaco dem però non spiega neppure in questa occasione cosa c’è, non dietro, ma fuori da quella foto. Non ci sono infatti in quella foto ne l’ex Vice Sindaco Andreassi ne tantomeno l’ex Capogruppo de L’Altra Albano Salvatore Tedone. L’ala destra e sinistra della sua ex coalizione, che non hanno firmato la sfiducia, che oggi però si candidano a sindaco da indipendenti e fuori dal centrosinistra ufficiale, segnando una rottura politica che non è figlia della sfiducia ma racconta di un campo politico sfilacciato per ragioni che vanno ben oltre e che ancora dal Pd nessuno ha spiegato davvero.
Parlando del programma Borelli ha lanciato l’idea della candidatura di Albano capitale della cultura 2030.
“La politica torna al centro” ha sottolineato l’ex Sindaco, snocciolando le sue priorità.
“
Noi abbiamo alcune priorità chiare.
La prima:
tutelare il territorio e “
“Avviare una vera rigenerazione urbana, con incentivi concreti per recuperare gli edifici abbandonati. Rafforzare i servizi pubblici, riportando sotto gestione pubblica alcune manutenzioni per garantire qualità e tempi certi. sostenere l’economia locale,
con un patto tra istituzioni, commercianti e cittadini. Un progetto per Villa Doria ed un piano per la sicurezza”.
Decoro urbano, manutenzioni, sicurezza e rilancio di parchi e ville comunali sono anche le priorità uscite dal processo partecipativo promosso da Massimo Ferrarini, che di Borelli è il principale sfidante, che nelle scorse settimane aveva chiamato nelle piazze di Albano e sulla sua piattaforma web i cittadini a dire la loro.
Ma di partecipazione ha parlato anche Borelli, promettendo una serie di processi decisionali condivisi nei primi cento giorni del suo eventuale secondo mandato. Partecipazione presente anche nel programma elettorale del centrosinistra del 2020, tradotta con la formula delle giunte itineranti nelle frazioni, aperte anche all’intervento di realtà associative e comitati. A memoria non se ne ricorda tuttavia lo svolgimento.
“Questa non è un’alleanza contro qualcuno. È un’alleanza per qualcosa. Per Albano”. Ha chiosato Borelli.



















