Anziani, Zaratti (AVS) “a Monte Porzio Catone la Casa Albergo per dipendenti pubblici, ma nessuno lo sa”

Interrogazione a risposta scritta al Ministro del lavoro e delle politiche sociali

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Monte Porzio Catone
“A Monte Porzio Catone, nell’area dei Castelli romani, esiste da tempo una Casa Albergo per anziane e anziani ex dipendenti della pubblica amministrazione o per genitori di dipendenti pubblici, una struttura ben curata e confortevole con una vasta gamma di servizi, attività ricreative e culturali, un’ampia e luminosa biblioteca, una palestra con personale specializzato, oltre all’assistenza medica e infermieristica; ebbene, nessuno sa di questa struttura, non vengono aperti bandi per l’accesso e la Casa Albergo è destinata ad un progressivo abbandono. Ho presentato una interrogazione alla ministra del Lavoro Calderone per sollecitare l’utilizzo pieno e ottimale della Casa Albergo, a cominciare dalla emanazione di bandi dedicati ai soggetti beneficiari utilizzando tutte le forme di diffusione oggi possibili”. Lo afferma Filiberto Zaratti, deputato di AVS, il quale chiede anche che la ministra Calderone “tuteli i livelli occupazionali della struttura: l’organizzazione sindacale CUB Sanità di Roma sostiene che da anni il numero degli ospiti residenti diminuisce progressivamente e che, nonostante i reiterati solleciti nei confronti della Direzione Regionale INPS, l’Istituto ospita solo poche decine di persone alle quali viene peraltro offerto un servizio ad un costo irrisorio, se paragonato alle rette di altre Case di riposo della zona, tutte pienissime. Per accedere alla Casa Albergo si deve partecipare ad un bando di concorso riservato a pensionati della PA che hanno mantenuto l’iscrizione al Fondo Credito e Welfare, ai loro coniugi e, dallo scorso anno, anche ai genitori degli attuali dipendenti pubblici: ma se il bando non viene aperto, con adeguata pubblicità attraverso tutti i canali possibili (TV, giornali, patronati, medici di base, canali social, posta…), è chiaro che la struttura è destinata ad una lenta agonia, così le professionalità impiegate. L’ultimo bando di ammissione venne pubblicato sul sito web dell’Istituto, ma senza alcuna altra forma di promozione. In pratica esiste una struttura efficiente che potrebbe sollevare molte famiglie in cerca di assistenza per i propri anziani ma la maggior parte dei pensionati pubblici non sa nemmeno che esiste questa possibilità, e i pochi che fanno la domanda vengono inseriti con tempistiche molto lunghe, tanto che a volte, nel frattempo, sono stati costretti a trovare una sistemazione alternativa. Tra le conseguenze di questa situazione, paradossale in una società che invecchia sempre di più, caratterizzata, inoltre, da una grave crisi abitativa, è che si rischiano i posti di lavoro: la cooperativa che gestisce il servizio socio sanitario ha messo in ferie forzate, a rotazione, le operatrici, in attesa che aumenti il numero degli utenti, paventando tagli al personale, qualora il numero degli utenti dovesse ancora diminuire; ciò mette a rischio non solo i livelli occupazionali e retributivi degli operatori addetti ai servizi in appalto, ma anche le condizioni di vita ed il benessere psicofisico degli ospiti stessi, compromettendo l’utilità stessa della struttura. Portare la struttura alla massima capienza è indispensabile per massimizzarne l’efficienza e l’efficacia. Chiediamo attenzione verso questa eccellenza della nostra Pubblica Amministrazione, non è tollerabile lo stato di abbandono in cui versa”, conclude Zaratti.