Albano, l’assessore al bilancio Carlo Colantonio si è dimesso

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Carlo Colantonio
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Carlo Colantonio

POLITICA – La notizia circolava da giorni nei corridoi di Palazzo Savelli ed in queste ore ha avuto i crismi dell’ufficialità: l’assessore al bilancio della giunta di Albano Laziale, il Dott. Carlo Colantonio ha rassegnato le sue dimissioni, spiegandole politicamente nella nota che segue.

“Molti mi chiedono – dichiara l’ex assessore al bilancio di Albano Carlo Colantonio – il perchè delle mie dimissioni da Assessore della Giunta Marini. La risposta é che sono venuti meno i presupposti che, nell’Ottobre 2012, hanno consentito che io ricoprissi quell’incarico amministrativo: la componente socialista della lista dei Liberali e Riformisti, con Gambucci prima e Rovere successivamente, rafforzata con l’adesione di Mollica al gruppo consiliare dei Liberali e Riformisti, decise di impegnarsi per dare stabilità e nuovo vigore alla Giunta Marini che, per le sue debolezze intrinseche, era ormai al collasso. Tutto ciò – continua Colantonio – nell’ottica di proporre, per le prossime elezioni amministrative, una coalizione di centro-sinistra più omogenea rispetto a quella piena di contraddizioni uscita vittoriosa nel 2010, dimostratasi incapace di governare. Il cambiamento di linea politica portato avanti da Rovere, da me non condiviso, ha posto fine a tutto ciò, rendendo incompatibile la mia permanenza in Giunta. Pertanto – conclude l’esponente socialista – anche al fine di contribuire a fare chiarezza all’interno della attuale maggioranza che sostiene Marini e per accellerare l’ormai ineludibile formazione di una nuova Giunta, ho rassegnato le dimissioni da assessore. La fuoriuscita dal movimento dei L.R. di quasi tutti i suoi fondatori dimostra altresì, l’inadeguatezza delle liste”civiche” a svolgere proficuamente una azione di governo della cosa pubblica: esse sono senza dubbio un’occasione per coinvolgere nell’attività politica quei cittadini che altrimenti ne rimarrebbero fuori, un ottimo raccoglitore di consensi, ma poi, inevitabilmente, i personalismi che le attraversano non riescono a trovare le mediazioni necessarie per un’azione di governo efficace. Non é per caso che i nostri Padri Costituenti individuarono nei Partiti lo strumento per i cittadini per partecipare alla vita pubblica. Certo, vanno evitate le loro degenerazioni(tangentopoli) e il loro proliferare(partiti personali) che hanno caratterizzato questi ultimi trenta anni, ma non saranno i Movimenti “ alla Grillo”, o i vari Comitati, che risolveranno il problema della inadeguatezza della Politica odierna a svolgere il proprio ruolo. E’ auspicabile che chi vuole impegnarsi in politica lo faccia all’interno di un Partito, quello che, più di altri, rispecchi i suoi ideali e la sua visione del mondo. Per quel che mi riguarda, questi non sono mai cambiati: ero e resto Socialista”.